mercoledì 31 marzo 2010

EDITORIALS | Chloè Sevigny su Elle UK

Lei è una indiscutibile style icon: sarà anche la regina dell'imperfezione, ma ci piace proprio per questo.
Chloè Sevigny è in grado di ironizzare sui suoi difetti e di rendere questi ultimi i suoi punti di forza. Per non parlare dei suoi ruoli difficili e provocatori nell'ambito del cinema indipendente...la ricordate nel bellissimo e duro Boys don't cry al fianco di Hilary Swank? Personalmente la adoro e trovo che abbia uno stile innato e lontano da ogni stereotipo. E poi come potevo non postare questo bellissimo editoriale su Elle UK che la ritrae con le scarpe del momento?

sabato 27 marzo 2010

ITALIAN FASHION BLOGGERS | Le tendenze della moda con gusto e consapevolezza

AFFAMATE DI STILE


Ph. Roberto Arleo / Le ragazze di Italian Fashion Bloggers

Sono ragazze italiane con una formazione differente, gusti differenti e ambienti differenti, ma con una passione in comune: la moda.
Le fashion blogger italiane esprimono le loro preferenze nell'ambito della moda attraverso il web, con i loro blog freschi e originali. Poco importa se non sono modelle e non sono ricche sfondate da potersi permettere borse da 2000 euro.

venerdì 26 marzo 2010

STYLE ICON | Kate Bosworth

Trovo che lei abbia l'aria e l'eleganza delle grandi dive del passato. A me personalmente ricorda Grace Kelly. Qui potete ammirarla con due must di stagione, shorts in denim e top in pizzo bianco. I suoi everyday outfit mi piacciono sempre, ma devo dire che anche sul red carpet non delude mai: ho notato che predilige spesso e volentieri le tonalità chiare, che ben si adattano al suo incarnato diafano e nordico, ravvivate a volte da tocchi di colore forti negli accessori.


martedì 23 marzo 2010

MOSTRA MERCATO | Eco-turbina 16+2 design by Atelier Designtrasparente - Scart Attack


"La notizia è di pochi minuti fà... C'e' stato il primo avvistamento del 2010...!
Questa volta non si tratta del solito contatto visivo, sembra infatti che delle strane creature formate da 16 lamelle siano state avvistate e catturate nel pianeta eco-sostenibile denominato scArt Attack governato dalla popolazione di Suitecase magazine.
Sembra che questo pianeta sia pieno di "artisti e designer ricicloni" e che sia ancora in vigore la nota pratica dell'aperitivo biologico a KM Zero oltre che dello YARD MARKET (posto dove si baratta e si scambiano oggetti, vestiti ed accessori.)
Gli esemplari di ecoturbine saranno mostrate a tutta la popolazione terrestre per la prima volta il giorno 25 marzo 2010 presso l'Antù in via Libetta 15\C a Roma".

lunedì 22 marzo 2010

FASHION PILLS | Il tubino nero

"Era una tiepida serata quasi estiva e lei indossava un esile, fresco abito nero, sandali neri, un filo di perle". Truman Capote, Colazione da Tiffany (1958).

Inauguriamo oggi una nuova rubrica: si intitola "FASHION PILLS" e parlerà sia di storia della moda sia di quello che ognuna di noi dovrebbe custodire nel proprio armadio.
Il primo must have, di diritto, non poteva che essere il tubino nero, quintessenza dello chic e capo senza tempo, creazione della nostra beniamina Gabrielle "Coco" Chanel. Il cinema ha reso a questo capo tributi leggendari: nell'immaginario comune il tubino nero per eccellenza è quello indossato dalla divina Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, e creato per lei da Hubert de Givenchy. Altro modello che resta nella memoria è quello di Catherine Deneuve in Bella di giorno. Più di recente ricordo Demi Moore, che con il suo tubino nero conquista Robert Redford in Proposta Indecente, e Sarah Jessica Parker che lo sfoggia ne Il club delle prime mogli.

Personaggio: trovo che Sofia Coppola sia una delle donne che lo indossa con la stessa grazia ed eleganza di Audrey Hepburn. E voi che ne dite?

