3 settembre 2011

INTERVISTA | ModainSegniBlog, il rapporto scarpa-piede è un rapporto sessuale

Chi c'è dietro il tuo blog? Chi sei/siete?
Dietro a ModainSegniBLOG c’è Dudù Della Moda… uno pseudonimo nato per caso per creare un’identità virtuale che poi, in fin dei conti, è perfettamente aderente alla mia. Molto critico ed impulsivo, senza uno stile preciso (se non quello di reinterpretare il sobrio), ho una formazione artistica costruita con una specializzazione nell’ambito del circuito dell’Accademia di Belle Arti. Mi muovo tra la fotografia e l’arte contemporanea… la pittura e la moda.
Da quanto tempo ti interessi di moda?
Di moda mi interesso da molto tempo… sin da adolescente ho seguito con interesse Valentino, Gianni Versace… e mi sono interessato moltissimo dell’archivio Balenciaga (ben celebrato oggi dal genio di Ghesquière) che possono definirsi, in breve, i costruttori del sapere odierno del mondo della moda.

Perché nelle donne c'è tutto questo amore per le scarpe?
La scarpa è un accessorio importantissimo del guardaroba. La scarpa è l’elemento che dà il senso di lettura all’outfit: una stringata ad esempio può conferire a un abito romantico di voile un’accezione più intellettuale… cosa che nessun altro accessorio è in grado di fare. La scarpa così può trasformare un guardaroba in infinitissime possibilità di lettura.

Qual è il tuo modello preferito e perché?
Io adoro la scarpa maschile… soprattutto su una donna… la rende più intensa, meno fragile. In genere preferisco la flat shoes al tacco romantico. Se di tacco si deve trattare lo preferisco in versione toy… banana… mai banale.

Preferisci possedere tante paia di scarpe a un prezzo basso a discapito della qualità variando spesso oppure poche e di qualità pregiata?
Come per ogni cosa credo nei contesti. Il guardaroba ha bisogno in generale di essere vario anche nella qualità… perché ogni contesto richiede un adattamento. L’adattamento è la prima forma d’intelligenza dell’uomo… l’ultima che dovrebbe essere dimenticata.

Quali sono le caratteristiche che valuti nella scelta delle scarpe?
Non amo molto le tendenze, preferisco che la scarpa sia eterna (Ferragamo era in grado di creare pezzi di design meravigliosi, sbozzati con un filo d’estro nell’eternità), senza sbavature: il solo guardarla deve comunicare sicurezza, eleganza, storia. Non disdegno però neanche le scelte “di stagione”, quelle dettate dalla moda, che poi la storicizzazione regala all’archivio che caratterizza un marchio, quelle soggette ad essere dimenticate la stagione successiva perché decisamente “out”.

Che rapporto c'è tra scarpa e umore?
L’umore più che alla scarpa è legato alla percezione che uno ha (in un determinato momento) di se stesso. Così sia una camicia che una scarpa riflettono l’umore e vi aderiscono… perché l’umore ha bisogno di una forma.
Hai un colore che compare più frequentemente nella tua scarpiera?
Nero e grigio… ma anche blu e verde.

Qual è il valore aggiunto che percepisci nelle calzature italiane?
Ora come ora non credo si possa parlare di valore italiano se non quando si parla di artigianalità, di made in Italy integrale. A livello di design si sono verificati moltissimi sincretismi nonostante alcuni modelli siano più richiesti in determinate zone del mondo anziché in altre (per questioni di gusto legate alla società o alla cultura). Esiste però un gusto tipicamente italiano, molto artigianale, che ci contraddistingue.

È possibile esprimere la sensualità attraverso le scarpe? In che modo?
Il rapporto scarpa-piede, lo sappiamo tutti, è un rapporto molto sessuale più che sensuale. Entrambi mimano segretamente un’unione sessuale sinuosa e silenziosa. Da qui l’universo del feticismo. Ogni scarpa è un grembo in cui cullare un piede… se il piede non è comodamente cullato, se la scarpa non è comoda e non è vissuta come un’estensione di sé, non potrà mai esprimere alcun tipo di sensualità.

Con quale criterio scegli le scarpe adatte ai tuoi outfit?
Non ho un criterio di scelta… proprio perché la maggior parte delle mie scarpe non è fortemente caratterizzata. Amo molto che la scarpa sia in equilibrio con il resto, spesso con un “non colore” (beige, grigio, greige) o che sia totalmente contrastante in un intelligente mix & match.

Ti viene in mente qualche altro settore legato alla creatività (musica, fumetti, letteratura, cinema, design...) in cui le scarpe hanno un ruolo importante?
Le scarpe hanno un ruolo importante ovunque… dal design (il packaging di molti profumi come quello di molte componenti d’arredo s’ispira alla scarpa) ai fumetti (come dimenticare le meravigliose decolleté rosa di Minnie)… dal cinema (il relativamente recente Kinky Boots ne regalava una deliziosa versione queer) alla letteratura (Heidegger con un paio di scarpe fissava i concetti dell’identità dell’arte per mezzo dell’essere mezzo del mezzo… la scarpità della scarpa così regalava l’essenza dell’opera d’arte attraverso una tela di Van Gogh che aveva come soggetto un paio di scarpe contadine sdrucite e logore dall’uso).

Quale sarà la tua prossima calzature oppure una tendenza futura che prevedi?
La tendenza futura sarà quella di non fare acquisti sbagliati… un paio di scarpe fatte bene sono un bene di lusso che, come una borsa, può passare da una generazione all’altra e diventare un meraviglioso vintage.

Link dove è possibile seguirti?
www.modainsegni.blogspot.com
www.facebook.com/dudu.dellamoda
http://dududellamoda.tumblr.com/
http://www.flickr.com/photos/41503116@N07/

Un pensiero sulle calzature per concludere l'intervista?
Scegliere una scarpa è, come dicevo prima, dare un senso al proprio guardaroba. Scarpa è identità. Non a caso in inglese per dire al posto suo (di lei) si dice “in her shoes”.

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