lunedì 30 novembre 2009

MARKETING NON CONVENZIONALE | Che cosa è e come nasce


Che cosa è e come nasce il marketing non convenzionale?
Calza a pennello a tal proposito la definizione di “Guerrilla Marketing” che un pubblicitario statunitense – Jay Conrad Levinson – ha coniato per indicare una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale ottenuta attraverso l'utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull'immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.

Nel libro, pubblicato nel 1984, Levinson identifica alcuni principi che rappresentano le linee guida del guerrilla marketing:

• Il guerrilla marketing è uno strumento adatto agli imprenditori che non dispongono di grandi budget (stanziamento pubblicitario limitato).
• Il metodo si basa sulla psicologia degli individui anziché sulla loro esperienza e capacità di giudizio.
• L'investimento nel guerrilla marketing si basa sul tempo, l'energia e l'immaginazione anzichè sul denaro.
• Gli affari realizzati attraverso il guerrilla marketing si misurano in termini di profitto anziché di vendite.
• Il metro di giudizio è tarato sul numero di nuove relazioni instaurate ogni mese.
• È necessario creare uno standard di eccellenza realizzato attraverso focus specifici anziché diversificare l'offerta con diversi prodotti e servizi.
• Anziché concentrarsi sull'acquisizione di nuovi acquirenti, puntare a incrementare il numero di accordi commerciali con acquirenti esistenti.
• Dimenticare la competizione e concentrarsi sul modo di cooperare con altre tipologie di affari.
• Il guerrilla marketing deve essere sempre una combinazione di diversi metodi di marketing.
• Utilizzare le tecnologie esistenti come strumento per rafforzare il proprio marketing.

Le affissioni pubblicitarie si distaccano dai pannelli e dalle pagine dei giornali per scendere in strada e avvicinarsi alle persone cercando un contatto diretto.


Gli oggetti si trasformano in veri e propri messaggi che, nel contesto in cui sono inseriti, stimolano la curiosità e il passaparola. Via libera a packaging elaborati, installazioni pubblicitarie e immagini poste nei luoghi più impensabili, per suscitare sorpresa; il marketing non convenzionale può far diventare qualsiasi oggetto testimonial di una marca o di un servizio. Presto sul mercato statunitense saranno distribuiti 35 milioni di uova con il marchio Cbs: il network televisivo vuole essere presente nelle case dei telespettatori fin dalla colazione mattutina.


Frequente è la presenza dei prodotti in formato gigante posti sui marciapiedi affollati, poichè sono in grado di attirare l'attenzione anche dei passanti più distratti. Per esempio, FedEx ha svolto una campagna di comunicazione per il servizio di stampe Kinko, installando sui marciapiedi delle grandi città evidenziatori giganti oppure, in prossimità di attraversamenti pedonali, boccette di correttore universale alte due metri. Le idee di alcuni creativi sfiorano la genialità: una casa produttrice di caffè ha posizionato sui tombini di New York l'immagine di una tazza fumante vista dall'alto, con l'effetto reale del fumo che esce da sotto la strada.

In Italia la pubblicità è ancora legata ai mezzi tradizionali, ma alcune agenzie tra le più innovative stanno sperimentando anche idee più azzardate. Qualche tempo fa Ikea ha installato poltrone giganti - ma anche librerie, lampade e tavolini - in alcune piazze italiane in occasione dell'inaugurazione di nuovi punti vendita. La città si trasforma così in uno show organizzato per stupire i consumatori, ma questo rende sempre più difficile la distinzione tra cosa è pubblicità e cosa non lo è.


Uno dei concetti fondamentali del marketing non convenzionale è il passaparola: è il pubblico stesso a diffondere la pubblicità, perchè la trova particolarmente divertente, interessante o utile. Grazie al marketing non convenzionale, le aziende hanno a disposizione un sistema efficace per coinvolgere i consumatori post-moderni, ma la disciplina non è ancora del tutto ben compresa. Rimane ancora molta confusione sull’argomento e questo porta ad alcuni limiti non trascurabili. Il marketing non convenzionale funziona solamente quando è davvero straordinario.


La pubblicità non ha come scopo l’informazione riguardo alle caratteristiche del prodotto, ma intende vendere la merce, facendo leva su bisogni indotti, richiamando l'attenzione sul singolo, specifico prodotto così da condizionare le scelte dei consumatori spinti e/o persuasi al possesso.
Questo nuovo metodo di fare pubblicità, di cui le città e il territorio urbano stanno diventando sempre più un terreno fertile di sperimentazione, si afferma con il sostanziale contributo del commercio creativo: basti pensare ai temporary store, a certe (non tutte) operazioni di guerrilla marketing e altre attività che, con la loro forza creativa, danno nuova linfa vitale ad alcune città.


Ad esempio a Parigi una società francese di comunicazione chiamata Athem ha deciso di coprire il palazzo del Bleeker Group in Avenue Georges V con una mega copertura che visualizza lo stesso palazzo come se fosse stato costruito da Salvador Dalì. Di seguito, offriamo una rassegna di alcune delle stranezze pubblicitarie messe in atto in varie città del mondo.

Immagini tratte dal web

Jay Conrad Levinson, Paul R. J. Hanley, Guerrilla marketing. Mente, persuasione, mercato, Castelvecchi Editore, 2007

domenica 29 novembre 2009

SHOOTING | Lady Marian

Vacanze romane
© Roberto Arleo

Finalmente, con Roberto, abbiamo deciso di dare il via a un nuovo progetto in cui coniughiamo le nostre comuni passioni per la moda e la fotografia. Ed ecco qui le foto del nostro primo outfit, scattate in un tiepido pomeriggio di novembre a Roma. La location è una scalinata molto "metropolitan style" vicino casa di Roberto, e Villa Borghese, due luoghi che ben si prestano a questo tipo di fotografie. Anche se l'autunno mi ha inondato di foglie!