Consigli pratici: la semplicità del tubino nero richiede accessori importanti, quindi sì a tacchi a stiletto, filo di perle o orecchini vistosi. Ma direi che anche la versione minimal con ballerine super flat e accessori ridotti può essere una altrettanto valida alternativa.



sabato 20 marzo 2010

ARCHITETTURA DEL GUSTO | Gnocchi, zucchine e vongole


Ingredienti per 4 persone:
800 gr di gnocchi al basilico
500 gr di vongole
4 zucchine (solo la buccia)
10 ciliegini
Aglio
Prezzemolo
Pepe
Sale
Olio extravergine di oliva

Preparazione:
In una padella fate aprire le vongole e tenetele da parte con la loro acqua di cottura ben filtrata. Tagliate le zucchine a spaghettini e cuocetele in una larga padella con l’aggiunta di olio, aglio, pepe e sale per qualche minuto, subito dopo aggiungete i pomodorini tagliati a metà e le vongole già aperte, cuocete ancora per un paio di minuti. In una pentola con acqua salata cuocete gli gnocchi e non appena pronti versateli nella padella delle vongole e zucchine allungate con l’acqua delle vongole tenuta da parte, spadellate velocissimamente e servite con una bella manciata di prezzemolo crudo.

Vino: con questo piatto io nei calici verserei un bianco Soave possibilmente superiore Docg

giovedì 18 marzo 2010

FASHION | Dressed up, quando moda e consumo critico si incontrano

Chi ha detto che la moda debba essere frivola per antonomasia?



Dressed up è l'evento grazie al quale il fashion system mette in mostra anche il suo lato "critico: giunto alla sua seconda edizione, il critical fashion show intitolato quest'anno Re-public Fashion e che si svolge in Fiera all'interno della manifestazione "Fà la cosa giusta" (12-14 marzo, fieramilanocity), è la dimostrazione che esiste un punto di incontro tra moda e consumo critico. E il connubio riserva anche per le fashioniste più accanite piacevoli sorprese: la concettualità di pezzi unici come quelli di Caira Design, il sorprendente mix tra stile urbano e tradizione africana di Laafia, lo stile minimal e raffinato di Lavgon, il vintage remake di Riciclabò, la destrutturazione delle forme, le asimmetrie e le rifiniture a mano di Stefierre.



Il tutto visibile all'interno di un vero e proprio fashion show inusuale che assume i caratteri di una performance: all'interno di essa viene reso fruibile per il pubblico il misterioso e affascinante "dietro le quinte" del fashion show.



Una proposta alternativa al concetto mainstream di moda, un modo interessante per riappropriarsi di quest'ultima come forma del vivere sociale: questo vuole essere Dressed up. E dopo il successo dello scorso anno, la seconda edizione sancirà l'esistenza di una "terza via" nel mondo della moda, l'equilibrio tra l'universo del luxury e quello della mass fashion.


mercoledì 17 marzo 2010

VIAGGIARE | Parigi - 6, 7, 8, 9 marzo 2010

La partenza
- Sto uscendo adesso, ti richiamo dopo.
- Ma non è tardi?
- Si, ti chiamo appena sono in stazione.
Prendo l'ipod sotto carica, la carta d'identità e la moleskine che c'è sotto, le ultime cose lasciate sulla scrivania, la valigia ed esco di casa. Destinazione Parigi.


Sono di corsa in strada con il trolley che accusa ogni imperfezione della strada. Il mio orologio segna le 4:00 del mattino, ma sono sicuro che vada avanti di almeno cinque minuti. Penso di riuscire ad essere in stazione in venti minuti, ma cerco di mantenere un passo veloce anche se l'autobus non partirà prima delle 4.30. È buio, ma le strade sono ben illuminate. La telefonata di Marianna proprio nel momento in cui stavo uscendo di casa mi ha fatto sentire in ritardo. Lei e mio fratello sono bravissimi nel telefonare proprio nel momento meno opportuno. Sono in via Marsala dieci minuti prima dell'arrivo del pullman che mi porterà all'aeroporto di Ciampino. L'autobus è puntuale, ho avuto il tempo di fare colazione con un cappuccino e un dolce alle mele prima di salire a prendere uno dei tanti posti liberi. Nel tragitto per l'aeroporto vorrei dormire, ma l'adrenalina sta salendo, è la prima volta che vado a Parigi.

martedì 16 marzo 2010

DESIGN | Lamp gustaf's Stitch Lamp


“Loro hanno cominciato: ora sta a voi finirlo” ecco come si presenta la Stitch Lamp prodotta da una società svedese, la LampGustaf specializzata nel design di lampade. Tutto è iniziato in un locale seminterrato in Bollebygd alla fine degli anni '60 e da allora non si sono più fermati puntando al successo del design associato alla qualità.



