26 luglio 2011

EVENTI | What a wonderful breakfast

Un invito postato sul mio profilo Facebook.


Evento: Wonder Breakfast Farewell Party.
Luogo: Cubo in via della Moscova, 28 a Milano.
Decido di farci un salto.
Appena arrivo, l’atmosfera appare piacevole, c’è chi beve birra, chi uno spritz e chi di tanto in tanto rivolge lo sguardo verso un grande schermo che proietta immagini del progetto Wonder Breakfast: workshop realizzato da ventuno studenti di architettura provenienti dal New Jersey Institute of Technology di Newark, in collaborazione con alcuni giovani designer dell’istituto NABA di Milano. Il gruppo è in Italia per una vacanza-studio finalizzata all’osservazione, riflessione e discussione sugli aspetti tradizionali di una prima colazione italiana consumata in un qualsiasi bar della penisola, e farà tappa, dopo Milano, anche a Roma e a Siena.
Wonder Breakfast gioca sul rovesciamento delle aspettative visive e gustative, introducendo nuovi rituali e modalità di relazioni sociali. Il risultato è una performance che suggerisce un’idea internazionale e contemporanea di prima colazione. Ma in che modo? Voglio saperne di più. Incontro Matthew, giovanissimo studente americano, dai grandi occhiali neri e dall’aria un pò naïf, che mi racconta tutto sul suo primo workshop.

Da dove nasce l’idea del progetto Wonder Breakfast e in che modo si è sviluppata?
Wonder Breakfast nasce da un’indagine sulla cultura italiana e più precisamente sugli aspetti tipici della vostra prima colazione. Questa settimana trascorsa a Milano ci ha permesso di osservare riti e relazioni sociali che avvengono durante questo particolare momento della giornata. Il materiale raccolto è stato documentato attraverso video, foto, interviste. All’osservazione poi è seguita una discussione aperta in cui abbiamo scoperto che in Italia la prima colazione rappresenta una vera e propria istituzione culturale. Partendo da qui abbiamo sviluppato il nostro concept confrontando le abitudini italiane con quelle americane, sovvertendo luoghi comuni di entrambe le culture e rovesciando le aspettative degli ospiti selezionati per sperimentare l’essenza del progetto.

Come avete sovvertito il rito della prima colazione?
Prima di tutto gli “strumenti” della colazione sono stati invertiti: il piano del tavolo, sorretto da una base non molto alta, si è trasformato in uno spazio riservato a più sedute, mentre le sedie imbandite hanno sostituito la funzione del tavolo. Anche il modo di servire ai “tavoli” è cambiato: il servizio è stato eseguito dagli studenti con estrema precisione quasi come seguisse una ferrea disciplina militare. È stato fondamentale mantenere le distanze dagli ospiti per evitare di dare suggerimenti su come dovessero agire e interagire durante la sperimentazione. Infine il menù, suddiviso in una portata italiana e una americana, è stato completamente stravolto: i piatti non erano quello che sembravano, il dolce è diventato salato e così viceversa.

La prima cosa che mi sono chiesta, osservando la sperimentazione, è se possiamo etichettarla come design. Proviamo a includere Wonder Breakfast in una categoria. Che nome le daresti?
Credo che sia più una performance di communication design. Questo concetto per noi rappresenta l’osservazione dell’atto comunicativo - non necessariamente verbale - che si esprime in uno specifico ambiente culturale. Il nostro intento è quindi quello di analizzare il processo di comunicazione di una cultura individuale in rapporto con un’altra cercando di ridisegnare l’interazione tra le due. Non abbiamo la presunzione di cambiare il processo comunicativo tra realtà così diverse tra loro, vogliamo solo sperimentare questo stravolgimento per comprendere meglio entrambe.
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1 commento :

  1. che cosa strana ma sicuramente interessante...vi seguo molto volentieri su fb, passate a dare un'occhio:

    http://lensanythingelse.blogspot.com/

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