Design

La progettazione e le buone idee...

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Comunicare con le immagini.

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Le emozioni in un gesto.

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Il diavolo va sempre all'ultima moda.

Libri

Anche i piccoli libri hanno il loro destino.

23 aprile 2014

IN VESPA | La vita non è un film - Peloponneso, Giorno 12

© Luca Occhilupo
Oggi c’erano quelle nuvole, alcune bianche, alcune grigie, e io ci sono entrato dentro. Tu ci sei mai entrato dentro una nuvola? Dal vivo intendo, non da dentro un aereo. Io l’ho fatto, oggi, qui nel Mani.

E c’erano quei villaggi, persi su quei monti, persi lì nel cielo, quei villaggi da nulla che né i turchi né gli egiziani hanno saputo conquistare. E c’erano genti dai tratti duri, ma belli, abbronzati, rugosi, di un altro mondo, occhi verde scuro, capelli neri neri, tratti forti, non greci: manioti. C’erano stalattiti marine e sotterranee e spiagge sconosciute e bianche bianche, c’erano torri d’avvistamento e castelli diroccati, ruderi, natura aspra e selvaggia, profumo di libertà, assenza di civiltà, tutto bello e bello tutto.
© Luca Occhilupo
Infine Monemvasia, con questo gatto che mi ha salvato, questo vento che mi ha rinfrescato, questo mare così increspato e questa terra, questa terra, che tu la devi sentire, la devi vedere per crederci, questo castello sul tetto del mondo, questa Otranto orientale fatta tutta a pietre e muri a secco, con viuzze strette e porte basse, viti a fare ombra sui viali e belvedere infiniti e infinitamente alti.

Oggi mi aspettano altri mari, altre strade, un altro sole e un’altra vita.
E il mare che ho di fronte ora, te lo descrivo con due versi: “Così tra questa immensità s’annega il pensier mio, e il naufragar m’è dolce in questo mare.”
© Luca Occhilupo
PS: ed è bello fare l’amore col vento e col sole.


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16 aprile 2014

IN VESPA | Napoleone - Peloponneso, Giorno 11

© Luca Occhilupo
È il momento di un’altra storia, una storia antica che ha per protagonista una famiglia della regione greca del Mani il cui cognome era Kalòmero. Partita da Itilo, si trasferì a Pisa, con l’unico peccato di essere di religione ortodossa e, pertanto, non tollerata dai cattolici pisani. Dopo aver subito molte angherie, questa famiglia decise di emigrare nuovamente per arrivare, dopo tanto peregrinare, in Corsica, nella città di Ajaccio, capitale dell’isola. Ora prova a tradurre il cognome Kalòmero in italiano. Ti aiuto io: “kalos” buono, “meros” parte.

© Luca Occhilupo
Buonaparte! Quale celebre imperatore dei francesi aveva questo cognome? Sono venuto così a scoprire il motivo per cui Napoleone aiutò il movimento indipendentista greco negli anni delle guerre di liberazione.
Né i turchi né l’egiziano Ibraim Pascià venuto in loro aiuto sono riusciti a conquistare il Mani. L’italiano Santarosa è morto per loro ed è sepolto in un isolotto nel sud della Messenia.
© Luca Occhilupo

© Luca Occhilupo
C’è un detto qui in Grecia: lo ricordano come quelli di Mani, ad indicare l’orgoglio e il coraggio che anima queste genti.

E ti regalo un’ultima curiosità: la parola laconico, deriva proprio dalla Laconia, dalla caratteristica di queste genti di usare poche parole per esprimersi.


