4 agosto 2011

WHO ARE YOU | Pasquale Maria Salerno, esprimere se stessi in ciò che si fa

Mi presento, sono Pasquale Maria Salerno. Nato a Lanciano, in Abruzzo, mi sono trasferito a Firenze dall'età di 18 anni, dove ho studiato da filologo classico. Ho poi provato a fuggire all'estero un paio di volte, ma questa noiosissima città deve avere un qualche soprannaturale magnetismo su di me, perché alla fine torno sempre qui.
Ho fatto il fotoreporter professionista per alcuni anni, poi sono passato per breve tempo alla moda, poi ho lasciato perdere la fotografia e mi sono messo a fare lo studioso – ma si sa, di questi tempi la cosa ha poco senso, est-ce pas?... - e poi sono passato ad occuparmi di mille altre cose... Sono comunque tornato alle foto da 7 anni ormai, permettendomi però il lusso di fare solo le foto che piacciono a me, e solo in pellicola, possibilmente in b&w, magari stampandole anche in camera oscura.

• La prima cosa a cui pensi appena sveglio?
Al caffé.

• Di cosa hai una scorta?
Sigarette e rullini.
• Una parola o un'espressione che ami? E una che odi?
Amo una frase attribuita a Helmut Newton, che in realtà citava ed ampliava Picasso: “In my vocabulary there are only two bad words: art and good taste”.
Non ci sono parole o espressioni che io odi particolarmente... Diciamo che in generale odio l'approssimazione e la sciatteria.

• Di cosa hai bisogno per essere felice?
Mia moglie, un sorriso, una finestra per guardare fuori. Ho poche pretese.

• In questo mondo le persone si dividono in?
Intelligenti e stupide.
• Un politico, una popstar o un artista che ammiri particolarmente vari motivi?
Marcel Duchamp: il più grande truffatore della post-modernità.
Credo che le popstar siano sopravvalutate, e poi non ho più l'età per ammirarne. Credo che in Italia i politici in realtà non siano mai esistiti, e men che meno in questi duri giorni: se ci fossero stati, non saremmo al punto in cui siamo, davvero.

• Il luogo più importante di casa tua?
La cucina.

• Tre posti dove dove non sei mai stato e che vorresti vedere?
L'Australia, la Russia e Rio de Janeiro.
• Pensando all'Italia, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Profonda pena e irrimediabile sconforto. Odio gli sprechi quando non comportano un diffuso divertimento: e mi pare che non ci sia tanta gente che si diverta, di questi tempi.

• Quale città d'Italia ti attrae per il suo ambiente creativo?
Perché, esiste una città d'Italia che abbia un ambiente creativo?!?

• Cosa volevi fare a 14 anni?
L'astronomo.
• Cosa non indosseresti mai?
Una felpa con cappuccio.

• Che cos'è per te la creatività?
La capacità di esprimere se stessi in ciò che si fa: ciò implica un buon rapporto/sintonia con se stessi, cosa rarissima, data l'abitudine dominante all'imitazione e al farsi pecore con entusiasmo e trasporto.

• Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
Dalle cose che mi piacciono: libri, musica, vecchi film, vecchie foto...
• Che definizione hai per la fotografia?
Uno strumento d'espressione e di comunicazione morto quando hanno cominciato a vendere macchine fotografiche digitali a chiunque.

• Che cos'è per te il lusso?
Poter fare quel che ci fa star bene ed essere quel che si è davvero.

• Un film recente che ti è piaciuto?
The Adjustment Bureau.
• L'ultimo libro letto?
Un marziano a Roma di Ennio Flaiano. (Valgono i fumetti? Perché in tal caso starei ripassandomi i fumetti di Valentina di Crepax.)

• Una colonna sonora delle tue giornate?
Per lo più la radio, tipicamente radio24, ma solo in macchina oppure mentre sviluppo e stampo.

• Un sito che tutti dovrebbero visitare?
Ma che siti e siti: libri, mostre, bei posti... Bisogna uscire, leggere, guardare, incontrare... La vita reale, altro che il web!
• Cosa o chi consideri sopravvalutato oggi?
Il social networking: davvero qualcuno pensa che sia qualcosa di più che un grande mercato?

• Con chi ti piacerebbe lavorare?
Con un sacco di gente che purtroppo è morta: a caso ti direi Sergio Leone, Helmut Newton, Michelangelo Antonioni... Ma mica necessariamente lavorarci!
Mi basterebbe anche solo portare loro un caffé mentre sono al lavoro, e restare una mezz'oretta a guardarli: sarebbe impagabile!

• Cosa provi quando rivedi alcuni progetti di due o tre anni fa?
Niente, anche perché sono sempre piuttosto concentrato sul presente.
• L'ultima cosa che fai prima di dormire?
Spengo la luce.

• Progetti per il futuro?
Una collaborazione con una attrice-stilista francese a Parigi.

• Link dove è possibile vedere quello che fai o dove seguirti?
Il mio sito web www.impossiblephotos.com è relativamente poco aggiornato, consiglierei eventualmente il tumblr impossiblephotos.tumblr.com oppure lo stream flickr www.flickr.com/papequito.
• Una frase o un pensiero per concludere l'intervista?
Ricordo una frase nel film Casinò di Martin Scorsese: mi pare fosse De Niro, che diceva ad un certo punto “Ci sono tre modi di fare le cose: il modo giusto, il modo sbagliato e a mio modo!”
E ne vale sempre la pena :)
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3 commenti :

  1. Ciaooo! Per partecipare alla "YELLOW COMPETITION" hai 1 settimana di tempo per mandare alla mia e-mail anna.bnf@hotmail.it un tuo outfit con elementi gialli. Pubblicherò un post con tutte le vostre foto e il vincitore sarà deciso dai commenti. Premio a sorpresa :)
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    The yellow ball

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  2. bellissima intervista! cinico e disilluso al punto giusto,mi piace il suo pensiero..!

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