5 settembre 2011

INTERVISTA | Lorenza Matarazzo: "La scarpa può essere un oggetto meraviglioso e perfetto"

Chi c'è dietro il tuo blog? Chi sei/siete?
Beh, il mio nome è Lorenza Matarazzo, sono nata e da sempre vivo a Milano. Dopo alcune esperienze nel mondo della fotografia, da qualche anno lavoro come account manager (Sì, se non si fosse capito non sono proprio una “sgarzulina”... ma passiamo oltre)... Il blog, “last minute change” è nato da poco e posso dire in tutta onestà, un po’ per gioco e un po’ per curiosità... Devo applicarmi di più, ma ora sono evidentemente “costretta a prendermi un impegno”! Vedremo cosa riuscirò a combinare... Mi chiedete qual è il mio stile? Wow... Tutti e nessuno... Però ammetto una costante... Sono piuttosto easy bon ton… Sì potrà dire? La conseguenza è che, a seconda dell’umore e mio malgrado, dell’agenda, eccedo con dei picchi diciamo “gipsy”... E gipsy non sta per gitano quanto per zingaresco!

Da quanto tempo ti interessi di moda?
Diciamo serenamente che non ricordo il giorno in cui io non mi sia interessata di moda… Sin da piccola sono sempre stata mossa da passione incontrollabile… E oggi, per lavoro, ho la fortuna sfacciata di poter essere quotidianamente a contatto con alcune maison Italiane… Priceless!

Perché nelle donne c'è tutto questo amore per le scarpe?
Credo che le ragioni siano tante e soggettive, certamente però, la scarpa può essere un oggetto meraviglioso, persino perfetto... Nel design, nei materiali... Nel colore... E cosa c’è di più appagante che avere addosso qualcosa di bello? In secondo luogo sono indispensabili, sia perché evidentemente non possiamo andare in giro scalzi, ma soprattutto, possono accompagnarci in ogni situazione facendoci sentire adeguate... A volte desiderabili... Mi sembrano tutte ottime motivazioni per amare le scarpe, no?

Qual è il tuo modello preferito e perché?
Se parliamo di autunno/inverno non posso non pensare ad uno stivale senza tacco, morbido, sobrio... E per quanto mi riguarda rigorosamente nero... Direi da cavallo, ma anche un genere “biker soft”... Per l’estate invece, è tutta un’altra faccenda... Impazzisco per le ballerine bicolori tanto quanto per sandali vertiginosi... Qui una preferenza non ce l’ho...

Preferisci possedere tante paia di scarpe a un prezzo basso a discapito della qualità variando spesso oppure poche e di qualità pregiata?
Cavolo... Qui finiamo sulla psicologia… In realtà ho un approccio dr. Jeckyll e Mr Hyde... Alcuni giorni mi sento molto Jeckyll e razionalmente mi convinco ed induco ad uno shopping “economicamente morigerato”, che riempia però un ripiano della scarpiera... E questo si chiama equilibrio... Altri giorni, quando l’equilibrio è in vacanza e prevale il non senso, arriva Mr Hyde e sono dolori... Quindi, alla fine, per rispondere in modo onesto, finisco sempre con l’avere tanto di tutto.

Quali sono le caratteristiche che valuti nella scelta delle scarpe?
Sono antica probabilmente, ma sicuramente parto dall’Italianità. Con orgoglio patriottico e soddisfazione immensa, adoro vedere il tag “made in Italy” su tutte le suole delle più blasonate maison di scarpe e non (a cominciare da quelle francesi… Ops, forse dirlo è eccessivo… Pazienza! Sicuramente per questo non c’è la scomunica!) e di borse aggiungo... Ma questo è un altro capitolo...

Che rapporto c'è tra scarpa e umore?
Personalmente lo vedo come un rapporto inscindibile... Mistico e persino analitico... Qualunque donna conosce se stessa nel profondo e qualunque donna litiga con lo specchio almeno un paio di mattine a settimana, viene piantata in asso da un bifolco etc, etc etc...  Per questo sa sempre qual è il paio giusto per l’uno o l’altro umore... Ovviamente questo non c’entra con le questioni di stile e quindi non fa testo se, passeggiando per le vie delle nostre città, capita di vedere “strazi cromatici” ed abbinamenti improbabili... In ultimo, credo che la calzatura sia a tutti gli effetti specchio e manifesto della nostra emotività... Direi persino comunicazione… A volte per capire lo stato d’animo di una donna, basta guardare il look e soprattutto le scarpe... Spesso sanno essere più eloquenti dell’aptica!

Hai un colore che compare più frequentemente nella tua scarpiera?
Assolutamente il nero… Che noiosa penserete… Sì è vero!

Qual è il valore aggiunto che percepisci nelle calzature italiane?
Che bella domanda, ero qui ad aspettarla! Beh, la qualità senza dubbio! Non abbiamo eguali in questo… E per qualità intendo di materiali e finiture, di creatività, di cura del dettaglio… Sì, il made in Italy nella calzatura ritengo sia questo.

È possibile esprimere la sensualità attraverso le scarpe? In che modo?
E come potrei dire di no? L’iconografia della donna sexy universalmente riconosciuta prevede la presenza del tacco a spillo… Poi personalmente credo che spesso possa essere più seducente un paio di all star, ma sempre di scarpe si tratta!

Con quale criterio scegli le scarpe adatte ai tuoi outfit?
Sarò ripetitiva temo… Ma umore e agenda dettano legge.

Ti viene in mente qualche altro settore legato alla creatività (musica, fumetti, letteratura, cinema, design...) in cui le scarpe hanno un ruolo importante?
Beh in questa lista non vedo la fotografia… Ma è piuttosto scontato! Penso però che la risposta che sento di più sia “La vita”… creatività pura.

Quale sarà la tua prossima calzature oppure una tendenza futura che prevedi?
Beh, la mia prossima calzatura è già diventata passato prossimo… Giusto oggi ho comprato un paio di bikers alti sino a metà polpaccio in pelle matelasse nera… Sì lo so, effetto “sega gamba”… Ma sono degli oggetti bellissimi e, alla peggio, li userò come ferma libri sulle mensole del salotto! Nuove tendenze? Credo che sulle prossime passerelle di Milano Moda Donna spring/summer vedremo ancora open toe, plateau e sandali a listini, mi aspetto più che altro una rivoluzione nei colori.. Un po’ come è per le collezioni fall winter oggi in vetrina.

Link dove è possibile seguirti?
Mi trovate su linkedin, su facebook e sul blog ovviamente… Last-minute change.blogspot.com

Un pensiero sulle calzature per concludere l'intervista?
Direi proprio che non sono mai abbastanza!

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