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13 aprile 2014

SisalPay Time Angel alla Milano Design week 2014: più valore al tempo

Organizzare al meglio il proprio tempo impegnati tra una mostra, un evento e un happening alla Milano Design week.
Non ci credete? Da oggi è possibile grazie ai servizi offerti da SisalPay che in occasione della settimana che trasforma Milano nella capitale mondiale del design ha ideato l'iniziativa SisalPay Time Angel, per dare più valore al tempo libero.
Come risparmiare tempo e vivere da privilegiati la settimana più attesa dell'anno? Basto richiedere il badge ai Time Angels, ottenibile con una semplice registrazione nelle aree da loro presidiate o direttamente online, all’indirizzo www.sisalpay-timeangels.com
Il servizio offre la possibile di saltare le code, avere un ombrello in caso di pioggia, ricaricare il proprio cellulare ed accedere alle Time Zone.
In base ai vostri gusti avrete la possibilità di accedere alle seguenti Time zone:
- Relaz zone in Via Tortona, 32. Comodi divani e bubble chair per rilassarsi e rigenerarsi con buona musica ed una sana lettura
- Motion zone Via Bergognone, 43 Porta Genova. Monopattini, risciò a pedali ed un simpatico multitandem con cui farsi accompagnare dai Time Angels, evitando così gli ingorghi che bloccano la città nella settimana del design
- Lounge zone & SisalPay Bridge all'Alzaia Naviglio Grande / Zona Vicolo Lavandai. La sponda del Naviglio e il ponte avranno una area riservata SisalPay dove sarà possibile godersi un aperitivo in tutta tranquillità o passare da una sponda all’altra del Naviglio saltando le code

Sisal zone ha pensato in oltre diversi DJ set come quello di venerdì 11 e domenica 13 con ospiti i DJ emergenti Andrea Giuliani e Luca Rossetti, mentre per concludere il fine settimana, sabato si è svolta l’esibizione della Special Guest Scarlett Etienne, DJ protagonista del panorama musicale internazionale che è stata splendida nella sua esibizione.

Da non perdere, per chiudere alla grande la settimana del design, l’ultimo appuntamento questa sera. Non troverete di meglio in giro!


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09 aprile 2014

IN VESPA | Le mie citazioni - Peloponneso, Giorno 10

© Luca Occhilupo
Oggi voglio rispondere a qualcuno, a qualcuno che mi ha fatto delle domande, degli appunti, perché rispondere è cortesia, no? Voglio rispondere a chi dice che sembro un po’ costruito quando faccio citazioni: può essere vero e il motivo è semplice. Quando faccio una citazione di un poeta, uno scrittore, un filosofo famoso, faccio il suo nome perché quella citazione appartiene proprio a lui. 
© Luca Occhilupo

Quando invece dico semplicemente, uno scrittore celebre ha scritto, un poeta ha detto, quelle citazioni non appartengono a nessuno di famoso, ma semplicemente a me, che non lo dico e non l’ho mai detto, per umiltà forse, o falsa umiltà (chiamatela come volete), ma non lo dico perché non mi considero un poeta, né uno scrittore né niente per ora, solo un viaggiatore, forse, un viaggiatore felice, nonostante la voce stanca. Non l’ho mai detto, ma lo dico ora, per rispondere ad un amico che mi ha fatto questo appunto, e non lo dico mai più.

Vi leggo dei versi che ho scritto ieri:
Ho visto sedie blu, del blu del Mediterraneo,
e un tramonto vero,
ho visto dove gli dei bagnavano la loro pelle bianca
e ho sentito la musica del mare,
le onde che suonavano,
l’orchestra della spiaggia, dei sassi,
dei disordinati ciottoli che la risacca portava con sé.
Mi sono accorto di essere vivo
e mi sono accorto che se morissi ora,
morirei felice.