• Occhiali /Sunglasses: RayBan
• Giubbino di pelle / leather jacket: H&M
• Vestito / Dress: mercatino, thrifted dress
• Calze / Tights: H&M
• Stivali / Boots: Zara
• Cardigan: Zara
• Borsa / bag: Bershka
• Cintura / belt: H&M
• Sciarpa /Scarf: from Istanbul Gran Bazaar

Se volete continuare a seguire questa serie di outfit più da vicino fate un giro su questo blog, vi aspettiamo!

sabato 28 novembre 2009

DESIGN | Little Factory, Letter-ing... che mania!

Carta d'identità
Nome: Little Factory
Anno di produzione: 2009
Settore: Design
Dove: Hong Kong
Link: littlefactory.com


Certo, per un grafico od un tipografo portarsi il lavoro anche a casa non è il massimo, ma chi, come me, ha una vera mania (o ragione di vita...) per le lettere e i numeri, andare a spasso “con le grazie”, mangiare e bere mentre si fanno due conti o ancora meglio scaldarsi il collo a suon di numeri non potrebbe essere una valida alternativa?
Per una “piccola fattoria” lo è! A creare tutto ciò è la Little factory che ha in vendita nel suo e-shop una serie di articoli che vanno oltre il vecchio e tristissimo (ma ancora molto utile) catalogo Letraset!





venerdì 27 novembre 2009

ARTE | Vito Stassi, La conquista dell'inutile

Carta d'identità
Nome e cognome: Vito Stassi
Titolo mostra: La conquista dell'inutile
Dove: Zelle, Arte Contemporanea, Palermo
Quando: dal 27 novembre al 27 dicembre 2009
Link: Zelle Arte Contemporanea


Prende il via oggi, presso gli spazi di Zelle Arte Contemporanea, la motra personale dell'artista palermitano Vito Stassi. Il titolo, "La conquista dell'inutile", evoca il diario di viaggio di Werner Herzog, redatto durante la lavorazione di Fitzcarraldo: al pari dei personaggi di Herzog, intenti ad affontare imprese al di sopra delle loro forze, Stassi intraprende una recherche che va al di là di ogni mera percezione retinica e, come un personaggio proustiano, affronta un suggestivo viaggio alla ricerca di un tempo perduto, un tempo passato trascolorato da una vena malinconica.
L'inutile è qui da intendersi come un tratto solo apparentemente trascurabile, un insieme di anelli che albergano nella memoria e la vivificano. E' questo inedito sguardo, vagamente understated, a distinguere Stassi dalla maggior parte di artisti suoi conterranei: lontano dai registri espressivi tragici, viscerali, marcatamente palermitani, il giovane artista propone un universo che racconta del quotidiano, di paesaggi dimessi, di accadimenti giornalieri, che sembrano sottrarsi silenziosamente agli eventi della grande Storia. Il tutto in un'ambientazione dai tratti onirici, dagli scenari sospesi, resi con sfumature di colori soffici e smorti, seppia o caffè.


Stassi utilizza uno o due colori ad olio su carta, con un taglio spiccatamente fotografico, rendendo con abilità inconsueta il mistero racchiuso nel quotidiano e aprendo, così, un varco in ogni immagine. In questo modo rivela inaspettatamente allo spettatore una dimensione parallela, atemporale, sfuggente, solitamente estranea. In alcune delle sue opere appare molto vicino alle atmosfere hopperiane ma, a differenza dell'artista americano, la realtà in Stassi acquista un tratto di suggestiva evanescenza, e trasporta lo spettatore in un Altrove intangibile e sospeso.

mercoledì 25 novembre 2009

FOTOGRAFIA | Leica M7 firmata "Hermès"

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Nome: Leica M7 "Hermès"
Anno di produzione: 2009
Quando: da Dicembre 2009
Link: Luxuo


Il nome Hermès richiama da sempre un'idea di lusso estremo. E così, per le prossime festività, ecco arrivare per i pochi eletti che potranno permettersela (il prezzo si aggirerà intorno ai 9500 euro), un piccolo gioiello della fotografia firmato dalla grande maison francese: si tratta della storica Leica M7, realizzata mantenendo invariate le caratteristiche tecniche, ma impreziosita da rifiniture in pelle di vitello, nelle varianti arancione e verdone, con placcature in argento del corpo fotografico. La Leica M7 firmata Hermès sarà disponibile in soli 200 pezzi (100 per ciascuna variante di colore), e sarà venduta con un kit contenente un LEICA SUMMILUX-M 35 mm f/1.4 ASPH, un paraluce, entrambi dello stesso color argento del corpo macchina, e una tracolla realizzata a mano da Hermes. Un regalo davvero esclusivo per fotografi decisamente esigenti.

martedì 24 novembre 2009

STYLE ICON | Mireia, My Daily Style

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Nome: Mireia
Segni particolari: fashion blogger
Link: mydailystyle


Sullo sfondo delle suggestive "calles" di Barcellona si stagliano bellissime le immagini tratte dal blog MyDailyStyle, curato dalla spagnola Mireia Oller: corpo da modella, stile "pulito", classico ed estremamente femminile, questa deliziosa ragazza spagnola è completamemte dedita al mestiere di mamma, ma trova il tempo per dedicarsi alla sua grande passione, la moda. Sue icone di stile: l'intramontabile Kate Moss e la nuova "it girl" Alexa Chung. Il suo motto "less is more". I suoi must: il giubbino da biker abbinato a deliziosi abiti, molto femminili e dall'allure romantica o il classico blazer e il cappottino bon ton indossati con t-shirt da rocker. Tutto all'insegna del DYI e di uno stile boho chic che, rovesciando i dettami della moda, li reinventa con creatività.

lunedì 23 novembre 2009

TECNOLOGIA | Apple Magic Mouse

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Azienda: Apple
Anno di produzione: 2009
Titolo: Magic Mouse
Link: www.apple.com/it/magicmouse/


Vera innovazione o solo un cambiamento di design?

