5 settembre 2011

INTERVISTA | Sara Gorini per Crocchette per cena, scarpe intercambiabili e che si adattano a qualsiasi outfit

Chi c'è dietro il tuo blog? Chi sei/siete?
Crocchette per cena nasce come una raccolta di ironiche pillole di saggezza e storie di una vita quotidiana noiosa passata sui pullman e sui treni.
Sara Gorini, classe 1988, è una cinica e asociale studentessa di moda, magra divoratrice di dolci fidanzata con un cinefilo giocatore di football.
Odiare la moda è diventato il suo sport, soprattutto a Milano.
Frustrata dal pendolarismo, avvilita dalle persone che non usano correttamente il punto e virgola, incazzata con gli over 60 che rallentano sui dossi in macchina, avvilita con chi persiste nell'uso spasmodico del mollettone in città, inacidita dalle inabili commesse dei negozi, adirata coi cellulari difettosi comprati all'Esselunga, passa le giornate a demolire l'intera esistenza dell'umana stirpe, soprattutto nella moda.
Suscitando l'ira funesta delle sue amiche, non divora riviste di moda come piace dire a tutte, perchè divora solamente il cibo: è un pozzo senza fondo, l'orgoglio di tutte le nonne che non aspettano altro che farti prendere 5 chili all'anno ficcando olio e pancetta in qualsiasi piatto, anche a colazione.
Le riviste vanno sfogliate, bene, ma non divorate, e quando Vogue cambierà la grafica sarà ben felice di capire dove iniziano gli articoli. I suoi migliori amici sono i Caran d'ache, si sente una finta scrittrice, ma non finta magra, un'aspirante illustratrice, una mezzofondista fallita, un'ansiogena cronica, una compagna polemica, ma tutto sommato una ragazza per bene. Sua nonna lo dice sempre. Brando, il suo bel fidanzato, laureato alla facoltà di cinema al Dams di Torino, per un breve periodo ha collaborato ad infarcire il blog di amenità.

Da quanto tempo ti interessi di moda?
Mi sono sempre sentita una grande creativa, d’altra parte come tutti in questo piccolo mondo di teste montate. Senza sapere nulla della moda, ma consapevole delle mie fittizie capacità artistiche, mi iscrissi tre anni fa alla facoltà di fashion design alla NABA, iniziando il mio lungo percorso di amore e odio nei confronti di questo immenso sistema che un giorno è arte e quello dopo mero marketing.

Perché nelle donne c'è tutto questo amore per le scarpe?
Come dissero Elio e le storie tese: “La follia della donna, quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni, cosa sono i milioni, se in cambio ti danno le scarpe”.

Qual è il tuo modello preferito e perché?
I loafers con nappine. Potrei vivere coi mocassini per tutta la vita: sono una scarpa dalle molteplici personalità, si trasformano a seconda dell’outfit e rimangono sempre eleganti.
Sono un ever green come il mio stile: un pizzico di trend e classica eleganza q.b.

Preferisci possedere tante paia di scarpe a un prezzo basso a discapito della qualità variando spesso oppure poche e di qualità pregiata?
Preferirei averne poche e di qualità pregiata, purtroppo devo fare i conti con la realtà e rassegnarmi ad acquistare calzature di qualità media. E sfatiamo questo mito che i mocassini Tod’s siano i migliori, ma proprio "penniente".
Una regola però è ferrea: solo scarpe di pelle, mi viene male all’alluce valgo solo al pensiero di indossare plastica.

Quali sono le caratteristiche che valuti nella scelta delle scarpe?
In primis il materiale, ripeto: solo pelle; poi la comodità e il fattore ever green: cerco sempre di comprare scarpe immortali, se non fosse che consumo i tacchi dopo un quarto d’ora che ho strisciato la carta.

Che rapporto c'è tra scarpa e umore?
Se dovessi trovarci un rapporto starei andando a un funerale tutti i giorni vista la immensa policromia che affligge la mia scarpiera: il nero.
In generale dipende da quanto "femmena" voglio essere quel determinato giorno, e allora vai di tacchi che l’autostima sale. Ma in fondo, per una come me che indosserebbe mocassini tutti i giorni, l’umore non conta.

Hai un colore che compare più frequentemente nella tua scarpiera?
Scontato sì, ma elegante, naturalmente il nero.

Qual è il valore aggiunto che percepisci nelle calzature italiane?
L’attenzione al dettaglio, le rifiniture (fondamentali) e la qualità.

È possibile esprimere la sensualità attraverso le scarpe? In che modo?
La scarpa deve valorizzare e/o nascondere i pregi e i difetti. Ma l’universo maschile si spacca in due: ballerina sì, ballerina no.
Per il resto meglio evitare le zeppe e le espadrillas che naturalmente posseggo con orgoglio.

Con quale criterio scegli le scarpe adatte ai tuoi outfit?
Generalmente le mie scarpe sono intercambiabili e si adattano a qualsiasi outfit, comunque cerco di bilanciare la semplicità del vestito con la particolarità della scarpa e viceversa.

Ti viene in mente qualche altro settore legato alla creatività (musica, fumetti, letteratura, cinema, design...) in cui le scarpe hanno un ruolo importante?
Sicuramente la musica, basti pensare a Lady Gaga oggi e ai Beatles ieri.

Quale sarà la tua prossima calzature oppure una tendenza futura che prevedi?
Sto cercando da tre inverni i Chelsea boots perfetti che non mi facciano assomigliare a Pippo. Spero comunque che torneremo a indossare scarpe femminili e meno fetish,  ma la moda sembra non poter rinunciare alle altezze vertiginose e a quei volgarissimi (parere mio) plateau.  Quest’inverno sarà un tripudio di brillantini colorati alla Cenerentola, speriamo si avveri!

Link dove è possibile seguirti?
saraspencilcase.blogspot.com BLOG ILLUSTRAZIONI
crocchettepercena.blogspot.com
FB: http://www.facebook.com/profile.php?id=593861307
TWITTER: http://twitter.com/#!/fagianella

Un pensiero sulle calzature per concludere l'intervista?
Mai possedere una scarpiera più grande della libreria.

---
Se l'articolo ti è piaciuto, iscriviti ai feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog, oppure diventa fan della nostra pagina facebook e seguici su twitter. Se hai la passione per la fotografia non perderti il nostro gruppo su flickr.

0 commenti :

Posta un commento

Cosa ne pensi? Hai idee migliori?