19 maggio 2009

IN DIECI PAROLE | Fiammetta Bruni

Carta d'identità
Nome e cognome: Fiammetta Bruni
Data e luogo di nascita: Roma, 28 agosto 1961
Professione: Artista/Fotografa


Ci siamo ritrovati spesso a sfogliare le pagine de "La factory di Fia" per trovare nuove idee, per scoprire nuove immagine, ma per riposare un pò la mente prima di partire per un nuovo progetto. Fiammetta Bruni si descrive nel suo sito dichiarando di voler fare espressione. "La Factory è espressione senza una traccia precisa , un po’ scomposta, frutto di una evoluzione e come tale incompleta, espressione di una sorpresa continua, bizzarra, intuitiva, a volte casuale, che mi diverte".

Ecco come si descrive in dieci parole.


Creatività: E' la mia sintesi di uno stupore e una curiosità per tutto ciò che ti ritrovi intorno. Sintesi di oggetti che vedi e tocchi ogni giorno, immaginare la possibilità di modificarli, di farli propri, di personalizzarli. La voglia di personalizzazione é quello che ogni essere umano fa per lasciare tracce di sé, tracce che siano diverse da altri, anche se si trova ispirazione proprio attraverso le cose degli altri, ma se hai dentro la tua creatività, pure ispirandoti, finisci per voler firmare le tue cose.



Espressione: E' la libertà di realizzare con un qualsiasi mezzo espressivo, appunto, ciò che tu hai ricercato prima all'interno di te; la fotografia è il mezzo che con lo scatto mi permette di realizzare la mia espressione, la pulsione che mi porta a “fare vedere” cosa ho visto prima dentro me. Il bambino che fa uno scarabocchio e sostiene essere mamma o papà o casa esprime un concetto con la sua espressione.



Idea: A volte idea ed espressione sono l’una la conseguenza dell’altra. La voglia di esprimere ti porta a chiedere cosa e con che cosa vuoi esprimere. Trovato che cosa e con quale mezzo, l'artista comincia a lavorare sull'idea. 
L'idea mia che ricorre e che sta alla base é sempre una: rappresentare un oggetto inserendolo in un contesto diverso dal suo utilizzo, e successivamente trovare associazioni cromatiche o per forme con altri oggetti, per scoprire che nelle piccole cose e nei frammenti delle immagini ce ne sono altre che non percepisci abitualmente. E poi c'é un aspetto che é fondamentale in questo "apprendistato espressivo"! Espressione questa che vorrei approfondire meglio. Mi piace pensare ad un percorso che viene fatto e non ad un punto di arrivo, mi piace pensare che un'artista percorra evolvendosi e cambiando più o meno consapevolmente verso l'arte. Ma avere l' illusione o la certezza di non arrivare mai. Questo é la Factory per me. Questo é quello che faccio e che ho come obiettivo: condividere un cammino con gli altri. A volte mi chiedono consigli su questo tipo di immagini, come ottenerle. Non rispondo volutamente in termini tecnici. Perché vorrei che lo scoprissero da soli, che lo ottenessero cercando. Mi piacerebbe che alle persone venisse voglia vedendo le mie immagini di esplorarsi e di provare a creare per divertirsi. Per me il momento in cui fai qualcosa é quello in cui stai bene, non dopo, non mi importa sapere se piacerà o meno, é quando lo faccio.



Divertimento: E' l'interagibilità con gli eventi. Forse é la cosa che mi diverte di più: il piccolo set allestito sul balcone di casa, un tavolo, dei pannelli bianchi e... la luce, l'ombra, il sole, la pioggia, il vento. Il vento che sbaracca via tutto quando meno te lo aspetti, che ti sposta il fiorellino messo proprio lì o il moscerino che vaga fannullone e si posa sul tuo dolce o le formiche rosse. Vedermi prendere come fossero dei giochi gli attrezzi del mestiere, allestire il tutto come se stessi giocando con le costruzioni e rimettere tutto a posto, appagata, é una sensazione divertente. Se una persona continua a giocare, diventa un'artista, in qualsiasi campo.