Ad Athena
Massimo Troisi fa dire al suo postino: “una poesia non è di chi la scrive, è di chi la sente” io spero che in queste parole, per quanto semplici, molti possano trovare la vita che ho trovato io. So che per i più piccoli o per alcuni dei più grandi quello che dico o le storie che racconto, a volte, non sono semplici, ma so anche che, nelle mie parole, nella mia voce, i più piccoli e i più grandi sentono tutta l’emozione che sento io, perché sono parole vere fatte di sentimenti veri, e sono sincere soprattutto, e la sincerità, in questo mondo, vince su tutto, perché la maggior parte delle volte è frutto della passione. 
© Luca Occhilupo
Mi viene da pensare alle parole di Erasmo da Rotterdam ne “L’elogio della follia”: osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, infuse nell’uomo più passione che ragione, perché fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. La vita umana non è altro che un gioco della follia: il cuore ha sempre ragione.
© Luca Occhilupo
E per quanto una persona a me cara possa dirmi che i miei discorsi sono fantastici e ciò che dico perfetto, so che non è vero, ma voglio che vi arrivi comunque, per imperfetto che sia, perché qualcuno possa trovarci un po’ di me, di sé, di vera umanità.
Le storie che volevo raccontarvi oggi, ve le racconterò domani. Sono storie belle e antiche, storie di Grecia, di Francia e d’Italia. Oggi ero così, un po’ felice e un po’ arrabbiato.


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02 aprile 2014

IN VESPA | Peloponneso, Giorno 7, Giorno 8, Giorno 9

© Luca Occhilupo
Oggi voglio raccontarti una storia, un po’ romantica e un po’ crudele. Come tutte le storie d’amore, è una storia vera! Questa storia, al contrario di quello che puoi pensare, non ha inizio nel Peloponneso, ma più su, vicino alla Turchia, in una regione della Grecia che è la penisola calcidica, dove sorge il monte Athos.
© Luca Occhilupo

Il monte Athos è un monte disseminato di monasteri e la particolarità, ciò che rende questa terra unica al mondo, è che nessuna donna, nei secoli dei secoli, è mai potuta salire lassù; alle donne infatti è vietato visitare il monte e i suoi inestimabili monasteri, abitati solo da monaci.

La storia vuole che un monaco avesse un fratello che doveva sposarsi con una donna nel piccolo paese di Koroni, nel primo dito del Peloponneso, sicché questo monaco si mise in viaggio verso il sud ovest del Peloponneso per partecipare al matrimonio del fratello. Alla cerimonia, però, era presente anche la sorella della sposa.
© Luca Occhilupo

La scintilla fu veloce, come tutte le scintille, e i due consumarono una passione travolgente, inusuale per quei tempi di chiesa e castità, in cui le donne non potevano avere rapporti prima del matrimonio. Ma l’amore è crudele a volte, a volte è in grado di uccidere, e la sua crudeltà, in questo caso, si rivelò nel momento in cui il monaco decise di tornare sul suo monte, in eremitaggio, lasciando la povera donna deflorata e senza la speranza di trovare più marito.
© Luca Occhilupo
La storia sarebbe finita qui se non fosse stato per i fratelli della povera ragazza che fermarono il monaco prima che potesse fuggire e lo costrinsero a sposare la ragazza di cui aveva consumato il cuore. Si sposarono, con un matrimonio infelice, e la donna, fino alla morte del marito, rimase a casa, senza mai uscire se non per fare compere per ciò che concerneva la casa e i doveri familiari né per vedere amiche e avendo come unica consolazione per la sua vita solitaria, la crescita dei figli e il mantenimento decoroso della sua casa.

© Luca Occhilupo
Ho conosciuto questa donna e, con lei, ho conosciuto la tristezza di molte altre donne, costrette, per il volere dell’uomo forte, a vivere una vita lontana dalla vita. Ora i tempi stanno cambiando, per fortuna, anche se nel sud del nostro e di questo paese la mentalità maschilista è ancora dominante. L’uomo è debole e l’uso della forza fisica, come si sa, è l’unica arma del debole.



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27 marzo 2014

WHO ARE YOU | Marco Lavagnini, la fotografia è una vibrazione

 © Marco Lavagnini
Marco Lavagnini è il protagonista di oggi, per la rubrica Who are you, selezionato dal nostro gruppo flickr. Nato e cresciuto in provincia di Roma, ad oggi cittadino della città eterna. Si occupa di tecnologia quasi da subito dopo la scuola superiore, lavorando nel campo dell’assistenza tecnica su Computer e Reti, in breve quel termine che dice tutto e niente: Informatico. Non ama programmare il suo modo di vivere, anche perché quando lo fa la legge di Murphy è sempre in agguato! 