Ma non trascurando l’inventiva e l’interazione... infatti è loro l’idea della lampada “da finire” infatti la Stitch Lamp richiede un pò di “fai da te” in quanto viene distribuita con un ago e filati in otto colori, in modo da poter realizzare a piacere i pattern. la Lampada verrà lanciata a maggio e saranno anche scaricabili dal sito dei modelli di pattern, oltre a fornire uno spazio per l'utente per caricare le foto delle loro creazioni.


Il loro punto di forza? L'educazione in materia di illuminazione per fornire oltre alla funzionalità, un'esperienza, un sentimento.


Link di riferimento

lunedì 15 marzo 2010

DESIGN | Carta: la nuova frontiera del design eco-sostenibile


Una nuova filosofia verde: è quella che sembra stia influenzando oggi sempre di più le aziende italiane. E all'interno di questa tendenza la carte sembra giocare un ruolo da protagonista: a qualche tempo infatti sempre più brand fanno ricorso alla carta e al cartone riciclati come materie prime da utilizzare per arredi e allestimenti nei propri punti vendita. Emblematico il caso di Manas, azienda calzaturiera marchigiana, che, supportata dall'innovativo Oliviero Toscani, ha dato vita ad un vero e proprio negozio di cartone. Ad oggi ne sono presenti cinque in Italia e due a Pechino. Altri esempi esempi di questo slancio eco-sostenibile sono Malerba, marchio storico dell'intimo, che ha aperto 10 punti vendita arredati con espositori ricavato dal riciclo di cartoni da imballaggio, e Mandarina Duck, che ha invece inaugurato un concept store a Milano realizzato anch'esso con cartone, il tutto all'insegna della leggerezza e della funzionalità.


D'altra parte che la carta fosse un materiale estremamente duttile e innovativo in termini di progettazione e design era già parso evidente in occasione della mostra "Gioielli di Carta", che si è tenuta lo scorso autunno alla Triennale di Milano, grazie al contributo determinante di Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica: dalle atmosfere rarefatte degli origami di Nobuko Murukami all'eleganza dei plissè di Syvanoia e Daniele Papuli, sino alle creazioni concettuali di Maierhofer, tutto sembra suggerire un'idea nuova di preziosità, basata non tanto sull'uso di determinati materiali, quanto sul progetto stesso.

domenica 14 marzo 2010

MADE ME SMILE | Pubblicità oltre il limite - Nissan Qashqai


La pubblicità del manifesto esce fuori dal limite imposto con delle macchie colorate aumentando il ricordo del messaggio nel consumatore.
In Italia non mancano iniziative di questo tipo. Questa è la metropolitana di Parigi.

venerdì 12 marzo 2010

DESIGN | Playtime by Ludovic Renson

Carta d'identità
Nome e cognome: Ludovic Renson
Anno di produzione: 2010
Professione: Designer
Link: www.ludovicrenson.fr

Il designer francese Ludovic Renson ha concepito una collezione di mobili per bambini fatti di legno e feltro.

Con il nome di Playtime, la serie comprende una scrivania, sedie, un tavolo, armadi e contenitori cilindrici, ed è indirizzata verso le necessità dei bambini.

L'utilizzo del legno misto a tessile è mirato per addolcire l'estetica dei manufatti di uso quotidiano.

