2 settembre 2011

INTERVISTA | Elisabetta Tiengo, la scarpa è amore

Chi c'è dietro il tuo blog? Chi sei/siete?
Mi chiamo Elisabetta Tiengo, sono una Piemontese doc, nell’animo e nel modo di concepire lo stile, l’eleganza e la moda. Per necessità lavorativa, però, vivo anzi sopravvivo a Milano da sei anni, dove svolgo il mio lavoro… la giornalista di moda, viaggi e bellezza. Per fortuna i miei interessi combaciano con il mio lavoro, così tutto è più facile da gestire. Il lavoro del giornalista è fatto di orari estremamente flessibili, d’improvvisi appuntamenti e di continui aggiornamenti per non uscire “fuori dal mondo della moda”. Per svolgere bene questo mestiere è importante non diventarne schiavi, ma avere sempre uno sguardo attento e distaccato, su cos’è la vera eleganza, su cosa poi vedremo veramente addosso alle persone, su cosa è moda, arte o cattivo gusto. Poi, mai prendersi troppo sul serio! Questa moda delle giornaliste isteriche che corrono con i tacchi a spillo da una sfilata all’altra vestite come soubrette (tanto marcata dal film “Il diavolo veste Prada”) dà di noi un’immagine poco professionale. L’importante è essere presente a una sfilata e non far vedere di esserci.

Da quanto tempo ti interessi di moda?
Da sempre! Sono cresciuta in una famiglia in cui gli abiti e la loro costruzione avveniva quotidianamente. La mia mamma si occupava di insegnare taglio e cucito in una scuola molto importante, una di quelle scuole di arti e mestieri che adesso non esistono più. Lì su enormi tavoloni in legno, ho imparato ha capire come si costruisce una giacca sartoriale, una gonna, una camicia, ho imparato a conoscere i nomi e la consistenza delle stoffe e delle trame. Lì ho cucito i miei primi bottoni, le cerniere e ho imparato a vedere i difetti di un capo cucito o tagliato male.

Perché nelle donne c'è tutto questo amore per le scarpe?
Le calzature sono una parte del corpo della donna, un vero e proprio prolungamento. Camminare su stiletti altissimi fa assumere un’andatura quasi barcollante, sculettante e sexy, ci fa sentire guardate, ammirate, desiderate.

Qual è il tuo modello preferito e perché?
Senza neanche dirlo, non possiedo scarpe da ginnastica. Sono sgraziate, poco femminili e non le indosso mai; se devo fare attività fisica, preferisco farla scalza in casa e non con quelle specie di calzature che per me uccidono ogni fantasia. Ovviamente questo “disprezzo”, va di pari passo ad un amore sviscerale per le scarpe dai tacchi vertiginosi, con plateau ovviamente, per essere più “comoda”.

Preferisci possedere tante paia di scarpe a un prezzo basso a discapito della qualità variando spesso oppure poche e di qualità pregiata?
Qualità sempre e su tutto! Sia nelle scarpe che nell’abbigliamento che nella vita di tutti i giorni. Perché comprare otto paia di scarpe in plastica, di pessima qualità, che durano una stagione e mettono a dura prova i nostri piedi, la nostra stabilità e la nostra colonna vertebrale, per il solo gusto di cambiarle ad ogni look? No, se una scarpa è bella e raffinata, si adatta ad ogni occasione, un matrimonio, un aperitivo, un’uscita serale. Non è necessario possedere mille paia di scarpe, ma a seconda della stagione e delle effettive necessità, ne bastano tre, investendo sempre in prodotti di qualità, possibilmente made in Italy. Una ballerina bassa per tutti i giorni e per quando si corre a fare la spesa, una décolleté comoda, di colore neutro e dal tacco medio, per l’ufficio e una scarpa sexy e femminile per la sera e le occasioni più glam con il proprio fidanzato o marito.

Quali sono le caratteristiche che valuti nella scelta delle scarpe?
L’armonia e i materiali. La scarpa è amore, ti deve colpire, la devi sentire tua dal primo momento in cui la vedi poi, osservandola ne valuto la qualità, lo stile, l’originalità, la portabilità e l’eleganza, da lì a poco se soddisfa tutti questi requisiti diventa mia.

Che rapporto c'è tra scarpa e umore?
Personalmente spesso mi trovo ad abbinare gli abiti alla calzatura che ho deciso di mettere e non viceversa. Se sono amareggiata difficilmente indosso un tacco 12, non riuscirei a sentirmi a mio agio, meglio una più semplice ballerina ultra flat…ma con in borsa un tacco, perché l’umore potrebbe sempre cambiare.

Hai un colore che compare più frequentemente nella tua scarpiera?
I colori neutri per l’estate il nero per l’inverno, più semplice di così!

Qual è il valore aggiunto che percepisci nelle calzature italiane?
L’alta qualità dei materiali. Sono calzature indistruttibili il cui stile è intramontabile, pensiamo solo a Ferragamo, una sua décolleté dura una vita e si abbina con tutto.

Con quale criterio scegli le scarpe adatte ai tuoi outfit?
Spesso è l’outfit si adatta alla scarpa e non viceversa, se desidero mettermi quel paio di scarpe, le indosso e poi vi abbino il jeans, la maglia, la camicia e gli accessori.

Ti viene in mente qualche altro settore legato alla creatività (musica, fumetti, letteratura, cinema, design...) in cui le scarpe hanno un ruolo importante?
L’arte, il design pensiamo alla famosa poltrona multicolor, alla vasca da bagno proposta da Sicis, alla scarpa rossa scarlatta tempestata di strass che nasconde un simpatico telefono tutto a forma di scarpa femminile.

Quale sarà la tua prossima calzature oppure una tendenza futura che prevedi?
La scarpa è amore, e conoscere il prossimo innamoramento è impossibile da prevedere. Sicuramente la tendenza per l’autunno-inverno 2011-12 vede il ritorno dei boots femminili tempestati di borchie (da me non molto amati) e delle adorabili pump.

Link dove è possibile seguirti?
www.modaedonna.it
Su Facebook e su Twitter cercando: Modaedonna.it

Un pensiero sulle calzature per concludere l'intervista?
Preferisco concludere prendendo in “prestito” una frase non mia ma che condensa perfettamente ciò che penso sulle calzature: “Le scarpe sono i totem della libidine incorporea. Zucchero per gli occhi, poesia per i piedi. Rappresentano tutto ciò che le donne desiderano da sempre” (Mimi Pond, sceneggiatrice)
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1 commento :

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