La fotografia è un’arte ereditata dalla passione dei fratelli maggiori, sperimentata da autodidatta prima nell’era analogica con scarsi risultati, poi molto più tardi nell’era digitale con risultati ed interesse decisamente migliori.
Gli strumenti: nei primi anni una compatta digitale, poi una bridge ed un susseguirsi di reflex, sempre digitali, fino all’odierna fullframe. Gli scatti variano di molto per soggetto e tecnica, spaziando dal ritratto alla paesaggistica in una continua ricerca di spontaneità, impatto visivo, emozione.
Nell’ultimo periodo, dopo un interessante workshop con l’Associazione Culturale Prospettiva 8, si dedica quasi esclusivamente agli scatti a lunga esposizione diurna. 
Nel tempo libero ama dedicare molto tempo ai social network, al cinema, alla musica e qualche volta torna a scarabocchiare le sue strane idee sulle Moleskine dalle pagine rigorosamente bianche, mostrandone di tanto in tanto qualche frammento su Instagram.
 © Marco Lavagnini
• La prima cosa a cui pensi appena sveglio?
Tutto dipende dall’umore, spesso ho in testa una canzone ascoltata il giorno prima.

• Di cosa hai una scorta?
Cianfrusaglie da Still Life.

• Una parola o un'espressione che ami? E una che odi?
Amo molte espressioni napoletane "vattenne", "che agg' a fa", "a soreta" ecc. 
Detesto invece "resto fermo", "sono fermo", "mi fermo".
 © Marco Lavagnini
• Di cosa hai bisogno per essere felice?
La creatività (quando mi viene un’idea per un progetto creativo la mia mente viaggia e sono al massimo) ma anche qualcuno che ride di gusto ad una mia battuta.

• In questo mondo le persone si dividono in?
Cinici ed ipocriti. Appartengo alla prima categoria.

• Un politico, una popstar o un artista che ammiri particolarmente per vari motivi?
Non seguo nessuno come un fan accanito che conosce ogni singolo fatto legato ad una persona famosa, però ho ammirato molto Prince e la sua poliedricità musicale.
 © Marco Lavagnini
• Il luogo più importante di casa tua?
La mia scrivania. Dove le mie idee prendono forma.

• Tre posti dove non sei mai stato e che vorresti vedere?

Alaska, Caraibi, New York.

• Pensando all'Italia, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Sono ancora uno di quelli che si ostina a credere che la nostra terra sia unica, che abbia delle grandi menti, ambite e ricercate in ogni dove. Nella realtà più cruda e spicciola andare via è probabilmente la soluzione a molti problemi, la nostra classe politica (destra, sinistra, sopra, sotto) sta combinando un pasticcio dopo l’altro. Non ci sono più parole per commentare quello che si sente e si legge ogni giorno.
 Pub - TowerBridge © Marco Lavagnini
• Quale città d'Italia ti attrae per il suo ambiente creativo?
Fino a 12 anni fa vivevo in un paese molto piccolo, ora vivo a Roma. Mi ha offerto molti spazi e spunti, mi piace esplorare e scoprire e Roma ha ancora molto da offrire.

• Cosa volevi fare a 14 anni?
L’Orafo.

• Cosa non indosseresti mai?
I calzini corti, li detesto.
 MAXXI © Marco Lavagnini
• Che cos'è per te la creatività?
Uno stile di vita, la curiosità di scoprire e sperimentare cosa si può fare da sé.

• Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
Molto spesso è il lavoro degli altri ad ispirarmi, ma a volte basta un oggetto, una persona o un paesaggio.

• Che definizione hai per la fotografia?
La fotografia per me è una vibrazione. Le donne parlano di farfalle nello stomaco quando sentono una forte emozione, a me capita di vedere qualcosa e (se ho la macchina con me) inquadro e scatto, finché non sento quel brivido che sale dalle viscere e allora so che la foto è quella giusta.
 © Marco Lavagnini
• Qual è il posto dove riesci a trovare più idee?
Mi capita di trovare idee mentre mi sposto in treno o in tram, oppure quando sono in macchina. La mente vaga, percepisce un dettaglio tra un pensiero e l’altro ed ecco l’idea.