Playtime è un invito per i bambini a vivere in uno spazio contemporaneo, liberi di muoversi, disegnare, ordinare, di sedersi.

giovedì 11 marzo 2010

ARTE | Holi - vortice di colori

A woman, face smeared with colored powder, participates in Holi festivities in Mumbai, India, Monday, March 1, 2010. Holi, the Hindu festival of colors that also heralds the coming of spring, is being celebrated across the country Monday. (AP Photo/Rafiq Maqbool)

Il Festival dei Colori (in sanscrito Holi o Holli) è una festa di primavera celebrata principalmente da indù. Viene celebrata alla fine della stagione invernale, l'ultimo giorno di luna piena del mese lunare Phalguna (febbraio/marzo).
La storia del festival ha radici molto antiche, in origine era una festa per celebrare il buon raccolto e la fertilità della terra, oggi è una commemorazione simbolica di una leggenda dalla mitologia indù.

People smear colored powder on each other during Holi festivities in Mumbai, India, Monday, March 1, 2010. Holi, the Hindu festival of colors that also heralds the coming of spring, is being celebrated across the country Monday. (AP Photo/Rafiq Maqbool)

Questo festival è anche associato all'amore immortale di Krishna e Radha, (se ne trova una dettagliata descrizione su wikipedia.org) noi ci atteniamo ad assaporare la gioia e la bellezza del vortice di colori che coinvolge la nostra anima e riscalda il paesaggio.

Children pose after covering themselves with a coloured powder called abir during the celebration of Phagwa in the Tunapuna Hindu Primary School in Tunapuna, February 28, 2010. Phagwa, or Holi, the Hindu Festival of Colours celebrates the beginning of spring. REUTERS/Andrea De Silva (TRINIDAD AND TOBAGO - Tags: RELIGION SOCIETY)

Il festival inizia la notte di luna piena. Si accendono dei falò agli angoli delle strade per purificare l'aria di spiriti maligni, il festival, infatti, è una celebrazione del bene sul male, l'inizio della primavera, in cui i devoti, dimenticano i loro problemi, la vergogna, le differenze.
Il giorno principale noto anche come Dhuli Vandana viene celebrato gettando sulle persone polvere colorata, acqua e profumi accompagnati da canti popolari, danze e un generale senso di vitalità abbandonati.
(fonte da indiaexpress.com)

Colored water splashes on women during Holi festivities in Allahabad, India, Monday, March 1, 2010. Holi, the Hindu festival of colors that also heralds the coming of spring, is being celebrated across the country Monday. (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

Se non ci si riesce ad andare e farsi trasportare dall’allegria della festa, almeno vale la pena di guardare queste bellissime immagini pubblicate su boston.com.

Children, their faces smeared with colored powder, participate in Holi festivities in Mumbai, India, Monday, March 1, 2010. Holi, the Hindu festival of colors that also heralds the coming of spring, is being celebrated across the country Monday. (AP Photo/Rafiq Maqbool)

Men daubed in colours celebrate the re-enactment of a local tradition of "Lathmar Holi", also known as the festival of colours, celebrated at Nandgaon village near the northern Indian city of Mathura February 24, 2010. This tradition heralds the beginning of spring and is celebrated all over India. Picture taken February 24, 2010. REUTERS/K. K. Arora (INDIA - Tags: SOCIETY RELIGION)

mercoledì 10 marzo 2010

PRODUCT DESIGN | Patricia Urquiola

“Panca” di Patricia Urquiola per Moroso, come un tronco di albero seduto sulla sabbia. M'afrique.

Patricia Urquiola nasce in Spagna, ad Oviedo, e ora vive e lavora a Milano. Frequenta la facoltà di architettura al Politecnico di Madrid e quello di Milano dove consegue la laurea nel 1989. Dal 1990 al 1996 è assistente al Politecnico di Milano di Achille Castiglioni e Eugenio Bettinelli, ed e’ in questi anni che dirige per DePadova l’ufficio sviluppo prodotti e disegna insieme a Vico Magistretti. Dal 2001 apre il proprio studio di product design, esposizioni ed architettura, collaborando con i produttori più affermati. Fra i diversi premi e riconoscimenti che Patricia Urquiola ha ricevuto ricordiamo: Designer dell’Anno, Elle Decor International Design Awards, Chicago Artenaeum Good Design Award e il premio di Design di Colonia.

martedì 9 marzo 2010

INTERVISTA | Federico Poggipollini


Biografia
Federico Poggipollini nasce a Bologna dove attualmente vive. La sua carriera musicale comincia all’età di 11 anni quando inizia a suonare il basso e il pianoforte, fino a scegliere qualche anno dopo la chitarra, strumento che non ha più abbandonato. Le prime Rock Band locali dove inizia a suonare, portano i nomi di “Tribal Noise” e “Radio City” ed è proprio con quest’ultima che incide un Album nell’88 dal titolo “Sobborghi” (Rivernile Records - Emi).