E' stato introdotto sul mercato da alcune settimane il nuovo mouse Apple, che porta il nome di Magic Mouse perchè primo mouse al mondo che consente di utilizzare la tecnologia multitouch, largamente conosciuta grazie al successo del dispositivo mobile iPhone, sempre targato Apple.
La tecnologia multitouch ha sicuramente portato ad un nuovo livello l'interagire dell'utente finale con i propri dispositivi portatili. Magic Mouse raggiunge un nuovo traguardo: portare il multitouch sui computer desktop. Dal design minimale ed elegante, il nuovo mouse presenta un'unica superficie ininterrotta senza pulsanti visibili: l'intero mouse è un pulsante. All'interno un chip, con l'aiuto del software installato nel computer, riesce a riconoscere esattamente i movimenti delle dita e l'azione da eseguire.

Pur essendo ancora limitato nelle azioni a più di due dita, rispetto al trackpad di un portatile Apple con multitouch, il Magic Mouse apre le porte ad una nuova generazione di puntatori intelligenti.

sabato 21 novembre 2009

CONCEPT | Dancepant Kinetic Music Player, pantalone da fitness


Ormai la musica è ovunque. Durante un allenamento è molto utile per mantenere il ritmo ed evitare la noia, soprattutto se si è da soli a correre tra gli alberi del solito parco.


Dancepants è un interessante concept perchè oltre ad essere un ottimo strumento da compagnia durante lo sport è anche formato da un innovativo sistema che alimenta la batteria grazie all'energia cinetica generata dal movimento dell'utente. Un pantalone da fitness, ma con una "donazione" di musica che verrà distribuita all'utente solo fin quando sarà in movimento.


L’energia cinetica è raccolta da un bottoncino applicato all’altezza delle caviglie per poi passare al player tramite dei cavetti integrati nel tessuto in modo da non creare fastidio durante il movimento. Quindi non ci sono pile. L'unico modo per ascoltare la musica preferita è correre alla massima velocità! Un modo originale per aiutare l'ambiente e il fisico!

venerdì 20 novembre 2009

SHOWROOM | Antrax IT inaugura il primo flagship store in Grecia


Martedì 27 ottobre è stato inaugurato nel centro di Atene il primo flagship store Antrax IT.

Il moderno showroom, progettato da Konstantinos Metaxas dello studio Artek, e disposto su 180 metri quadrati, dà ampio spazio e visibilità ai caminetti ed ai radiatori Antrax IT. Infatti, le pareti grigio scuro esaltano il design ed i colori dei radiatori disegnati da Andrea Crosetta, Dante O. Benini e Luca Gonzo, da Francesco Lucchese, Massimo Iosa Ghini e Peter Rankin.

Per l’inaugurazione è stato ideato un particolare allestimento che contrapponeva radiatori ‘vecchio stile’ con i più moderni e di design di Antrax IT creando in un’atmosfera ‘da nuovo mondo’ un legame divertente tra passato e presente.
All’evento hanno partecipato, oltre ai più importanti architetti e designer, numerose personalità dello spettacolo e della cultura ateniesi.

Il nuovo spazio Antrax IT di Atene è il primo di una serie di nuovi flagship store che l’azienda intende aprire nelle più importanti città europee per continuare poi in America e in estremo oriente.

giovedì 19 novembre 2009

MADE ME SMILE | Ferrania Zeta Duplex

Ferrania Zeta Duplex, inserito originariamente da John Kratz.

With this design, Ferrania made it easy to "smile for the camera".

The Zeta Duplex is a metal box camera, made in Italy c1940-45. Exposures (on 120 film) can be 6x9cm or 6x4.5cm, and I'm guessing that's why it's called "Duplex".

This little guy has lost his handle, but it doesn't seem to have dampened his spirits!

mercoledì 18 novembre 2009

DESIGN | Growing Jewelry by Hafsteinn Juliusson

Carta d'identità
Nome e cognome: Hafsteinn Juliusson
Professione: Designer
Titolo: Growing Jewelry
Link: Hafstein Juliusson

Foto da Hafsteinn Juliusson

Il designer islandese Hafsteinn Juliusson, sulla scia della direttrice ecologista che sempre più spesso anima il mondo del design e della moda, ha disegnato una curiosa collezione di gioielli contenenti piccole porzioni di muschio. Chiamata non a caso "Growing Jewelry", la collezione si compone di pezzi realizzati a mano in argento, in edizione rigorosamente limitata. Juliusson sostiene che, se curata e innaffiata regolarmente, l'erba dei suoi gioielli manterrà il suo vivace color verde per almeno venti settimane. Quando si dice "avere il pollice verde"!


