4 novembre 2009

ARTE CINEMA | Hallowen - La notte delle streghe


1963.
E' la notte di Halloween nella cittadina di Haddonfield, nell'Illinois.
I bambini si divertono ad andare nelle case mascherati recitando canzoncine terrificanti sulla notte delle streghe e per avere caramelle e dolcetti dicono “dolcetto o scherzetto?”.
Qualcuno sta spiando dalla finestra di casa Myers, vede due ragazzi mentre si baciano e decidono di andare al piano di sopra approfittando dell'assenza dei genitori. In giro ci dovrebbe essere solo il piccolo Michael di 6 anni, quindi non se ne preoccupano.
La stessa persona che prima osservava da fuori la finestra, entra silenziosamente in cucina. Piccole mani afferrano un grande coltello da cucina.
Aspetta che il ragazzo scenda ed esca di casa, e poi sale le scale fino la stanza della ragazza.
Si mette una maschera da pagliaccio e si avvicina alla ragazza che mezza nuda si sta pettinando tranquilla. Il coltello si avvicina e la ragazza fa appena in tempo a pronunciare il nome di Michael che senza pietà il coltello la colpisce. Una, due, tre volte... continua senza pietà.
Come se niente fosse accaduto, scende nuovamente con il coltello ancora stretto in mano, fino ad uscire di casa. Qualcuno lo chiama ma lui non risponde.
Gli sfilano la maschera.
E' solo un bambino di 6 anni, vestito da pagliaccio che ha appena ucciso la sorella.

Ora è il 1978.
Michael Myers è di nuovo a piede libero.
E' di nuovo Halloween.
Una giovane donna Laurie, che fa la baby-sitter nel tempo libero, si reca davanti la vecchia casa dei Myers che ora è stata messa in vendita, ancora girano leggende terribili su quella casa. Ma lei sembra tranquilla, mette le chiavi sotto lo zerbino come aveva indicato suo padre e se ne va.
Non sa che qualcuno la sta osservando.
Da quel momento un'ombra senza volto la perseguiterà, il male è sempre in agguato. Lei lo sente lo intuisce e lo vede in ogni dove, le sue amiche baby-sitter anche loro credono sia solo paranoica.
La notte di Halloween sembra tranquilla, i bambini come tutti gli anni si mascherano e vanno per le case. Nel frattempo Michael Myers già comincia a disseminare vittime nella cittadina.
Riuscirà Laurie a salvarsi dall'ombra della strega?

Recensione:
Halloween” di John Carpenter è stato per moltissimo tempo il film indipendente più redditizio della storia del cinema. E' stato diretto e scritto da Carpenter e Debra Hill che l'ha prodotto. Probabilmente ebbe così tanto successo anche perché era il primo film sulla notte di Halloween, dopo questo ci furono tanti altri film che cercarono di copiare lo stesso stampo, visto il successo. Fu girato in appena 20 giorni a basso budget, ma nonostante la modesta campagna pubblicitaria sbancò i botteghini, e viene ancora oggi considerato il film più importante di Carpenter.

Donald Pleasence interpreta la parte dello psicologo incaricato di curare Michael Myers, ed è il veterano del cast. La protagonista è invece Jamie Lee Curtis al suo primo debutto cinematografico. Michael Myers interpretato da Nick Castle che durante tutte le riprese porta sempre la maschera e hanno usato un ragazzo di nome Tony Moran per il breve segmento in cui Laurie riesce a sfilargli la maschera. Avevano scelto Moran perché aveva un viso piuttosto anonimo, esattamente come la maschera che è come se fosse solo un accenno, ma che terrorizza appunto per questa sua particolare impersonalità.

Inizialmente si pensava di usare la maschera di un pagliaccio, simile a quella usata da Michael da bambino per uccidere la sorella. Ma facendo varie prove, l'effetto dell'ombra della strega era reso meglio dalla faccia bianca senza espressione. Infatti l'assassino non è effettivamente una persona umana, è solo una maschera senza volto, una presenza che può nascondersi dappertutto, ed è per questo che alla fine del film nonostante lo psicologo riesca a sparargli contro e a farlo cadere dalla finestra, quando si riaffaccia un attimo dopo il cadavere non c'è più. Carpenter spiega il perché: “Il male non muore mai. Non si può uccidere.”

Il male nei suoi film è il male assoluto, non esistono sfumature intermedie. In questo caso il male personificato è quindi una specie di forza della natura, soprannaturale.

Particolare attenzione va data alla colonna sonora, composta da Carpenter stesso in soli 3 giorni che accompagna tutto il film e rende salienti le parti di tensione. Non ci sono infatti molte visioni di sangue, eppure riuscì a far saltare e urlare il pubblico in sala grazie alla colonna sonora angosciante, accentuata alla presenza dell'assassino.

Sono usate molto le soggettive (ciò che vede un personaggio della vicenda) in particolare quelle di Myers come ad esempio all'inizio del film quando uccide la sorella maggiore. Viene usata una macchina da presa portatile e leggera, un'innovazione all'epoca. In questo modo noi seguiamo l'assassino per la casa e in un certo senso lo spettatore si identifica con lui, facendo un effetto decisamente diverso a chi guarda.

“Halloween” resta ancora oggi un capolavoro dell'horror, chi ama il genere non può assolutamente perderlo!

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