• Che cos'è per te il lusso?
Avere tanti di quei soldi che ti permettano di dedicarti esclusivamente a ciò che ti piace di più. Quindi arricchimento materiale che porta arricchimento interiore.

• Un film recente che ti è piaciuto? Perché?
“Vita di Pi” di Ang Lee. Visivamente bellissimo, apparentemente una storia banale che nasconde molti spunti per riflettere sulla vita, sull’esistenza di un disegno superiore, sulla fiducia nel prossimo. Soprattutto sono molte le possibili interpretazioni.
 A Delicious Spring © Marco Lavagnini
• L'ultimo libro letto?
“Breaking Dawn” di Stephenie Meyer


• Una colonna sonora delle tue giornate?
Ultimamente ascolto molto qualche pezzo dei Placebo (nulla di recente): "Running Up That Hill" (in realtà cover di Kate Bush), "Pure Morning" e "The Bitter End".

• Un sito che tutti dovrebbero visitare?
 Leaving © Marco Lavagnini
• Cosa o chi consideri sopravvalutato oggi?
L’idea che la macchina fotografica faccia il fotografo. Quante volte ho sentito dire "con una macchina fotografica del genere anche io saprei fare belle foto"…

• Un aneddoto indimenticabile legato alla tua attività?
Vacanza nel Salento (la seconda volta). Sono nella spiaggia di Punta della Suina, si vede una torre bianca (poco prima di Punta Pizzo) ad almeno un paio di chilometri di distanza, raggiungibile a piedi dalla spiaggia. Parto armato di borsa fotografica (con fotocamera, filtri e obiettivi) e cavalletto caricandomi tutto a spalla. Cammino con calma facendo scatti qui e la, poco più di mezz’ora sono alla torre. L’idea era fare delle lunghe esposizioni nella parte finale di Punta Pizzo, dove c’è una spiaggetta incastonata in una cornice di scogli. Arrivo, scelgo la visuale che trovo più adatta alle foto, metto a terra borsa e cavalletto. Apro il cavalletto, vado per posizionare la fotocamera sul cavalletto e la piastra di aggancio, che fino a 10 minuti prima era attaccata al corpo macchina, era sparita, perduta chissà dove!
E come questo ce ne sono altri…

• Con chi ti piacerebbe lavorare?
Una domanda difficile, sono abituato a scattare da solo, certo se potessi imparare direttamente da Michael Kenna oppure Martin Stavars sarebbe bellissimo.

Leo © Marco Lavagnini
• Cosa provi quando rivedi alcuni progetti di due o tre anni fa?
Sono sempre insoddisfatto, trovo difetti che oggi avrei potuto evitare. Spesso mi succede anche di "perdere il momento" catturato in una determinata foto.

• L'ultima cosa che fai prima di dormire?
Spengo la luce.

• Progetti per il futuro?
Ho partecipato ad un paio di mostre collettive, non ho mai organizzato una personale, mi riesce difficile trovare un filo conduttore tra i miei lavori. Prima o poi lo troverò, sarò soddisfatto dei miei scatti e allora varrà la pena di organizzare un evento.

Terza età © Marco Lavagnini
• Link dove è possibile vedere quello che fai o dove seguirti?
about.me/m.lavagnini è una pagina personale che ricollega tutti i miei profili social e siti vari.