All’età di 22 anni entra a far parte dei Litfiba e suona in “El Diablo” (CGD 1990), “Sogno Ribelle” (CGD 1991), “Terremoto” (1993) e nelle tournee Live del gruppo. Conclusasi l’esperienza Litfiba, dà vita alla band bolognese “Mister Tango” suonando in svariati clubs e locali per un anno intero e contemporaneamente collabora alle incisioni di una collana di Video Letteratura “I Salmi” musicati da Lucio Dalla, Xangò e General Bunny (X Records) e con Grazia Verasani per l’Album “Nata Mai” (BMG 1996). Nel 1994 diventa componente ufficiale della nuova band di Luciano Ligabue con il quale registra gli Album “Tributo ad Augusto” (CGD 1994), “Buon Compleanno Elvis” (WEA 1995), “Su e giù dal palco” (WEA 1997), “Radio Freccia” (colonna sonora del film omonimo) (WEA 1998), “Miss Mondo ’99” (WEA 1999), “Fuori come va’?” (WEA 2002), “Giro d’Italia” (WEA 2003), “Nome e Cognome” (WMI 2005), oltre a partecipare a tutte le tournee Live e apparizioni televisive che riguardano le suddette uscite discografiche. Nel 1998 esordisce come cantante solista, realizzando il suo primo CD “Via Zamboni 59” (Riserva Rossa WEA) e accompagnato dalla sua band, i KKF, svolge attività Live in Italia e all’estero partecipando a numerose trasmissioni televisive quali Help, Taratatà e Sanremo Rock. Nel 2000 collabora come autore nel brano “Troppo Zucchero” inserito nel CD “Rosa Sporco” (WEA) di Angela Baraldi.

Nell’autunno 2001 esce il singolo “Indelebile” (SONYMUSIC) e dall’inizio del 2002 è prodotto dall’etichetta STRANISUONI (studio di registrazione ed etichetta indipendente), e realizza un nuovo singolo per l’estate dal titolo “Tutto quello che” (STRANISUONI). Contemporaneamente continua il grande tour estivo che lo vede impegnato negli stadi con Luciano Ligabue dopo l’uscita dell’Album “Fuori come va?”, tournee che proseguirà nell’autunno dello stesso anno in diversi teatri italiani.

Anticipato a giugno dal singolo “Bologna e Piove” (STRANISUONI), arrivato fino al 12° posto della classifica FIMI-NIELSEN, il 21 Novembre 2003 esce il secondo Album “Nella fretta dimentico” (STRANISUONI), che segna un ulteriore passo avanti nella carriera di questo eclettico Artista, dimostrando una volta di più di essere non solo un bravissimo chitarrista ma anche un ottimo cantautore. Il 2004 e la prima parte del 2005 vedono impegnato Federico nella promozione dell’Album, prendendo parte a numerose trasmissioni televisive (All Music, MTV) e radiofoniche, nonché in una serie di Live in Festival e Club. Inoltre, nei primi mesi del 2005 collabora alla realizzazione del nuovo Album degli Aeroplanitaliani “Sei Felice?” (SUGAR), tra cui la hit “Canzone d’amore” e partecipa come ospite ad alcune esibizioni Live e trasmissioni televisive durante la promozione dell’Album. Sempre del 2005 l’uscita del singolo “7 minuti” (STRANISUONI), e la partecipazione al concerto-evento del 10 Settembre di Luciano Ligabue tenutosi al Campovolo di Reggio Emilia, durante il quale ha suonato sul Main Stage davanti a più di 180.000 persone.

Tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006 è impegnato nel suo Club Tour invernale, che tocca diverse città del centro-nord e registra il sold-out ovunque. Da Marzo 2006 inizia il nuovo tour di Luciano Ligabue, che lo porta a suonare nei palazzetti e stadi di tutta Italia, compresi San Siro e l’Olimpico e gli interventi ad eventi televisivi quali le Olimpiadi Invernali ed il 1° Maggio.

