1 settembre 2011

SCARPE | Riflessioni su un oggetto del desiderio

Siete tornati tutti dalle vacanze? Io sì e ho deciso di impegnarmi in un progetto che inizialmente mi sembrava piccolo e di nicchia. Soltanto delle mie considerazioni che ho voluto confrontare con altri blogger come me.
Di scarpe se n'è sempre parlato e per diversi aspetti. Col tempo la calzatura è divenuta un vero e proprio oggetto di desiderio. In particolare mi riferisco al concetto di unicità della scarpa e non alla griffe, che pure ci ha messo lo zampino.

Mi interesso di moda più o meno dallo stesso periodo in cui mi interesso di design, da quando ho deciso di laurearmi in qualcosa di creativo. Mi interesso di moda da più di 5 anni.

Non so darmi una spiegazione precisa del motivo per cui le donne siano attratte dalle scarpe, non capisco bene tutto questo amore smisurato per un oggetto tanto pragmatico e allo stesso tempo mistico. Mentre gli uomini sono attratti dalle donne, le donne sono attratte dalle scarpe e le scarpe non sono attratte da niente e nessuno, vogliono solo mettersi in mostra e scappare lontano diventando sempre più raffinate e comode.
Il mio modello di scarpe preferite sono le sneakers. Ultimamente uso le scarpe come i personaggi dei fumetti, un paio per un unico periodo, scarpe che si adattano a qualsiasi occasione. Non a tutte, ma a molte.

Preferisco avere poche scarpe e di qualità, in verità cerco di circondarmi di qualità in tutto quello che mi circonda e alle scarpe non voglio fare torti.

Una scarpa comoda è una scarpa che uso, una scarpa scomoda non ha libero accesso alla mia scarpiera. Avete presente quelle persone che si lamentano sempre per i dolori ai piedi, perché le scarpe che indossano sono belle, ma non risparmiano sofferenze? Io non appartengo a questa categoria.

Nel mio caso l'umore non è legato alle scarpe che indosso, probabilmente perché scelgo delle calzature che sono tranquille e serene come me e quindi siamo in perfetta sintonia. Se indossassi delle scarpe cha mi facessero sentire a disagio mi sentirei in imbarazzo come se avessi una foglia di lattuga tra gli incisivi.

Il colore predominante che compare nella mia scarpiera è il nero, ho più scarpe nere di un becchino in lutto. Poi ci sono quelle eccezioni che uso in occasioni particolari, ma sono eccezioni.

Se penso alla tradizione artigiana legata alle calzature italiane mi viene subito in mente la qualità delle rifiniture e la scelta minuziosa dei materiali usati. Sono attratto dai dettagli e i calzaturifici italiani sanno donare quel tocco in più che nella produzione industriale non percepisco.

Per il tipo di scarpe che indosso credo di sembrare un tipo normale con qualsiasi scarpa decida di indossare. Per le donne mi sembra che il discorso sia diverso. Una donna in tacchi sembra più affascinante, più attraente, più sensuale di una in ballerine, ma forse è solo un caso.
La scelta delle scarpe adatta ad affrontare la giornata è in funzione di quello che farò, non impiego più di 5 minuti per decidere quello che devo indossare e nei 5 minuti è compresa anche la scelta delle scarpe.

Le scarpe hanno ruoli fondamentali anche in altre settori. Se vado indietro nel tempo, penso a Puffetta. Vi ricordate i puffi? C'era solo una donna in tutta la popolazione e si caratterizzava per le scarpe coi tacchi, quasi a voler identificare la donna con i tacchi e non per altri aspetti come la forma del fisico, la tonalità della voce o gli atteggiamenti. Io Puffetta me la ricordo coi tacchi. Cenerentola è un caso fondamentale che non necessita di spiegazioni. Penso al fascino delle scarpette delle ballerine e alle scarpe che popolano i video musicali. I riferimenti sono tanti e nel design sono quasi infiniti. Le scarpe diventano dei veri e propri progetti studiati a livello ingegneristico tanto da tenersi in piedi non si sa bene per quale legge fisica e anche aziende che fin ora si sono occupate esclusivamente di prodotti d'arredo decidono di sperimentare i propri materiali sulle calzature. Mi riferisco alla Kartell.

È difficile prevedere una tendenza futura, però sarebbe interessante proporre una calzatura da uomo con i tacchi, ribaltare gli stereotipi e mettere un po' ai kilt scozzesi.

Bisognerebbe vivere una vita comoda come le scarpe che si indossano senza badare troppo ai pregiudizi e agli stereotipi.

Questo è in sintesi quello che penso sulle calzature.
Ho provato a proporre ad altri blogger domande che potessero mettermi a confronto con loro.
Nei prossimi articoli vi propongo le interviste che ho raccolto. Voi cosa ne pensate?

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2 commenti :

  1. Puffetta, che personaggio! Sin da piccola mi sono sempre chiesta perchè fosse l'unica donna senza riuscire a darmi una risposta esauriente.
    Mi sono piaciute molto le tue risposte, anche se da donna non potrei proprio pensare di indossare solo scarpe comode... dovrei buttarne via decine!

    Buona giornata Roberto!

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  2. Belle le tue risposte...mi hai fatto convincere ancora di più che sarebbe stato più 'comodo' nascere uomo

    ;)
    saluti
    Roberta
    visualfashionist

    RispondiElimina

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