• Una frase o un pensiero per concludere l'intervista?
"Ciò che importa è lo sguardo, la capacità di cogliere l’istante, il colpo d’occhio". 
[Cit. Herb Ritts]


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26 marzo 2014

IN VESPA | Ho riempito la mia vita di nuovi tesori - Peloponneso, Giorno 6

© Luca Occhilupo
Sembra che ti guardino quei monti immensi e che ti dicano: dove vuoi andare, moscerino, con quella vespa da niente, in mezzo a noi? Rimani al tuo posto! Ma ne è valsa la pena rimanere senza benzina sulla cima dell’ultimo monte del Taigeto, prima di arrivare a Sparta dopo 30 km di discesa e trovare il distributore proprio nel momento in cui la vespa aveva perso la spinta dell’inerzia. Avevo pensato di tornare indietro, ma 3 pietre grosse come un pugno me l’hanno impedito. E che scarpinata tra le vie medievali di Mystras, a fotografare ciò che splendidamente è rimasto dell’ultimo gioiello bizantino qui nel Peloponneso.
© Luca Occhilupo
E quelle pecore che mi inseguivano al ritorno mentre cantavo con l’ipod nelle orecchie e dopo essere passato sotto ponti naturali fatti di roccia.
© Luca Occhilupo
Durante questo viaggio, giorno dopo giorno, ho riempito la mia vita di nuovi tesori, nuovi amori e nuovi colori, negli occhi e nell’animo.
© Luca Occhilupo

C’è vento,
un vento che mi indica la direzione,
che soffia a nord,
verso la mia prossima meta,
verso quella Patrasso che mi riporterà nello stivale.
È un vento che soffia forte,
ma accarezza la pelle leggera,
arriva sul corpo, e lo rilassa.
Non è un vento freddo,
ma dice che l’estate è finita,
e finita l’avventura, la libertà,
e dice che domani ne comincerà un’altra, di libertà,
se solo saprò come prenderla.
È un’aria che spazza via il mare, il sale, il sole,
e spazza via i pensieri, quelli cattivi che rovinano le giornate.
C’è questo vento,
e ci sono io,
che sto bene.



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24 marzo 2014

FASHION | Le Mouillère, scarpe per non rinunciare all'eleganza nelle giornate di pioggia


Arriva la bella stagione con mocassini, stringate e ballerine. Ma se ci si imbatte in una triste pioggia estiva niente paura, ci pensano le Mouillère, si chiamano così le calzature in gomma termoplastica del marchio francese M&GO.


Si calzano direttamente sulle preziose scarpe per proteggerle dall'acqua donando un tocco di colore che non passa inosservato.

In campagna, a cavallo, in città o al mare... Si possono indossare sopra qualsiasi tipologia di scarpe e per qualsiasi attività.

Leggere e morbide sono comodissime da portare in borsa senza ingombrare.
Colori vari dall'arancione al blu per tutti i gusti.
Per 49 euro si possono acquistare direttamente dal sito www.mymouillere.com
Dettagli che non passano inosservati per gli amanti della moda.

Vi consiglio di scegliere con cura il colore delle scarpe Mouillère che userete, sono un accessorio in più che non dev'essere trascurato!
Sul sito ufficiale sono disponibili molte immagini che rendono bene l'idea e le potenzialità che queste scarpe possono offrire.

Voi cosa indossate per le vostre giornate di pioggia?


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23 marzo 2014

MADE ME SMILE | Divorare un libro per un'opera d'arte

Lectura Fragmentada | Glenda León, 2013 | Courtesy of Ivorypress
Riuscite a ricordare ogni minimo dettagli di un libro appena letto o addirittura di uno letto qualche anno fa? Probabilmente no, non tutto, ma solo una sensazione, la trama in generale e forse qualche frase che vi si è appiccicata addosso diventando un tormentone. È proprio questo il concetto che nasconde il progetto dell'artista Glenda León: ha tagliato una fetta di torta dal libro C International Photo Magazine edito da Ivorypress trasformandolo in un'opera d'arte in edizione limitata dal nome Lectura Fragmentada.
Lectura Fragmentada | Glenda León, 2013 | Courtesy of Ivorypress
Che nessuno si faccia ingannare, il pezzo di torta esprime proprio quella parte di memoria che racchiude il ricordo di un libro, non occorrono forchettine da dolce!
Molto interessante oltre che divertente, vero?