A Settembre del 2006 insieme ad un’innovativa Super Band formata per l’occasione da musicisti del calibro di Max Gazzè, Morgan e Sergio Carnevale (Bluvertigo), prende parte all’MTV Day, eseguendo una serie di brani storici insieme ad altri numerosi ospiti (Giorgia, Caparezza, Meg, Velvet, Linea 77, Piero Pelù) e riscuotendo un incredibile successo di critica e pubblico. Dal dicembre 2006, Federico Poggipollini è anche il testimonial italiano del videogioco per Playstation e X-Box Guitar Hero II. Lo stesso ruolo è ricoperto in America dal chitarrista Dave Navarro.

Da giugno 2007 è uscito, in airplay radiofonico, "Il chitarrista", cover del famoso brano di Ivan Graziani, reinterpretato in chiave rock, con la partecipazione di Filippo Graziani. Nel 2008 partecipa al tour Europeo 2008, tour stadi 2008 e tour Arena di Verona 2008 accompagnando Luciano Ligabue.

Il 23 aprile 2009 esce il suo terzo album da solista intitolato "Caos Cosmico", anticipato dall'uscita nelle radio del singolo "Taxi Viola". Nel settembre/ottobre 2009 partecipa al tour Arena di Verona di Luciano Ligabue accompagnato dall'orchestra.

L'intervista
Roberto: Capitan Fede, è questo il nome con cui Luciano Ligabue ti ha ribattezzato in occasione dell'uscita di "Buon compleanno Elvis". La storia di un musicista conta. Tu hai suonato con vari gruppi e artisti musicali famosi che sicuramente hanno influenzato il tuo modo di vedere la musica. In che modo il bagaglio culturale e creativo viene arricchito da queste collaborazioni?
Federico: Fare delle collaborazioni nella maniera in cui le ho fatte io è farle in una maniera vera. Non ho fatto il turnista, ho partecipato a collaborazioni molto grosse a un livello tale che mi ha consentito di sentire le cose in una maniera viscerale e passionale, è come se le avessi fatte io. (Era un arrangiamento molto importante che faceva la band).

R: Quanto è importante la cultura musicale nel creare un nuovo album, un nuovo motivo o un arrangiamento?
F: È importantissima, perché fa parte del tuo essere musicista. Essere musicista significa studiare, portare avanti i tuoi studi, informarsi su quello che succede e tirare fuori qualcosa di personale. Nel mio caso sono compositore ed autore, scrivo e arrangio, compongo canzoni e musica, parole e musica.

R: Che tipo di musica ascolti?
F: Ascolto tutta la musica che c'è in giro, nel senso tutta quella che esce nell'ambito rock e non rock. Per non rock intendo blues, jazz, funky e anche musica classica, ma non in maniera così "seria".

R: Quali sono le tue influenze? Ci sono dei "maestri" a livello musicale che ritieni fondamentali nella tua carriera?
F: Si, i Beatles e i Clash, poi Jeff Beck e Jimi Hendrix come chitarrista.

R: Tre album da solista, l'ultimo nel 2009, "Caos cosmico". A cosa si ispirano i tuoi brani? Da dove trai l'ispirazione che poi trasformi in idea?
F: Caos cosmico è un album che vive vari momenti della mia vita, sono racconti che sono legati a storie che ho vissuto in maniera "romanzata". Mi ispiro a livello musicale alla melodia, mi lascio prendere dalla melodia, ho bisogno di far funzionare la melodia, di farla funzionare attraverso le parole, perché il mio lavoro di scrivere parole attraverso la mia musica è proprio quello di cercare di non appiattire la linea melodica con le parole in italiano, ma cercare di farle funzionare come se fosse una lingua straniera. Per quanto riguarda l'atteggiamento musicale, mi rifaccio alla tradizione del rock. Tradizione del rock vuol dire un approccio molto crudo essenziale e che però riesca a mantenere un livello alto nell'arrangiamento.

