4 settembre 2011

INTERVISTA | Cristina Battaglini, la società fabbrica tipi umani così come fabbrica tipi di scarpe

Chi c'è dietro il tuo blog? Chi sei/siete?
Il mio blog non parla di moda, ma di poesia e la poesia è vita e la vita poesia. Non mi piace parlare di moda come tendenza, mi interessa più l'aspetto espressivo del vestirsi, la scelta di come un individuo decide di mostrarsi all'esterno. Non mi interessano le tendenze del momento. Mi piace però ritrarre la gente, quello si. Colloboro con vari blog di amici a cui mando foto di personaggi curiosi incontrati vagando qua e là per l'europa. L'importante è osservare. Attualmente sono in cerca di un senso della vita. Torno da due anni vissuti all'estero, un anno a Bonn per studio e anno a Graz per lavoro. Mi occupo di diverse cose tra cui la scrittura giornalistica, insegnamento di lingua italiana agli stranieri e da poco agente d'arte.

Da quanto tempo ti interessi di moda?
Non mi interesso di moda. La moda si crea, non si segue. La moda è prima di tutto creatività e linguaggio espressivo. La gente più interessante che ho conosciuto se ne fregava della moda.

Perché nelle donne c'è tutto questo amore per le scarpe?
Perchè siamo feticiste vuoi dire? Non so, ma adoro gli uomini che sanno scegliersi belle scarpe: individuo l'uomo dalla scarpa che indossa, me ne faccio subito un'idea. Per alcune donne è veramente una mania incontrollabile. Io credo che dipenda dal sentirsi autonome, non so ma ho sempre avuto questa idea: una donna si senta veramente auto-appagata comprandosi, sopratutto da sola, un bel paio di scarpe tanto desiderato.

Qual è il tuo modello preferito e perché?
Ballerine per la comodità e l'eleganza evergreen; stivali/stivaletti rigorosamente vintage e da quando ho vissuto a Graz mi è nata una passione smisurata per le sneaker: l'ultime aquistate una serie limitata della Lacoste "Married to the Mob".

Preferisci possedere tante paia di scarpe a un prezzo basso a discapito della qualità variando spesso oppure poche e di qualità pregiata?
Conosci il detto poche ma buone?! Ci credo fermanente, ma a volte, a seconda dei periodi e a seconda di dove mi trovo, appena trovo un modellino che mi piace e di quelle - come le chiamo io - "usa e getta" soddisfano le mie voglie, le compro senza pensarci.

Quali sono le caratteristiche che valuti nella scelta delle scarpe?
Sono troppo poco valutativa. E' importante comunque la scelta del materiale.

Che rapporto c'è tra scarpa e umore?
Se sei nervosa non mettere i tacchi!

Hai un colore che compare più frequentemente nella tua scarpiera?
Rosso.

Qual è il valore aggiunto che percepisci nelle calzature italiane?
Le rifinitura.

È possibile esprimere la sensualità attraverso le scarpe? In che modo?
Essere a proprio agio.

Con quale criterio scegli le scarpe adatte ai tuoi outfit?
Dissacrante. La scarpa giusta al momento giusto ha annoiato. Ci vuole il contrasto, sempre, come nella vita.

Ti viene in mente qualche altro settore legato alla creatività (musica, fumetti, letteratura, cinema, design...) in cui le scarpe hanno un ruolo importante?
Design sicuramente ma anche nella grafica e nella pubblicità.

Quale sarà la tua prossima calzature oppure una tendenza futura che prevedi?
Tutti scalzi!

Link dove è possibile seguirti?
www.violentaestpoesia.tumblr.com
www.flickr.com/photos/ladycri.com

Un pensiero sulle calzature per concludere l'intervista?
“Si può dire che la maggior parte degli uomini diventano come la società desidera che essi siano per avere successo. La società fabbrica tipi umani così come fabbrica tipi di scarpe o di vestiti o di automobili: merci di cui esiste una domanda. E già da bambino l'uomo impara quale sia il tipo più richiesto”. Erich Fromm.
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