2 settembre 2011

INTERVISTA | Susanna Aruga, nelle scarpe l'estetica prima di tutto

Chi c'è dietro il tuo blog? Chi sei/siete?
Dietro il mio blog ci sono semplicemente io, Susanna Aruga, nata a Torino - dove tuttora vivo – quasi 24 anni fa. Studio all’Università di Torino (mi laureo in Comunicazione e Culture dei Media a febbraio 2012 se tutto va bene!) e nella vita vorrei occuparmi di comunicazione d’azienda e promozionale soprattutto via web, ma non in modo esclusivo. Nel tempo libero oltre ad occuparmi dei miei due blog (uno di moda l’altro è il mio portaolio professionale) e del mio canale YouTube nato da poco cerco di dedicarmi il più possibile alle persone che amo ed al relax, prendersi una pausa è sempre un buon modo per ripartire al meglio.

Da quanto tempo ti interessi di moda?
Ho un rapporto strano con la moda, riesco ad odiarla e ad amarla a momenti alterni, più che la moda amo la creazione che ci sta dietro e gli abiti, quelli da sempre!

Perché nelle donne c'è tutto questo amore per le scarpe?
Ok, credo di essere una donna un po’ anomala. Io vedo le scarpe per un motivo principale: la loro comodità. Possono essere belle quanto vogliono, ma se sono scomode, per me non valgono nulla! Credo comunque che le scarpe siano sempre state un modo per esprimere se stesse anche quando non ci si può vestire come si vorrebbe perché magari per motivi lavorativi si deve indossare una qualche sorta di uniforme. Le scarpe possono dare un tono diverso a qualsiasi cosa e ci fanno sentire belle e sicure – anche quando fanno un po’ male.

Qual è il tuo modello preferito e perché?
Amo le ballerine, tantissimo, anche se per la mia conformazione fisica non potrei molto permettermele, ma non riesco a farne a meno! Ne comprerei a trilioni di tutti i colori e di tutte le forme! Credo siano una delle invenzioni più utili a noi donne sempre di corsa! Sogno però il perfetto paio di decolleté nero, ma ancora non l’ho trovato!

Preferisci possedere tante paia di scarpe a un prezzo basso a discapito della qualità variando spesso oppure poche e di qualità pregiata?
Il prezzo delle scarpe che ci sono nel mio armadio varia a seconda del motivo per cui le ho comprate. Per gli stivali invernali che uso tutti i giorni mi impongo sempre di non spendere poco. Devono tenermi caldo tutto l’inverno e magari anche quello successivo quindi devono essere di qualità. Il secondo paio può essere meno costoso perché tanto lo utilizzerò in minor misura e con minor frequenza e quindi ci impiegherà di più a deteriorarsi. Lo stesso vale per tutte le altre scarpe. In generale comunque ho notato più di una volta che il prezzo non è sempre corrispondente alla qualità o alla comodità della scarpa. Il paio di decolletée che ho acquistato e indossato per il matrimonio di mia sorella lo scorso anno sono tornate nella scatola dopo la cerimonia perché mi hanno fatto passare le pene dell’inferno, mentre altre scarpe, pagate molto meno di quelle, sono del mio armadio da qualche anno magari e le indosso sempre volentieri!

Quali sono le caratteristiche che valuti nella scelta delle scarpe?
Innanzitutto l’estetica, altrimenti non le provo nemmeno, devono essere armoniose nelle linee, in secondo luogo il comfort, anzi è quest’ultimo che prevale sempre e comunque nella scelta delle mie calzature! E poi il prezzo, senza dubbio, non lavoro ancora regolarmente, non posso permettermi di spendere tanti soldi come vorrei per il mio shopping, quindi a volte un po’ mi accontento o semplicemente rinuncio!

Che rapporto c'è tra scarpa e umore?
Fortissimo, se non sei dell’umore giusto per mettere i tacchi non li mettere, potrebbe succedere di tutto! Non sia mai andare ad acquistare delle scarpe nuove quando si è di pessimo umore, quelle saranno le scarpe che prenderanno più polvere di tutte!

Hai un colore che compare più frequentemente nella tua scarpiera?
Mmmm no, direi di no. I basici sono i più importanti, quindi nero e marrone d’inverno ed il bianco d’estate, ma in realtà non mi faccio mai mancare uno o due paia di scarpe coloratissime, mi mettono di buon umore!

Qual è il valore aggiunto che percepisci nelle calzature italiane?
Il fatto che si riconoscano in mezzo a tutte le altre.

È possibile esprimere la sensualità attraverso le scarpe? In che modo?
Certamente, bisogna solo scegliere la scarpa della forma giusta come si fa con gli abiti. Funziona benissimo il vedo – non - vedo tanto in voga nelle tendenze degli ultimi due anni applicato anche alle calzature, con strutture che arrivano fino alla caviglia e costruiscono delle sorte di reti intorno al piede e lo mostrano in modo velato. Oppure, se si è più per le linee semplici, l’importante è che la scarpa scelta riesca ad allungare/affusolare il collo del piede e ne produca la corretta inarcatura, aggiungete un outfit sobrio e un passo ponderato ed il gioco è fatto!

Con quale criterio scegli le scarpe adatte ai tuoi outfit?
Spesso parto direttamente dalle scarpe, da quelle che ho voglia di mettere quel giorno e poi costruisco tutto il resto intorno. Credo sia il modo più semplice per abbinare anche le calzature più difficili!

Ti viene in mente qualche altro settore legato alla creatività (musica, fumetti, letteratura, cinema, design...) in cui le scarpe hanno un ruolo importante?
Il cinema senza dubbio. Certi film, soprattutto appartenenti al genere thriller, senza la presenza delle scarpe non avrebbero lo stesso effetto!

Quale sarà la tua prossima calzature oppure una tendenza futura che prevedi?
Quale sarà la prossima calzatura che acquisterò è difficile da dirsi. Ho una voglia matta di un paio di scarpe rosse però, colore che andrà tantissimo quest’autunno!

Link dove è possibile seguirti?
Il mio blog si chiama Tuzi Fashion Tips (http://tuzifashiontips.wordpress.com) e così mi potete trovare su Facebook. Su twitter e foursquare sono tutina, mentre su Youtube tuzilove87 (ho un canale di tutorial che aiutino a creare cose nuove per il proprio guardaroba senza spendere troppi soldi) e su linkedin potete trovarmi con il mio nome e cognome!

Un pensiero sulle calzature per concludere l'intervista?
Sono come quel vizio cioccolatoso della pubblicità: non si può vivere (bene) senza!
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