R: Nel momento in cui decidi di comporre un testo si può parlare di composizione pura oppure di improvvisazione? Da cosa nasce un brano?
F: Un brano nasce da uno spunto, da un'idea che è legata a un testo. Ho in testa quello che voglio dire e lo racconto attraverso delle parole in mezzo alla musica. A quel punto tutto può avvenire di getto o può avere molti step. Mi è capitato in questo album di avere delle parti belle di un brano e sentire che il ritornello non era così forte. Invece mi è capitato di avere dei bellissimi ritornelli, ma non con delle storie forti. Non ho fatto altro che unire queste due cose, quindi unire anche delle canzoni, una sorta di puzzle.

R: Cosa vuoi comunicare con il tuo modo di fare musica?
F: Io voglio comunicare musica, voglio comunicare un mio stato d'animo spontaneo. È il mio terzo album e non ho cercato mai di fare il boom con una canzone che fosse "la canzone dell'estate”. Ho sempre cercato di scrivere e di tirar fuori delle cose. Questo è un album molto lungo, quasi un doppio, sono molto lontano da quella che è la situazione marketing di questo momento in cui si usano pochi brani, brani usati in modo che funzionino in radio. Ho fatto un album che è quasi un doppio un album che si avvicina agli album che hanno fatto parte di me, sono gli album in vinile in cui ascoltavi un lato A che aveva un'idea dall'inizio alla fine e un lato B. La cosa che ho voluto fare con questo album è questa.

R: Pensi che la musica possa cambiare il mondo?
F: No, la musica non può cambiare il mondo, però può creare a chi è sensibile e a chi vive quella musica una grossa serenità.

R: Credo che ultimamente l'impronta del suono stia diventando un segno distintivo nella musica di un chitarrista, un aspetto fondamentale. Nella tua musica si sente che dedichi una particolare attenzione al suono. Quanti pedali cambi in un anno? Quali sono i tuoi gusti in questo senso?
F: Per la quantità di pedali e amplificatori che possiedo potrei aprire un negozio. Vale anche per le chitarre. Compro pedali continuamente, ne ho appena comprati quattro e alcune volte li rivendo, ma raramente, ne ho tantissimi perché li uso e li sperimento. Secondo me ogni pedale ha una sua chitarra e un suo amplificatore, la difficoltà e la destrezza di un chitarrista viene fuori in questo; quando si è abituati ad usare questa strumentazione si sa esattamente quale è il suono migliore, poi andrebbero paragonati, cosa che non succede mai. Bisognerebbe arrivare al "suono" che si ha in testa. Io ho un suono in testa e lo porto avanti, però ho bisogno anche di sperimentare, fa parte della mia informazione.

R: Ti capita di acquistare strumentazioni usate?
F: Si, mi è capitato spesso, ma soprattutto su cose che non trovo nuove, per esempio dei "fuzz face" originali, "arbiter", cose di questo tipo. In questo caso non puoi comprarli nuovi perchè non li fanno più da anni e quindi li compro usati. Ho preso da poco un pedale "match" che non è più in produzione, poi l'ho trovato usato. In molti casi la ditta smette di produrli o li produce in maniera diversa, quindi se ho intenzione di acquistare quel particolare prodotto trovo un modo per averlo.

R: Qual è la prossima occasione in cui ti vedremo suonare dal vivo?
F: Il mio myspace è curato anche dalla mia etichetta, lì si possono trovare tutte le informazioni e le date dei concerti che farò. Il 16 aprile sono a Capua e il 17 a Roma.

R: Ci anticipi un tuo nuovo progetto? A cui stai lavorando?
F: Ho vari progetti nuovi tra cui uno con Ligabue. Il mio, un altro progetto elettronico, un progetto in cui suono musica strumentale ma funky e un disco invece di canzoni anni '60.

R: Grazie per la disponibilità.
F: Grazie mille.

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lunedì 8 marzo 2010

DESIGN | Bono’s Laser Suit by Moritz Waldemeyer

Carta d'identità
Nome e cognome: Moritz Waldemeyer
Professione: Designer
Prodotto per: U2 360° World Tour
Link: www.waldemeyer.com


Il designer tedesco Moritz Waldemeyer, già da noi citato per le sue chitarre Gibson per la band OK GO, ha pubblicato alcune immagini del vestito-laser realizzato per Bono, il cantante degli U2, in occasione del tour mondiale 360° della band.