Link di riferimento: www.ivorypress.com

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15 marzo 2014

INTERVISTA | Elvis Lives: “Mettiamo in negozio ciò che ci piace”


Domenica dormiamo così si presenta il negozio romano Elvis Lives sulla sua pagina di Facebook, e in effetti cosa dovremmo fare di meglio la domenica se non rilassarci un po’ invece che consumare il tempo che ci è sfuggito nel corso della settimana?
Tutti i giorni della settimana, tranne la domenica, Elvis Lives, il negozio nel cuore di San Lorenzo e dal 15 marzo 2014 anche a Trastevere, propone oggetti particolari che si fondono per dare originalità. Elvis Lives è come un crogiolo in cui sperimentare ciò che è diverso e ricercato, ma mai elitario. Nel piccolo emporio di San Lorenzo troverete oggetti particolari e di sicuro non reperibili nei centri commerciali che di domenica sono pieni di chi proprio non riesce a dormire. Una moda facile e popolare che ben si differenzia dalle griffe.
La moda ha sempre avuto una propulsione popolare, basti ricordare nel secolo precedente Chanel che liberava le donne da corsetti insopportabili da gestire e Vivienne Westwood che li riscopriva per vestire il punk. Poi la moda va in passarella e si dimentica delle sue origini, e arriva con anni di ritardo a proporre quello che la nostra vicina di casa ha sperimentato con un accostamento azzardato. Questo gioco lo si può trovare in negozi di nicchia come Elvis Lives: uno spazio in cui la grafica delle t-shirt è originale e unica e si diverte a giocare con stereotipi e cliché di cui siamo vittime ogni giorno, e se è vero che ci plasmano e che fanno parte di noi, è anche vero che possiamo usarli per giocarci con ironia. Da Elvis Lives c’è la volontà di non prendersi sul serio, e di ridere anche delle proprie manie. 
Ci nascondiamo dietro espressioni elitarie e invece ci riesce così facile essere semplicemente pop: Elvis tifa la Magica, e magari la sera beve una birra con gli amici. Nulla di più semplice, ecco il concetto di Elvis Lives.

Cosa indossano i romani sulle loro t-shirt?
Per il momento indossano semplicemente ciò che gli piace o ciò che gli sembra bello e, nella migliore delle ipotesi, sperano a giugno di poter indossare una maglia con lo scudetto.

Quel è stata vostra grafica di maggior successo?
Probabilmente quella con John Lennon e Yoko Ono con un cartello con scritto “Rolling Stones are better”. Anche se ce ne sono altre, come “bestemmiare aiuta”, e altre che ci hanno permesso, quando non avevamo ancora un negozio e facevamo solamente mercatini, di poter aprire questa attività.

Quali sono gli accessori più particolari che si possono reperire nel vostro concept store?
Ci sono diverse cose che possiamo definire particolari, come le macchine fotografiche Lomography o i Sunboo, che sono occhiali in bamboo, ma non ci piace il nome concept store, visto che dietro a Elvis Lives di concetto c'è molto poco! Noi mettiamo in negozio semplicemente ciò che ci piace. Più che un concept store è una bottega e una seconda casa.

Grafica, moda, musica e tecnologia, nel vostro spazio si può fare un aperitivo e scegliere l’accessorio del momento, quanto è importante in questo momento combinare in un momento ludico e piacevole una proposta commerciale?
Non so se è importante, noi lo facciamo e basta perché ci piace.
Ogni tanto offriamo una birra ai nostri clienti e amici, senza pensare troppo al risvolto commerciale. Se non ci piacesse farlo, non lo faremmo. Forse sta tutto lì: a chi ci chiede perché lo facciamo, noi rispondiamo perché no?!


Elvis Lives
via del Volsci, 48, San Lorenzo, Roma
via Luciano Manara 62/a, Trastevere, Roma
Tel. +39 06 89534823
Aperto da lun. a sab. 10.30-14.00; 15.30-20.00
Link di riferimento: www.elvislivesroma.it





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