Gastronomia: Tendenzialmente anoressica mi sono ritrovata per amore a scoprire la differenza tra un finocchio e un carciofo e collaborare nel sito di rocco e i suoi fornelli. I suoi piatti mi passano sotto il naso caldi e fumanti, profumatissimi. Rocco prepara sempre una forchetta prima dello scatto e dice: "Assaggia, devi capire di cosa stiamo parlando". In questo caso le foto rispecchiano più la sua esigenza grafica di sito di cucina. La mia gastronomia, invece é collegata all'idea iniziale di inserire il cibo o l'alimento in un posto diverso, collocarlo "fuori" dalla cucina dove normalmente é inserito. 

Il cibo diventa un oggetto prezioso in mezzo ad una sottoveste, che dimentichi su uno spartito o un libro, per esempio, o associato ad una immagine di donna, questa idea mi ha regalato una grande soddisfazione proprio in questi giorni. Mi sono chiesta: se fossero cibo, le icone mondiali di femminilità e fascino, indiscusse, la Monroe, la Haudrey la Lady Diana, che cibo sarebbero? 
Tortellino la Monroe, così piena e generosa, rotonda e casareccia, ciliegia la Diana, il colore delle sue labbra e la freschezza della ciliegia che sembra appoggiarsi alla guancia. Cassatina raffinata e glamour la Haudrey
E' tra le composizioni quella che amo di più e che é stata scelta come copertina di un libro di recente pubblicazione. Questo qui. Sono ancora stordita per questa cosa, per me molto importante. Se penso che spesso mi sono ritrovata ad acquistare libri, non conoscendo l'autore, solo per essere stata attratta dalla copertina, capirete cosa intendo. Immaginare che curiosando in libreria qualcuno si soffermerà ad osservare le mie due cassatine maliziose avvolte nella seta, mi provoca un brivido delizioso. Mi piacerebbe incontrare l'autrice.


Ispirazione: E' ovunque, ormai é dilagante nella testa. Basta guardare.



Passione: Dopo tutto il precedente é quell'impegno che ti porta a non accontentarti mai del risultato. Non essendo nata fotografa in senso tecnico, se vuoi migliorare devi studiare. E in questo ci devi mettere passione. Credo di aver fatto un percorso inverso rispetto ai veri fotografi.



Poesia: E' l'anima dell'artista. Ognuno ha la sua poesia, romantica, cattiva, tormentata, noir, nostalgica. Girando in rete trovo lavori incredibili di fotografi anche improvvisati ma animati prepotentemente della poesia dei loro grigi, dei loro colori, dei loro definitissimi contrasti. La mia? Nostalgica, sicuramente, romantica ma anche colorata, positiva, ironica, anticonvenzionale, la ricerca di un passato lontano nei ricordi, il senso della crescita. Le ragazze di ginnastica artistica mi hanno riempito il cuore per qualche giorno, il riscoprire il valore delle piccole cose.



Arte: E' il sesto senso. La sublimazione degli altri cinque. Da ciò nasce un buon profumo, un buon vino, un piatto speziato, una pittura travolgente, una foto immediata. L'immediatezza della fotografia mi porta a considerarla in questo momento l'espressione di una meraviglia, quella impattante che dopo la prima occhiata che rivolgi immediatamente senti uscire l'espressione: bella!



Immaginazione: Mi piace il dettaglio sospeso nella nebbia, nel vuoto, così che l'immaginazione si nutra di domande: cosa ci sarà dietro, non si vede... una forma, una sagoma o un colore sfumato. Si immagina. Sospensione, senso di vuoto, incompletezza. Profondità di campo maggiore per immaginare di più. E anche l'imperfezione, strappo per le convenzioni.


4 commenti :

  1. ciao, con fb ho ricevuto il vostro bell'aggiornamento settimanale. è carino che anche anche voi abbiate iniziato a postare con carta d'identità e l'In pillole, titolino e |. direi, che forse potremmo linkarci nei preferiti. buon lavoro. e comp0limenti. susanna

    RispondiElimina
  2. ciao susanna, è da "novembre" che seguo il tuo blog. quando vedo qualcosa di ben fatto non resto indifferente e quando trovo un punto rilassante mi fermo.
    felice di averti tra noi! ^^
    un abbraccio
    roberto

    RispondiElimina
  3. grazie a te per la disponibilità!
    un abbraccio
    dal team

    RispondiElimina

Cosa ne pensi? Hai idee migliori?