La collezione "Growing Jewelry" è in vendita online qui

martedì 17 novembre 2009

FOTOGRAFIA | Ombre di guerra

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Evento: mostra fotografica "Ombre di guerra"
Dove: Milano, Rotonda della Besana
Quando: dal 20 novembre 2009 al 10 gennaio 2010

Paolo Pellegrin/Magnum Photos
Dopo un bombardamento aereo Israeliano. Beirut, Libano, 2006

Si apre il prossimo 20 novembre, presso la Rotonda della Besana, la mostra fotografica "Ombre di guerra", curata da Contrasto e organizzata dalla Fondazione Veronesi, in collaborazione con il Comune di Milano.

Ombre di Guerra si configura come un affascinante ma doloroso percorso visivo attraverso le guerre più recenti, dalla Spagna del 1936 al Libano del 2006, 84 toccanti scatti dei più famosi fotoreporter internazionali che, con straordinaria potenza iconografica, raccontano i conflitti, la violenza, il male fisico e morale della guerra, per dire basta al dramma più amaro della storia dell'umanità. Il soldato che stringe il fucile, traumatizzato dalle bombe in Vietnam, nello scatto di Don McCullin; la bandiera americana piantata su Iwo Jima nella Seconda Guerra Mondiale; il miliziano ripreso da Robert Capa colpito a morte nella guerra civile spagnola; le fosse comuni della Bosnia nelle foto di Gilles Press; la guerra nel Libano di Paolo Pellegrin; la potenza tragica e quasi caravaggesca della veglia funebre ritratta da Merillon in Kosovo: sono solo alcuni esempi delle immagini selezionate da Alessandra Mauro e Dennis Curti, che si offrono allo spettatore con una grandissima potenza simbolica, e inducono a meditare sul senso, o forse sarebbe meglio dire il non-senso, di una pratica dolorosa e folle come la guerra. Un riflessione, peraltro, che lo spettatore può approfondire grazie ai testi che accompagnano le immagini e le contestualizzano storicamente.

Georges Merillon/Gamma
Veglia funebre intorno al corpo di Nasimi Elshan, militante indipendentista kosovaro ucciso dalle milizie serbe di Miloševic. Villaggio di Nogovac, Kosovo, 1990

I fotografi assumono qui una missione storica, quella di mostrare, raccontare, denunciare, perchè, come ha scritto Cornell Capa, "le immagini, al loro massimo di passione e verità, possiedono lo stesso potere delle parole. Se non possono apportare cambiamenti possono, almeno, fornire uno specchio non distorto delle azioni umane e quindi dare una forma alla consapevolezza umana e risvegliare le coscienze”.

La mostra Ombre di guerra è uno degli eventi satellite della Conferenza Mondiale Science for Peace, un progetto della Fondazione Veronesi, che si pone come obiettivo quello di diffondere la cultura della pace col supporto del pensiero razionale e scientifico.

domenica 15 novembre 2009

MADE ME SMILE | Dolls by Alexa Lixfeld

Carta d'identità
Nome e cognome: Alexa Lixfeld
Professione: Designer
Titolo: Dolls
Produzione: Selyn
Link: Selyn

Foto da Deezen

La designer tedesca Alexa Lixfeld ha creato, in collaborazione con Selyn, una serie di bambole, realizzate a partire dai disegni di alcuni bambini cingalesi. La designer ha lavorato in una prima fase con i giovanissimi studenti della Royal International School di Kurunegala, in Sri Lanka. Successivamente i disegni dei bambini sono stati utilizzati per creare le bambole, interamente dipinte e tessute a mano dalle donne del posto. Il progetto si pone come obiettivo quello di raccogliere fondi a favore della Selyn Socio-Economic Development Foundation, fondata dalla stessa Lixfeld, per sostenere l'istruzione dei bambini nell'area e l'occupazione femminile locale.

"Questo progetto coinvolge tutti gli aspetti sociali e culturali dello Sri Lanka, e anche tutti i metodi manifatturieri della Selyn, così come i sogni e le visioni che ha questa gente".

E' bello quando il design incontra il sogno. Ed è altrettanto bello che sogno e design interagiscano sul piano della solidarietà e degli aiuti internazionali.

sabato 14 novembre 2009

EVENTI | Happy birthday Keep it yours

KEEP IT YOURS | 1 YEAR PARTY | 14.11.09 from Aira on Vimeo.

"Auguri e sentiti ringraziamenti per tutte le mattine trascorse tra mal di testa, conati di vomito e quella simpatica sensazione di sordità temporanea che si presentavano tutte insieme, il giorno dopo le serate della scorsa stagione: Partyshank, The Paddingtons, Eight Legs, Littl’ans, The Teenagers, 1990s, Carl Barat, Crystal Castles. E cosa dire dei Does It Offend You, Yeah? (ahahah)

Un inizio di stagione col botto: BOOM!

Neanche il tempo di riprendersi dall’opening party che già tre ragazzini di Londra sono pronti a urlarti nelle orecchie “Let’s wrestle, let’s fucking wrestle! Get your high heels on and let’s dance all night!”.

Sì, tutta la notte con i Let’s Wrestle, accompagnati in apertura dai San La Muerte, un gradito ritorno sul palco di Keep It Yours dopo l’infuocata esibizione del gennaio scorso.
Tutta la notte con chi si è adagiato e non sembra volersi più spostare da quel letamaio così cool che è la Londra underground dei locali claustrofobici e delle locandine piegate dalla tipica pioggerellina britannica. Tutta la notte di sabato 14 novembre 2009 a sorridere con i testi di Wesley Patrick Gonzalez, un teenager che non è capace neanche di prepararsi un tè, sogna di amoreggiare con una ragazza fantasma di cui neanche saprà mai riconoscere il volto ed è gentilmente pronto a scrivervi una lista di tutti gli show televisivi che vi siete persi. Questi i temi affrontati dai Let’s Wrestle, la scoperta più interessante della Stolen Recordings, nell’album di esordio “In the court of wrestling let’s”, in un miscuglio di ballate, pezzi pop e ruvido punk.

