29 settembre 2011

WHO ARE YOU | Simone Ridi, immerso nel liquido dei propri pensieri

Simone Ridi, nato a Firenze il 31 Ottobre 1977 (la notte delle streghe).


Chi sei?
Il mio approccio alla fotografia risale ad un periodo analogico, ma è solamente negli ultimi anni che mi sono immerso completamente nel ruolo di fotografo.
Per qualche anno ho avuto la fortuna di lavorare come fotografo di scena, seguendo spettacoli e compagnie teatrali, conoscendo personaggi carismatici e folli, di quelli che escono dalla testa di fantasiosi registi/autori.
Un esperienza magica, in un mondo incredibilmente saturo di citazioni, di fascino, di umanità.
Mi piace pensare di lavorare con le immagini, così come uno scrittore fa con le proprie parole. Un’attrazione, quella per la fotografia, che mi segue fin da piccolo, inverosimilmente legata alla passione per la lettura, che poi cresce e matura fino a evolversi in uno stile, una ricerca, continua sperimentazione.
Nei miei scatti si vedono corpi, soggetti in attimi privati o in azioni apparentemente incomprensibili, in situazioni paradossali; sotto una luce che rende manifesti i difetti della carne. Immagini, oniriche, visionarie.
Sono dei tentativi di raffigurare il corpo trascendendo dalla sua usuale e rassicurante fisicità, in un’eterna sfida a ogni possibile soluzione percettiva. Spesso, all'interno della composizione, affiora protagonista la solitudine esistenziale dell'uomo, l'ansia comune per tutto ciò che non è consuetudine o non ha spiegazione apparente, e la paura nei confronti dell'incertezza delle proprie convinzioni.
Come in una visione offuscata, simile a un lontano ricordo, ogni volto è manifesto ma celato; indaga silenzioso lo spettatore, parole non dette che muoiono in gola, un messaggio contro l'incomunicabilità. L'inamovibile centralità del soggetto principale si contrappone al vuoto circostante.
Abituato a seguire esclusivamente i miei canoni, creo situazioni che spesso si riferiscono a un concetto di alienazione come esilio volontario dal mondo.
La necessità di lasciarsi affogare nelle tranquille acque della propria riflessione per riscoprire luoghi, mondi interiori che brulicano d’idee.
Imparare a respirare.
L’apnea ci isola dal mondo esterno, ci piomba in maniera ermetica da voci, suoni e persone, riportandoci in una dimensione ovattata, quasi "uterina". Immersi nel liquido dei propri pensieri, non trovando un ruolo adatto nella iperattiva e vuota società contemporanea. Per quanto tempo si può rimanere in apnea? Fino a quando si può trattenere il respiro senza soffocare?

La prima cosa a cui pensi appena sveglio?
La prima cosa che penso appena apro gli occhi, è che devo dare da mangiare ai miei due gatti! Gulliver e Lilliput, anche perché sono loro ogni mattina a svegliarmi mordendomi i piedi!

Di cosa hai una scorta?
Di niente! sono la tipica persona che ha il frigo sempre vuoto, che quando parte lascia la metà delle cose utili a casa, faccio parte della categoria di quelli che comprano sempre tutto all'ultimo istante…

Una parola o un'espressione che ami? E una che odi?
Una parola che amo "affatto" inteso come negazione, un espressione che detesto "non mi riesce", soprattutto quando viene "lamentata" senza nemmeno averci provato.

Di cosa hai bisogno per essere felice?
Chi ti dice che non lo sia già?

In questo mondo le persone si dividono in?
Folli e sognatori.

Un politico, una popstar o un artista che ammiri particolarmente vari motivi?
Tutta la mia più profonda stima ed ammirazione è nei confronti di uno scrittore che ci ha lasciati, in tempi abbastanza recenti, e si tratta di Douglas Adams, l'autore della Guida Galattica per Autostoppisti.
Per molti è una serie umoristica, per molti altri è una riflessione intelligente, sarcastica e disillusa sulla società contemporanea.
Per me rappresenta uno dei tanti tasselli che concorrono a creare il mio carattere, la mia persona, il mio backgroud culturale.
Purtroppo non ho avuto il piacere di ringraziare Adams per quello che ha voluto condividere con i suoi lettori, e devo ammettere che la sua morte è stata una gran seccatura...