La futuristica giacca che Bono indossa, è incastonata da 240 laser che estendono la silhouette di Bono lungo i vasti spazi degli stadi, ampliando i movimenti del cantante sulla folla, e diventando metafora quasi tangibile del binomio tra artista e audience.

sabato 6 marzo 2010

MADE ME SMILE | Pianoforte o tavolo da pranzo?


Il pianoforte è uno strumento meraviglioso, ma anche ingombrante e quindi difficilmente si adatta nei piccoli appartamenti.
Dal design lineare in legno di quercia è stato creato per funzionare come tavolo da pranzo e come pianoforte elettrico.
Questo sorprendente tavolo da pranzo risolve il problema nascondendo un pianoforte al suo interno. Quando si vuole suanora sarà sufficiente alzare la tavoletta in legno che copre i tasti e cominciare a picchiettarci sopra. Si può acquistare per 6.000 dollari.
Una nuova contaminazione tra cibo e musica.

venerdì 5 marzo 2010

INTERIOR DESIGN | Koolmood by Daniele Menichini for Toscana Interiors



Koolmood è il nuovo progetto di Toscana Interiors presentato in occasione del Sia Guest di Rimini 2009. Curato dall’architetto Daniele Menichini, koolmood rappresenta due diversi prototipi di camere d’albergo: la camera contemporanea “kool” e la camera classico minimale “mood”; il tutto all’insegna della più aggiornata “tendenza moda”.
Il fil rouge che lega le due camere è la distribuzione in pianta, esattamente uguale anche se diversamente interpretata nei due stili e la prevalenza del colore bianco, abbinato al viola “cappero maturo” nella camera contemporanea ed al verde “giada”nella camera minimal classic.


L’involucro che contiene le due camere è caratterizzato dalla presenza di un’area reception che interpreta la capacità di altre aziende del gruppo specializzate in questo settore produttivo e dominata dal colore viola e dal bianco e rosso che rappresentano i colori della corporate identity di Toscana Interiors.


I segni sono la chiave di lettura delle due camere. I segni sono da sempre parte integrante dell’arte pittorica; fin dalla notte dei tempi hanno assunto il ruolo di elementi distintivi in grado di comunicare una sensazione od una appartenenza ad esperienze culturali diverse.


Nella prima camera campione, contemporanea “kool”, il segno ricorrente è la X. Alla stregua delle pitture murali preistoriche, in cui segni come la svastica o il ghirigoro ricorrevano in modo quasi eccessivo, ritroviamo la X sotto varie forme: ora elemento decorativo in uno spazio “minimal white” in forme morbide e arrotondate, ora suggestivo corpo illuminante.
Il colore viola “cappero maturo”, altro elemento distintivo della camera “kool”, diventa una pennellata alla Pollock : sulla coperta del letto, sui piani di appoggio , sulla poltrona relax . Un colore forte, deciso e, anche in questo caso, primitivo.


Per la camera “mood” il segno ricorrente è questa volta di tipo rinascimentale: il motivo vegetale della pigna, della melograna , del fiore di cardo, che ha riscontrato una fortuna incondizionata dalla seconda metà del quattrocento sino ai primi del cinquecento, si ritrova come segno decorativo anche nella camera minimal classic. E’ lo stesso motivo della pigna sull’abito indossato da Eleonora da Toledo nel celebre ritratto del Bronzino (1545 ca.), dove il disegno assume, in alcune parti, dimensioni sempre maggiori con gigantismi di fantasia tipici del Manierismo. Nella camera “mood” lo stesso simbolo viene reinterpretato, dilatandolo sempre più, nelle mattonelle che decorano le pareti del bagno, nel decoro che corre al lato dello specchio, sulla stoffa che copre la poltrona relax, sulla testata del letto.
Ancora bianco assoluto per le pareti e i contenitori, in modo che il colore “verde giada” trovi spazio negli elementi decorati per accentuare la sensazione di naturalismo e di tranquillità.


Due camere dove regnano l’astrazione e la “ritmica” della grafica, la sequenza di specchi ripetuti, i blocchi di colori in combinazione, le superfici lucide/opache, i disegni geometrici/floreali che seguono la nuova tendenza moda Art&Abstraction.

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