A cornice della serata due Dj set: prima la selezione indie-rock dei Soft Punks, sempre alla ricerca di nuove perle da proporre al pubblico di Keep It Yours, poi l’elettronica di Seb & Nanni, in arte Noize Invasion, fino alla chiusura.
Per stringere la mano e farsi strappare le orecchie a morsi dai Let’s Wrestle, i “men you’ll grow to love soon”, l’appuntamento è alla Locanda Atlantide (Via dei Lucani 22/b, San Lorenzo, Roma)".

A giudicare dal video sarebbe riduttivo pensare che Keep It Yours si tratti di una semplice serata musicale, il divertimento è una cosa seria. Aira ha fatto un ottimo lavoro!

venerdì 13 novembre 2009

STYLE ICON | The cherry blossom girl

Carta d'identità
Nome: Alix
Segni particolari: Designer e fashion blogger
Link: The cherry blossom girl



Alix ha quell'aria naturalmente sobria ed elegante che pare essere una dote innata delle donne francesi. Dal 2007 cura il blog The cherry blossom girl, in cui presenta i suoi outfit, un mix riuscito di romanticismo, bon ton e un'atmosfera dolcemente sognante. Sospesa tra gli echi dell'elettronica degli Air e del raffinato cinema di Sofia Coppola, Alix ha lavorato per grandi nomi del fashion system, come Alexander McQueen e Chloè e ha poi creato una sua linea di abbigliamento che racconta tanto del suo inconfondibile stile. Non è un caso che recentemente l'esigente Karl Lagerfeld l'abbia scelta come ambasciatrice sul web della linea di accessori Chanel Cocoon. Le icone di Alix sono le sofisticate Zoey Deschanel e Valentine Fillol-Cordier, i suoi must le adorate platform Chloè e i deliziosi abiti vintage, magari acquistati su etsy.com, e mixati con gusto innato a capi di Zara ed H&M. Il tutto immerso in una sognante aria parigina chic e vagamente bohemien.

giovedì 12 novembre 2009

FOOD DESIGN | Divers by Janina Loeve

Carta d'identità
Nome e cognome: Janina Loeve
Professione: Designer
Titolo: Divers
Dove: Dutch Designer Week 09
Link: Deezen

Foto da Deezen

La designer olandese Janina Loeve ha presentato, nel corso della Dutch Designer Week 09, dei curiosi bouquet di vegetali: il progetto, intitolato "Divers", si pone come scopo quello di incoraggiare delle salutari variazioni nella dieta. Ogni creazione della Loeve si accompagna ad una gustosa ricetta da realizzare con gli ortaggi che compongono i diversi bouquet. Oltre ad essere, salutari e squisiti, gli ortaggi utilizzati dalla Loeve acquistano anche una visibile, inaspettata bellezza in questa loro insolita veste. In condizioni normali non notiamo la loro attrattività, eppure i vegetali offrono un'infinità di possibili combinazioni, non solo culinarie, ma anche visive, che cambiano al variare delle stagioni. Una tentazione per il palato e per gli occhi.

Il progetto della Loeve rimarrà esposto sino al 30 novembre alla Designhuis di Eindhoven.

mercoledì 11 novembre 2009

FOTOGRAFIA | Steve McCurry, la narrazione di un viaggio silenzioso

Carta d'identità
Nome e cognome: Steve McCurry
Data e luogo di nascita: Philadelphia, 1950
Professione: Fotografo
Titolo Mostra: Steve McCurry, Sud-Est
Dove: Palazzo della Ragione, Piazza dei Mercanti 1, Milano
Quando: 11 novembre 2009 - 31 gennaio 2010
Link: Comune di Milano

Steve McCurry, Sharbat Gula, Afghan Girl, at Nasir Bagh refugee camp near Peshawar, Pakistan, 1984Copyright Steve McCurry

La narrazione di un suggestivo viaggio silenzioso, attraverso terre impervie ma incantevoli: questo sembra essere l'imperdibile mostra "Steve McCurry Sud-Est" che prende il via oggi a Milano, nella splendida cornice di Palazzo della Ragione.

Membro dell’agenzia Magnum dal 1985, vincitore di molti premi fotogiornalistici (tra cui alcuni World Press Photo Awards), autore del celeberrimo reportage sulla ragazza divenuta icona del conflitto afghano sulle pagine del National Geographic nel mondo, Steve McCurry è uno dei maestri contemporanei del fotogiornalismo. Straordinaria la sua capacità di restituire con un forte senso di tragicità il Sud e l'Est del mondo attraverso volti, colori, paesaggi e luci, pervasi da una magica atmosfera, raccontando così l’identità di paesi come l’Afghanistan, l’India, il Tibet, la Birmania. La mostra, promossa dal Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale e Civita, ideata e curata da Tanja Solci, si compone di 200 scatti, articolati in sei sezioni, attraverso cui si rompe il tradizionale rapporto frontale con il visitatore: grazie al suggestivo allestimento ideato da Peter Bottazzi, il racconto fotografico di McCurry si snoda attraverso una fitta foresta in cui le immagini restano sospese. Ed è proprio questo espediente ad amplificare la sensazione che ci si addentri in un Altrove lontano, intriso di sorrisi e silenzi, di tristezze profonde ma anche di grandi speranze. Come nella malinconica immagine del bambino che corre tra i vicoli di una città indiana: quella sua folle corsa sembra diventare quasi un volo verso un futuro migliore, diverso.

