3 settembre 2011

INTERVISTA | Paola Granieri, cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe?

Chi c'è dietro il tuo blog? Chi sei/siete?
Dietro al mio blog ci sono proprio io, Paola Granieri, classe 1985, studentessa prossima alla laurea in design con diversi interessi, dalla cucina alla fotografia, dalla moda al fai da te, un po' sognatrice, un po' nerd  e un po' smanettona.
Mi sono aperta un blog sia perchè mi piace molto scrivere, sia perchè fondamentalmente non sono riuscita a diventare famosa come ragazza myspace e la cosa mi rode ancora un po' (ride).
Pensieri in Stand by è uno spazio un po' così, ibrido. Amo definirlo il taccuino dei miei esercizi di stile, un carnet che raccoglie un po' di affari miei, un po' di  quelli degli altri, un po' di quei racconti che sono troppo pigra per pubblicare in un libro vero, un pizzico della mia Firenze, le cose che faccio, la gente che vedo, i concerti a cui vado, gli estenuanti tentativi di fare i macaron, che qui non li vendono da nessuna parte, le cianfrusaglie che compro, gli stracci che mi metto addosso, ma soprattutto tutto quello che sia capace di emozionarmi.

Da quanto tempo ti interessi di moda? 
Da un po'. In casa mia le riviste non sono mai mancate, siamo quattro donne, e poi un po' per deformazione professionale. Ho fatto il liceo artistico e dopo mi sono iscritta alla facoltà di architettura. La linea di confine tra moda, arte, architettura e design è molto sottile, ma non sono una fissata, ne' mi definirei un'esperta, ho studiato troppo poco, mi affido più che altro al mio gusto personale. Però, da amatrice, dico che la gioia visiva di sfogliare un bel servizio di moda o di scoprire un blog che abbia una grafica curata o delle foto che siano belle davvero, è una cosa molto appagante.
Diciamo che "ci tengo" a vestire bene, che se c'è una cosa che odio è uscire di casa e vedere qualcuno che abbia il mio stesso vestito! Mi piace prendere spunto da cosa propongono gli stilisti per un'occasione speciale, pasticciare con la macchina da cucire che sto imparando ad usare...

Perché nelle donne c'è tutto questo amore per le scarpe?
Perchè è difficile che una scarpa ti stia male. Una bella scarpa può dare un senso anche all'abito più anonimo. Conoscevo una che diceva: "Datemi un paio di scarpe e conquisterò il mondo!". Ve la ricordate?

Qual è il tuo modello preferito e perché?
Tendo a portare scarpe basse, stringate, ballerine e stivali d'inverno ed espadrillas, sandali alla schiava o birkenstock (che hanno comunque il loro perchè) d'estate.
Menzione speciale anche per le Converse, per una questione affettiva.
Anche i tacchi non li disdegno, ma li indosso raramente per una questione di praticità, e poi perchè, avendoli portati poco, non è che abbia tutta questa dimestichezza. E francamente una ragazza che vuole mettere i tacchi a tutti i costi, ma cammina come un calciatore è proprio una cosa brutta da vedere.  Ecco perchè in  tal caso scelgo calzature con tacco largo e plateau e mai un tacco a spillo vertiginoso, che oltretutto rischio pure di rompermi una gamba!

Preferisci possedere tante paia di scarpe a un prezzo basso a discapito della qualità variando spesso oppure poche e di qualità pregiata? 
La scarpa cheap è da radiare dall'universo.  A patto che non lo sembri, ma è cosa rara.
Anche le nostre amiche socialites, da Alexa Chung a Olivia Palermo ci insegnano che sì, te lo puoi comprare l'abitino da cocktail da H&M, ma mica te lo metti con un paio di scarpe plasticose, che sembri una sciattona, Minimo te lo devi mettere con un paio di Louboutin. Che così ti fanno la foto sul tappeto rosso ti dicono pure che hai avuto l'occhio di aver saputo scegliere un vestito da sera in una catena low cost e che sei davvero una stilosa.
Ma io non faccio testo, sono di gusti abbastanza difficili e in genere mi piacciono scarpe troppo costose per le mie tasche. Questo è il motivo per cui ahimè, ne compro poche e ci metto secoli per trovarle.

Quali sono le caratteristiche che valuti nella scelta delle scarpe? 
Materiali, rifiniture e forma, che deve essere semplice, ma non banale. A sembrare uscita da una telenovela degli anni '70 è un attimo.

Che rapporto c'è tra scarpa e umore?
Un rapporto abbastanza stretto. Nella vita di tutti i giorni, come ho detto prima prediligo la praticità, è la sera che mi sbizzarrisco di più. L'importante è che mi senta a mio agio.

Hai un colore che compare più frequentemente nella tua scarpiera? 
Il nero, forse. Ma nel caso specifico del mio guardaroba posso dire che davvero va su tutto. E' un circolo vizioso e a volte tutto questo nero mi sta un po' stretto, ma quando faccio per comprare un  paio di un colore diverso penso: "E se poi mi viene a noia?" e allora rinuncio.

Qual è il valore aggiunto che percepisci nelle calzature italiane? 
Senza dubbio l'alta qualità, ma soprattutto il nostro immancabile estro, rinomato in tutto il mondo.

È possibile esprimere la sensualità attraverso le scarpe? In che modo? 
Come ho detto prima, non te li mettere i tacchi se non ci sai camminare. Si può essere sensuali anche con un paio di ciabatte ortopediche, se ci si sente sicure e a proprio agio.

Con quale criterio scegli le scarpe adatte ai tuoi outfit?
Di base, se indosso qualcosa di vistoso, preferisco una scarpa più semplice o viceversa.

Ti viene in mente qualche altro settore legato alla creatività (musica, fumetti, letteratura, cinema, design...) in cui le scarpe hanno un ruolo importante?
Spesso è proprio la scarpa di per sè ad essere considerata opera d'arte e quindi icona, pertanto in tutti settori elencati trova inevitabilmente un proprio spazio.
Parlando da aspirante designer, poi, non posso sottovalutare questo aspetto.
Prendiamo le Armadillo di Mcqueen oppure le creazioni di Julia Lundsten, meglio conosciuta tramite il suo brand Finsk: sono delle vere e proprie architetture da indossare. Anche Trippen propone alcuni modelli dal design molto interessante.

Quale sarà la tua prossima calzature oppure una tendenza futura che prevedi?
La stringata maschile sta diventando un accessorio irrinunciabile nel guardaroba di molte addicted. Io sono anni che vaglio la possibilità di comprare un paio di Clark's e poi rimando. Che sia la volta buona?

Link dove è possibile seguirti?
http://pensieriinstandby.blogspot.com/

Un pensiero sulle calzature per concludere l'intervista?
"Cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe?"
(Un verso di una canzone di Elio e le storie Tese, che si intitola appunto "Scarpe" e che a me ha sempre fatto sorridere, perchè la ritengo una frase assai vera: chi di noi non l'ha pensato, facendo l'acquisto perfetto, quello della vita?)
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