9 aprile 2009

Littlehouselab: intervista a Emmanuelle Trentini


Emmanuelle Trentini e Filippo Cardarelli, giovani designers che fondano il loro studio a Firenze nel 2008. Pensano, progettano e si divertono in via Pisana al numero
230a/r occupandosi principalmente di grafica e design. Tra libri, riviste, prodotti di design, prototipi e oggetti poco formali lavorano sempre con un'atmosfera piacevole e dinamica. Questo spazio si chiama Littlehouselab.
Sul sito ufficiale si può leggere che "Lo studio sarà presente alla fiera internazionale del Mobile di Milano, Salone Satellite 2009, dove esporrà alcuni suoi prototipi."
Ne abbiamo approfittato per fare un'intervista a Emmanuelle.

Roberto: Quando nasce la tua passione per il design?
Emmanuelle: Si può dire che è nata come stretta conseguenza della passione per il mondo creativo e quindi sin da piccola. I miei genitori mi hanno sempre fatto partecipare alla progettazione dell'arredamento di casa.

Cosa significa fare design?
Significare dare vita a pensieri, sogni e idee.

Come si fa a mantenere una mente creativa?
Principalmente viaggiando, sfogliando riviste e navigando su internet.

Come nasce un progetto? In che modo si rigenerano le nuove idee?
Spesso nasce dall'incontro di varie cose... una necessità, una vecchia idea rimasta in sospeso mescolata ad un'armonia di elementi finiti per caso in un luogo qualsiasi... Penso che la parola giusta per "generare nuove idee" sia OSSERVARE!

Che musica ascolti? Ci parli un pò del tuo stile di vita?
Un pò di tutto a seconda dell'umore con una piccola preferenza per la musica francese anni 60: Jacques Dutronc, Françoise Hardy, France Gall...

Quali sono le parole chiave nel tuo lavoro?
Passione, Pazienza, Fiducia in sé.

Quanto conta l'ironia in un progetto?
Diciamo che può essere visto come valore aggiunto, quando esiste, c'è sicuramente maggior possibilità di attirare l'attenzione.

Quanto è importante guardarsi indietro e valutare i progetti di chi ci ha preceduto?
Come per qualsiasi ramo è fondamentale essere a conoscenza della sua storia e del suo percorso. Sono questi gli elementi che ci permettono di avere basi solide per partire... una specie di fondamenta.

E' sufficiente amare il progetto per riuscire a creare un risultato perfetto? Come si fa a capire se un progetto è ben riuscito?
Ormai non basta più la propria soddisfazione per un proprio progetto, intervengono molti altri settori quali la diffusione, il nome dell'azienda che lo distribuisce, come viene pubblicizzato, come viene presentato ecc. Il progetto ben riuscito è quello che riesce indubbiamente ad attraversare le mode e i tempi.

Che importanza ha la progettazione eco compatibile nel processo produttivo?
È ormai un aspetto di cui non si può fare a meno.

Come definiresti il lusso negli anni in cui viviamo?
Principalmente come una tendenza che riesce a vendere!

A cosa stai lavorando in questo momento? Ci puoi anticipare qualcosa?
Sto ultimando insieme al mio partner i prototipi che saranno esposti al Salone Satellite 2009.

Grazie per la disponibilità.
Grazie a voi per l'interesse al nostro lavoro.

3 commenti :

  1. solo due parole: vi amo.
    non vedo l'ora di conoscervi di persona!

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  2. solo un link http://meolandia.blogspot.com/2009/04/primo-servizio-sul-sdmobile-inter-di.html

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  3. grazie a entrambi per la visita ^_^

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