Steve McCurry, Boy in Mid-Flight, Jodhpur, India, 2007Copyright Steve McCurry

"Ho voluto trasmettere al visitatore il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell'essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità". Come in un affascinante processo di osmosi, il visitatore si ritrova completamente immerso in una realtà lontana, che però penetra nel profondo, come lo sguardo intenso della bambina afgana.

martedì 10 novembre 2009

FASHION | La levità incantata di Nivule Clothing

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Brand: Nivule Clothing
Data di nascita: 2008
Link: Nivule Clothing


I capi Nivule Clothing hanno la stessa levità incantata delle nuvole che sovrastano il cielo del ponente ligure. E proprio da lì che viene Novella, giovane designer formatasi all'Istituto Europeo di Design e creatrice di una collezione dall'allure vagamente boho chic, interamente realizzata a mano. Novella si occupa personalmente di ogni fase creativa, dal disegno al cartamodello sino alla cucitura vera e propria, e lo fa in un piccolo laboratorio dove regna incontrastato un delizioso disordine fatto di scatole e sacchetti colmi di stoffe, pelli, tessuti, pizzi e bottoni di ogni genere.


Lo stile è fresco, giovane, minimal, un mix di streetwear e prêt-à-porter con un tocco vintage e “bon ton”, forme comode e lineari, accostamenti di materiali e stampe insolite. I materiali utilizzati sono principalmente seta, cotone e viscosa, oltre ad alcuni particolari tessuti tecnici. La palette è fatta di colori passepartout come il grigio e il nero, o da tonalità calde come il senape. Le stampe di Alice, giovane studentessa dell'Accademia di Brera, eseguite con la tecnica della xilografia e dello stencil, infine, contribuiscono a conferire ai capi Nivule quel mix unico facilmente ravvisabile in queste immagini: l'abitino dallo stile estremamente lineare arricchito dalla stampa "origami", o lo spolverino da signorina per bene, sono solo alcuni esempi del mood sospeso tra leggerezza e incanto che anima Nivule Clothing.

Al momento le creazioni di Novella sono in vendita a Milano, Roma, Sarzana e Catania.

domenica 8 novembre 2009

MKT NON CONVENZIONALE | Boone Oakley

Finalmente dopo numerosi giri tra blog ad alto contenuto di creatività sono riuscito a trovare un sito che non è proprio di quelli convenzionali.
Un sito fatto di "animazioni", un modo furbo per creare un sito divertente senza dover pagare il costi del dominio. Infatti usando le aree sensibili per altri link di youtube, è sufficiente preparare i vari video, posizionare barre di indicazione, le aree con i link e il gioco è fatto!




Certo la Boone Oakley ha un portfolio enorme e vanta moltissimi lavori oltre che di una buona visibilità, non è tra gli ultimi arrivati.
Adesso non vi resta che godervi il video ed esplorare questo stupendo sito/video/portfolio.

sabato 7 novembre 2009

MADE ME SMILE | Bread Shoes by Praspaliauskas

Carta d'identità
Nome e cognome: R&E Praspaliauskas
Anno di produzione: 2009
Professione: Designer
Titolo: Bread Shoe
Link: Deezen

I fratelli gemelli e designer R&E Praspaliauskas hanno realizzato questa buffa collezione di scarpe fatte di pane. I modelli sono stato prodotti a partire da una grande varietà di impasti differenti. Come dicono gli ideatori: Put some romance in your "loaf" life!


Ma voi le mangereste?

venerdì 6 novembre 2009

FASHION | Dalaleo, la materia che rivive

Carta d'identità
Brand: Dalaleo
Cosa: accessori in materiale riciclato
Provenienza: Brasile
Link: Dalaleo


La storia di Dalaleo è quella di un incontro: quello tra un'avventurosa, intraprendente ragazza italiana e la realtà brasiliana, quella dura, quella della povertà profonda, che però sfida se stessa e si reinventa in maniera creativa. E' il 2005: Luisa Leonardi Scomazzoni è in viaggio nel paese del samba e delle spiagge assolate e nota degli uomini con grossi sacchi che raccolgono le lattine delle bevande. Incuriosita, scopre che la vendita dell'alluminio alle industrie del riciclo è la principale forma di sostentamento per molte famiglie povere: successivamente, infatti, quelle stesse linguette, per noi inutilizzabili e potenzialmente inquinanti, vengono sottoposte ad un minuzioso processo di selezione, battitura, lavaggio, lucidatura e asciugatura e poi cucite all'uncinetto dalle abili mani di artigiane brasiliane. Tornata in Italia, Luisa decide di creare il marchio Dalaleo, anche grazie al prezioso supporto di quaranta ragazze brasiliane: assemblando le linguette su modelli disegnati dalla stessa Luisa, anche con materiali preziosi come gli swarowski, nascono le splendide borse che vedete nelle immagini e altri numerosi accessori, cui di recente si sono aggiunti anche elementi decorativi per la casa.


