17 febbraio 2011

PROTAGONISTI | Italiani all'estero, Rebecca Benjamin Salvadori

Cosa vuol dire essere una video-artista oggi? Parliamone con Rebecca Benjamin Salvadori, giovane video maker 25enne originaria di Cerreto Guidi (Fi) attualmente residente a Londra per il MA Screen and Film Studies, presso il noto Goldsmiths College. Rebecca dopo la laurea triennale allo I.U.A.V. Di Venezia in Visual and Performing Arts e´ vissuta a Berlino per 3 anni dove ha intrapreso varie collaborazioni e progetti tra cui “Bösediva Theater aus Berlin“; video musicali per vari artisti nel jet set elettronico- sperimentale del momento.
D: Quanto e´ servita la tua formazione universitaria per la tua attivita´?
R: E’ stata sicuramente fondamentale. Lo I.U.A.V di Venezia mi ha permesso di prendere atto dei diversi ambiti del creativo in modo da formare una direzione di ricerca.Il MA della Goldsmiths, invece, mi sta aiutando ad avere una maggiore consapevolezza dei sistemi e delle responsabilità che si portano quando si ha a che fare con la cultura.
D: Come mai hai scelto Berlino come citta´ in cui sviluppare le tue fondamenta lavorative? L´hai trovata una città determinante per la tua formazione artistica/lavorativa?
R: Dopo essermi laureata nel 2007 con tesi Studi sul video musicale, ho sentito la necessità di mettermi alla prova concretamente. Le mie origini sono in parte tedesche e Berlino é sicuramente un luogo in cui la sperimentazione é pericolosamente libera dai vincoli delle classificazioni e per questo estremamente intrigante. Si, penso sia stata determinante perché mi ha permesso di credermi libera nelle mie scelte.
D: Quale strumentazione usi per le tue riprese?
R: Ho iniziato 7 anni fa con una Sony Cybershot 3.1 che registrava piccoli video di 10 secondi al massimo senza audio che montavo e rielaboravo affascinata principalmente dagli errori di compressione. Da 4 anni a questa parte uso invece la Canon G9 che ha una qualità video non HD con cui ho un affinità speciale.
D: Che tipo di video-maker ti definisci?
R: La mia posizione é in continua trasformazione ma contiene dei punti stabili legati alla tradizione che ruota intorno al digitale. Mi trovo solidale alla definizione dei pionieri video Steina e Woody Vasulka che si vedono come philosophes della pratica ovvero figure mosse da spirito di ricerca che si esprimono attraverso una costante pratica legata all’ interazione con le macchine. “machine as teachers”.
D: In che ambito vorresti concentrarti ora e in futuro per i tuoi lavori?
R: Per ora mi sto concentrando su diversi video musicali nati da collaborazioni berlinesi e sulla finalizzazione del mio primo documentario sul jazzista Andre Vida.
In futuro vorrei riuscire a sviluppare un linguaggio audiovisivo talmente corretto da essere inserito da altre persone in una categoria piuttosto che in un altra.
D: Se devi scegliere una città in cui poter lavorare, dopo la tua esperienza a Londra, quale scegli?
R: Sono molto affascinata dai posti freddi. Mi piacerebbe fare un esperienza a Reykjavik in Islanda.
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2 commenti :

  1. emigrare emigrare emigrare....sembra uno status naturale ahimè

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