Il luogo più importante di casa tua?
Camera, il rifugio dotato di letto. Amo stare sul letto, a creare, a leggere, a lavorare, a dormire… Farei tutto sul letto, mangerei sul letto, vivrei sul letto!

Tre posti dove dove non sei mai stato e che vorresti vedere?
Messico (tutto), l'interno della Grande Piramide e un libero accesso agli archivi del Vaticano, giusto per valutare personalmente il numero di falsità storiche che la chiesa ci ha indottrinato negli ultimi 2000 anni.

Pensando all'Italia, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Un piano B… Una fuga rapida!

Quale città d'Italia ti attrae per il suo ambiente creativo?
Torino, la grafica, l'esoterismo, la cultura dei giovani...

Cosa volevi fare a 14 anni?
Onestamente? tutto quello che andava contro a qualcosa o a qualcuno, compreso il buon senso.

Cosa non indosseresti mai?
Non esiste niente che non sarei capace di indossare, non conosco il pudore.

Che cos'è per te la creatività?
Riuscire attraverso un proprio mezzo espressivo, a comunicare un messaggio interiore, la propria visione.

Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
Spesso da testi scritti, citazioni, riflessioni, mie o prese in prestito da altri.
I miei progetti escono fuori dalle mie domande, dai miei dubbi, dalle mie perplessità.

Che definizione hai per la fotografia?
Estrapolare dall'ambiente reale una frazione di tempo, una frazione di spazio, così da rendere la visione della circostanza, oggetto bidimensionale con una durata costante nel tempo.
Qualcosa che è successo, ma che non smette di esistere, che non passa.
Isolare la scena.

Qual è il posto dove riesci a trovare più idee?
La mia testa, fortunatamente.
Forse l'assenza di capelli ha permesso che si insinuassero al suo interno più facilmente...

Che cos'è per te il lusso?
Avere tempo libero da dedicare alla propria cultura e a se stessi, a mia figlia.

Un film recente che ti è piaciuto? Perché?
Recente, visto di recente Moonlight Mile con Jake Gyllenhaal
Oppure uscito di recente, Toy Story 3, un capolavoro nel suo genere.

L'ultimo libro letto?
City, di Baricco.
Stupendo, imprevedibile. Ho pianto nel leggere il finale, un cazzotto nei denti avrebbe fatto meno male.

Una colonna sonora delle tue giornate?
Non ho un rapporto particolare con la musica, la ascolto quotidianamente ma sarebbe più corretto dire che la subisco passivamente.
Ho delle canzoni che mi porto nel cuore, ma principalmente per il significato del loro testo, e per il momento "storico" nel quale le ho ascoltate.
Ne cito giusto un paio, "Nothing man" dei PearlJam, e un altra "Ovunque proteggi" di Vinicio Capossella.

Un sito che tutti dovrebbero visitare?
A parte il mio? www.fffound.com si trova di tutto, oppure www.designsponge.com, la rubrica before+after, geniale.

Cosa o chi consideri sopravvalutato oggi?
Il popolo. Ancora non ci siamo resi conto che non contiamo niente, nemmeno quando siamo una massa unita.

Con chi ti piacerebbe lavorare?
Realizzare un servizio fotografico utilizzando come modelli la coppia Jolie+Pitt.

Cosa provi quando rivedi alcuni progetti di due o tre anni fa?
Ma l'ho fatta io? Guarda che bella foto...

L'ultima cosa che fai prima di dormire?
A parte abbracciare la mia ragazza? mi levo i calzini...

Progetti per il futuro?
Una serie fotografica sull'annullamento dell'identità personale.
La conversione da Soggetto ad Oggetto, ma non aggiungo altro.

Link dove è possibile vedere quello che fai o dove seguirti?
www.simoneridi.com, oppure su www.flickr.com/photos/simoneridi, oppure digitate il mio nome su google!

Una frase o un pensiero per concludere l'intervista?
Tutto è in movimento. Niente è fermo, l'incalzare stesso del tempo ci costringe a muoverci, mutare.
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1 commento :

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