1 settembre 2011

INTERVISTA | Le frivolezze di B, esprimere la sensualità attraverso la scarpa

Chi c'è dietro il tuo blog? Chi sei/siete?
Sono entrata nella categoria di fashion blogger di striscio, quando avere un blog non voleva più dire semplicemente gestire uno spazio nel web in cui postare il proprio stile raccontato in autoscatti, del resto, quando ci penso, mi accorgo che la mia, classe 85, è una generazione che di striscio ha vissuto un pò tutto basti pensare ai favolosi anni 80. B sta per Babby, il soprannome con il quale tutti gli amici mi conoscono, nasco come decoratrice ma a parte qualche breve digressione come babysitter, maestra di doposcuola e scrittrice di brevi racconti mai pubblicati, ho scoperto il web 2.0 e in particolar modo i social media, ed è questo quello che faccio per pagare l'affitto, mentre per puro diletto gestisco le frivolezze di B che oggi si avvale di tanto in tanto della collaborazione di un'altra amica, Silvia. Le frivolezze sono cresciute tantissimo nell'ultimo anno e stanno per trasformarsi in un progetto più ampio che comprenderà altre passioni, come quella per i viaggi ma sempre in salsa low cost. Una volta un amico mi ha detto "quel blog sei proprio tu" perchè questo è quello che faccio e lo faccio con tanta passione.

Da quanto tempo ti interessi di moda? 
Mi interesso di moda da poco più di tre anni ma più che la moda in sè quello che mi affascina di questo grande meccanismo è lo shopping, l'atto ultimo del processo screativo, il fine per cui tutte le cose girano in un certo modo. Non riesco ad immaginare la mia vita senza le metodiche scorribande negli shop più nascosti, a caccia del pezzo raro e a buon prezzo, mi piace scegliere solo quello che mi rende felice, non necessariamente quello che fa tendenza.

Perché nelle donne c'è tutto questo amore per le scarpe?
Nelle donne la passione per le scarpe è un qualcosa di razionalmente inspiegabile, a volte neanche io riesco a rendermi conto di come sia potuto accadere che dieci minuti prima esco di casa dicendo a me stessa che questo mese sono al verde e dieci più tardi improvvisamente mi trovo alla cassa di un negozio nel gesto di consegnare la mia Visa. In quei 10 minuti che precedono l'acquisto c'è il vuoto, non ricordo neanche come sono arrivata al negozio.

Qual è il tuo modello preferito e perché?
Sono una fanatica dei vintage ankle boots, scarponcini principalmente bassi, very british rigorosamente con i lacci. I miei preferiti sono quelli alla caviglia, di recente sono stata a Berlino e lì sono davvero un must-have.

Preferisci possedere tante paia di scarpe a un prezzo basso a discapito della qualità variando spesso oppure poche e di qualità pregiata? 
Non ho un modus operandi ben definito, ancora non mi posso definire una compulsivo-ossessiva quindi in linea di massima la scelta è dettata dal colpo di fulmine. Più che con gli uomini con le scarpe ho una specie di rapporto amoroso che mi spinge a scegliere non in base al prezzo ma alla sensazione a pelle. Cerco di tenermi sulla fascia low cost ma come tutte anche io ho avuto i miei attacchi di follia e sperperato l'intero stipendio di un mese in un solo paio di scarpe.

Quali sono le caratteristiche che valuti nella scelta delle scarpe?
Principalmente il materiale. Per quanto possa essere una discepola del low cost non mi sento a mio agio se indosso un paio di scarpe confezionate male o di materiale scadente.

Che rapporto c'è tra scarpa e umore?
Nessuno, l'unico rapporto che riesco ad immaginare è tra la scarpa e le aspettative. Intendo dire che quando scelgo una scarpa non è il mio umore a decretare la prescelta ma le aspettative che mi sono posta di soddisfare, in questa logica se indosso un tacco non mi aspetto di uscire in bicicletta e così via.

Hai un colore che compare più frequentemente nella tua scarpiera? 
Ne ho diversi che compaiono frequentemente, ma nello specifico non ho un numero 23 per le scarpe, avete presente quella storia del numero 23 che si ripete in tutte le cose no?

Qual è il valore aggiunto che percepisci nelle calzature italiane? 
Il fatto stesso che siano di produzione made in Italy. In generale però non ho grandi limiti in fatto di confini territoriali, anche perchè spessissimo acquisto via internet. Credo che il made in Italy e il made in England siano due principali caratteristiche di qualità quasi allo stesso livello. Ma non sono affidabile al 100% la mia passione per le scarpe di fattura inglese è ben nota, specie a chi segue il mio blog.

È possibile esprimere la sensualità attraverso le scarpe? In che modo? 
La sensualità è una dote innata e come tutte le doti spontanee non può essere controllata, chi ha la fortuna di esserlo può esprimerlo anche attraverso la scarpa qualunque essa sia.

Con quale criterio scegli le scarpe adatte ai tuoi outfit?
Di norma cerco di mantenermi per quanto possibile sul non scontato. Mi piace dare un pizzico nell'occhio puntando solo su determinati particolari. Mi piace sdrammatizzare e rendere tutto meno noioso, anche quando vado a lavoro.

Ti viene in mente qualche altro settore legato alla creatività (musica, fumetti, letteratura, cinema, design...) in cui le scarpe hanno un ruolo importante?
Nel cinema assolutamente. Credo che la scelta di un ottimo stylist sia fondamentale.

Quale sarà la tua prossima calzatura oppure una tendenza futura che prevedi?
Mi vedo costretta a ripetermi, vintage ankle boots, Berlino docet.

Link dove è possibile seguirti?
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Un pensiero sulle calzature per concludere l'intervista?
E' d'obbligo una citazione da Sex and the City: "Gli uomini sono come le scarpe col tacco... Ci sono quelli belli che fanno male, quelli che non ti piacciono fin dall'inizio, quelli irraggiungibili che non potranno mai essere tuoi, quelli che affascinano in partenza ma poi capisci che non sono niente di speciale... e infine quelli che non ti stancherai mai di avere con te..." questo è il motivo principale per il quale gli uomini non capiranno mai cosa ci vediamo di tanto speciale in una scarpa.
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