"Il mio sogno è quello che sto vivendo - racconta Luisa - Svolgo un lavoro che mi fa sentire orgogliosa di quello che faccio". Una vera e propria favola che racconta di una produzione seriale di qualità, nell'innovativo filone dell'eco-design, con una particolare attenzione alla solidarietà e all'ambiente.

giovedì 5 novembre 2009

FASHION MYTHS | Vionnet, la prima signora della moda

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Titolo: Madeleine Vionnet
Autore: Pamela Golbin
Editore: Rizzoli
Pubblicazione: Settembre 2009

Foto da Style.com

E' uscito di recente per l'editore Rizzoli un libro di Pamela Golbin su una figura che ha in sè i tratti del mito, Madeleine Vionnet, la prima vera Signora della Moda: nata in Francia alla fine del 1800, divenne celebre per aver sublimato il taglio sbieco e aver portato grandi innovazioni nel campo della haute couture a cavallo tra le due guerre. Dopo le esperienze da alcuni couturier francesi, nel 1912 apre la sua maison: i suoi meravigliosi abiti finemente drappeggiati evocano la bellezza di mise provenienti dal mondo classico, e sembrano conferire alle donne dell'epoca un allure da vestale greca. I tessuti tra le mani di Madeleine diventano materia palstica da plasmare armonicamente, mentre il corpo viene liberato dalle costrizioni di busti e corsetti. Indimenticabili i suoi abiti da sera in mussola, velluto o crepe romain.
Il libro della Golbin, con le splendide foto di Patrick Gries, restituisce questo memorabile patrimonio: contiene, infatti, immagini d'archivio inedite, un testo introduttivo della stessa Vionnet, un manoscritto sulla storia della maison mai pubblicato e commissionato dalla stessa designer.


"Esaltare la donna e in ciascuno dei suoi abiti comporre una sorta di poema in sé compiuto". Questo il credo di Madeleine e quello che dovrebbe animare noi tutte.

mercoledì 4 novembre 2009

ARCHITETTURA DEL GUSTO | Polenta e gorgonzola

Polenta con gorgonzola

A A A Si invitano i siori lettori a lasciare commenti sulle ricette... Grassie in antipo a chi lo farà...

Polenta e gorgonzola
Arieccoci con un altro bel piattino invernale per combattere i mali di stagione e le varie depressioni derivate da queste basse temperature che il nostro bel paese ci sta regalando... Di solito a casa nostra non la mangiamo così la polenta ma per esigenze fotografiche e per un senso di divertimento l'abbiamo impiattata in questa maniera... Oggi non vi lascio la ricetta perchè ci sono solo due ingredienti e la preparazione è semplicissima. Quindi lascio a voi la scelta se fare una polenta vera o una polenta precotta, se usare un gorgonzola da supermercato o un gorgonzola con la G maiuscola. Io questa ricetta la preparo in questa maniera: preparo la polenta e non appena cotta ne verso un mestolo in una tazza da latte (quelle grandi senza manico) bella calda fumante, su di essa appoggio una fetta spessa di gorgonzola precedentemente tagliato e ritagliato e su di esso aggiungo un altro mestolo di polenta bollente.
Aspetto qualche minuto affinchè il gorgonzola si sciolga tra i due strati di polenta e vado di forchetta...
Vino: io con questo piatto nei calici verserei un buon rosso strutturato e invecchiato come il Nebbiolo.

 
 

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ARTE CINEMA | Hallowen - La notte delle streghe


1963.
E' la notte di Halloween nella cittadina di Haddonfield, nell'Illinois.
I bambini si divertono ad andare nelle case mascherati recitando canzoncine terrificanti sulla notte delle streghe e per avere caramelle e dolcetti dicono “dolcetto o scherzetto?”.
Qualcuno sta spiando dalla finestra di casa Myers, vede due ragazzi mentre si baciano e decidono di andare al piano di sopra approfittando dell'assenza dei genitori. In giro ci dovrebbe essere solo il piccolo Michael di 6 anni, quindi non se ne preoccupano.
La stessa persona che prima osservava da fuori la finestra, entra silenziosamente in cucina. Piccole mani afferrano un grande coltello da cucina.
Aspetta che il ragazzo scenda ed esca di casa, e poi sale le scale fino la stanza della ragazza.
Si mette una maschera da pagliaccio e si avvicina alla ragazza che mezza nuda si sta pettinando tranquilla. Il coltello si avvicina e la ragazza fa appena in tempo a pronunciare il nome di Michael che senza pietà il coltello la colpisce. Una, due, tre volte... continua senza pietà.
Come se niente fosse accaduto, scende nuovamente con il coltello ancora stretto in mano, fino ad uscire di casa. Qualcuno lo chiama ma lui non risponde.
Gli sfilano la maschera.
E' solo un bambino di 6 anni, vestito da pagliaccio che ha appena ucciso la sorella.

Ora è il 1978.
Michael Myers è di nuovo a piede libero.
E' di nuovo Halloween.
Una giovane donna Laurie, che fa la baby-sitter nel tempo libero, si reca davanti la vecchia casa dei Myers che ora è stata messa in vendita, ancora girano leggende terribili su quella casa. Ma lei sembra tranquilla, mette le chiavi sotto lo zerbino come aveva indicato suo padre e se ne va.
Non sa che qualcuno la sta osservando.
Da quel momento un'ombra senza volto la perseguiterà, il male è sempre in agguato. Lei lo sente lo intuisce e lo vede in ogni dove, le sue amiche baby-sitter anche loro credono sia solo paranoica.
La notte di Halloween sembra tranquilla, i bambini come tutti gli anni si mascherano e vanno per le case. Nel frattempo Michael Myers già comincia a disseminare vittime nella cittadina.
Riuscirà Laurie a salvarsi dall'ombra della strega?

Recensione:
Halloween” di John Carpenter è stato per moltissimo tempo il film indipendente più redditizio della storia del cinema. E' stato diretto e scritto da Carpenter e Debra Hill che l'ha prodotto. Probabilmente ebbe così tanto successo anche perché era il primo film sulla notte di Halloween, dopo questo ci furono tanti altri film che cercarono di copiare lo stesso stampo, visto il successo. Fu girato in appena 20 giorni a basso budget, ma nonostante la modesta campagna pubblicitaria sbancò i botteghini, e viene ancora oggi considerato il film più importante di Carpenter.

Donald Pleasence interpreta la parte dello psicologo incaricato di curare Michael Myers, ed è il veterano del cast. La protagonista è invece Jamie Lee Curtis al suo primo debutto cinematografico. Michael Myers interpretato da Nick Castle che durante tutte le riprese porta sempre la maschera e hanno usato un ragazzo di nome Tony Moran per il breve segmento in cui Laurie riesce a sfilargli la maschera. Avevano scelto Moran perché aveva un viso piuttosto anonimo, esattamente come la maschera che è come se fosse solo un accenno, ma che terrorizza appunto per questa sua particolare impersonalità.

Inizialmente si pensava di usare la maschera di un pagliaccio, simile a quella usata da Michael da bambino per uccidere la sorella. Ma facendo varie prove, l'effetto dell'ombra della strega era reso meglio dalla faccia bianca senza espressione. Infatti l'assassino non è effettivamente una persona umana, è solo una maschera senza volto, una presenza che può nascondersi dappertutto, ed è per questo che alla fine del film nonostante lo psicologo riesca a sparargli contro e a farlo cadere dalla finestra, quando si riaffaccia un attimo dopo il cadavere non c'è più. Carpenter spiega il perché: “Il male non muore mai. Non si può uccidere.”

Il male nei suoi film è il male assoluto, non esistono sfumature intermedie. In questo caso il male personificato è quindi una specie di forza della natura, soprannaturale.

Particolare attenzione va data alla colonna sonora, composta da Carpenter stesso in soli 3 giorni che accompagna tutto il film e rende salienti le parti di tensione. Non ci sono infatti molte visioni di sangue, eppure riuscì a far saltare e urlare il pubblico in sala grazie alla colonna sonora angosciante, accentuata alla presenza dell'assassino.

Sono usate molto le soggettive (ciò che vede un personaggio della vicenda) in particolare quelle di Myers come ad esempio all'inizio del film quando uccide la sorella maggiore. Viene usata una macchina da presa portatile e leggera, un'innovazione all'epoca. In questo modo noi seguiamo l'assassino per la casa e in un certo senso lo spettatore si identifica con lui, facendo un effetto decisamente diverso a chi guarda.

“Halloween” resta ancora oggi un capolavoro dell'horror, chi ama il genere non può assolutamente perderlo!

martedì 3 novembre 2009

FASHION | La collezione di Sonia Rykiel per H&M

Carta d'identità
Collezione: Sonia Rykiel per H&M
Dove: 1500 stores worldwide e nei negozi monomarca Sonia Rykiel
Quando: dal 5 dicembre 2009 e dal 20 febbraio 2010
Link: H&M


H&M vanta per l'inverno 2009 e la primavera 2010 una nuova ed importante collaborazione con una grande designer come Sonia Rykiel, e in periodi come questi, con l'inverno appena iniziato e un armadio disperatamente (o almeno all'apparenza) vuoto, non c'è nulla di più bello per le fashioniste che sentire notizie come queste.

Solo di pochi mesi fa la notizia della collaborazione tra la catena svedese, nota per i suoi capi altamente trendy e altrettanto low cost, e la costosissima griffe Jimmy Choo, di cui avevamo parlato qui, e ora l'annuncio della prossima collaborazione con Sonia Rykiel, la “Queen of Knits”.

La collezione di Sonia Rykiel debutterà in 1500 negozi selezionati H&M con due appuntamenti, uno previsto per il 5 dicembre, con il lancio della lingerie caratterizzata da un gusto retrò, molto raffinato e nello stesso tempo incredibilmente sexy: “Un nuovo modo per concepire la lingerie, del tutto inedito e assolutamente moderno” ha commentato Margareta Van Den Bosch, Creative Advisor di H&M.


Foto da The Fashion Rehab


Dal 20 febbraio 2010, invece, seguirà il lancio della collezione di capi in maglia per donna e bambina, e di una edizione limitata di accessori Primavera-Estate 2010.

“È tipico di Sonia Rykiel pensare a tutte le donne perchè la moda è più una questione di sensazioni che di mezzi” ha affermato Nathalie Rykiel, Presidente e Direttrice Artistica di Sonia Rykiel.

lunedì 2 novembre 2009

STYLE ICON | Emma's Corner

Carta d'identità
Nome: Emma
Segni particolari: Blogger e fashion icon
Link: Emma's Corner


La blogosfera pullula di icone di stile, che esprimono, attraverso la moda, la loro personalità, e sono spesso caratterizzate da una serie di interessanti tratti distintivi e da un'innata dose di creatività.
Una di queste figure, che mi ha da tempo colpito, è Emma, autrice del blog Emma's Corner, un'affascinante ragazza spagnola di 28 anni che vive a Palma di Maiorca. Amante dei capi classici, li arricchisce spesso con tocchi contemporanei, facendo sì che il risultato finale sia sempre un outfit profondamente innovativo: un'originale mix di linee pure e colori neutri, cui si affiancano il tocco rouge e finemente malizioso di un rossetto, o una serie di accessori originali, tra i quali le capienti borse di Mulberry o pezzi sapientemente pescati negli stores Zara ed H&M.

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