venerdì 27 maggio 2011

MOSTRA INAUGURAZIONE | Indossa l'arte da Patrizia Pieroni

Si è svolta ieri l'inaugurazione della mostra "Indossa l'arte" presso la nuova sede dello showroom di Patrizia Pieroni a Roma in via del Pellegrino, 172.
Dieci abiti d’autore realizzati per l’occasione da artisti e designer internazionali: Maurizio Cannavacciuolo, Tristano di Robilant, Isabella Ducrot, Iaia Filiberti, Coralla Maiuri, Andrea Massaioli, Matteo Montani, Zolaykha Sherzad e Kevin Walz.
La mostra nasce dall’idea di creare una commistione tra l’arte e la moda attraverso la collaborazione tra Patrizia Pieroni per Arsenale Gallery e Valentina Bonomo Roma.
Questo evento è il primo di un progetto che si svolgerà nello spazio di via del Pellegrino 172 che dedica uno spazio all’arte e al design.
Da Patrizia Pieroni a Roma, non bisogna più scegliere tra quadri o vestiti. Dagli abiti di carta d’autore a edizione limitata ai pezzi unici di design, dalla collezione “Patrizia Pieroni” alla seconda linea “Patrizia Pieroni capsule”.
Il nuovo concept store di Patrizia Pieroni, eclettica fashion designer e collezionista lei stessa, esaudisce desideri piccoli e più ambiziosi e regala spunti di creatività. Oltre alla vendita di moda e accessori, è presente una galleria total white al piano rialzato dove, a cadenze regolari, ci saranno esposizioni performance ed eventi di arte e di moda.
Un processo in cui moda e arte creano una contaminazione costruttiva.




Patrizia Pieroni 
Valentina Bonomo
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venerdì 20 maggio 2011

MOSTRA | Verso Zenit a cura di Daniela Cotimbo

Roberta Filippelli Gianni Nieddu Enrico Piras


dal 28 maggio al 7 giugno 2011

vernissage: 28 maggio ore 19.30

orari: tutti i giorni dalle 18.30 alle 21.00


blublauerspazioarte
via morandi, 4 07041 Alghero t. +39 339843208 e-mail blublauer@gmail.com


Evento promosso da: BluBlau Associazione Culturale, Azienda Agricola Antonella Ledà d’Ittiri, Società Umanitaria centro servizi culturali Alghero, Cafe Latino wine cocktails and food bar, Altro Mercato commercio equo e solidale.

Concepita come una tripla personale, Verso Zenit mette insieme le ultime esperienze di tre artisti la cui ricerca, pur nella manifesta diversità di forme e procedimenti, sembra accomunata da un ultimo intento, la ricerca di un altrove come luogo di convergenza degli infiniti itinerari possibili.


Roberta Filippelli (1967) espone la serie fotografica Lavinia è Monica; un’indagine fisionomica che partendo dai tratti caratteristici del suo personaggio, Lavinia, cerca di rintracciarne i presupposti umani, quelli che sembrano invece caratterizzare Monica. Lavinia e Monica dunque, come si evince dal titolo, sono la stessa persona e tuttavia noi ne riceviamo sensazioni differenti. L’artista esaspera questa diversità attraverso il trattamento dell’immagine. Nella foto che la ritrae di profilo, la protagonista appare avvolta in un aura pittorica; ricorda, per i suoi accentuati tratti somatici, il celeberrimo doppio ritratto dei duchi di Urbino di Piero della Francesca. Il suo profilo si staglia con evidenza su uno sfondo blu, quasi immateriale, un blu che ricorre nell’opera di Roberta, un richiamo a quella trascendenza di cui l’arte, in senso ampio, si fa portavoce. La seconda fotografia ritrae invece Monica/Lavinia frontalmente, come congelata in un’espressione grottesca ed enigmatica, guarda fissa di fronte all’osservatore come a volerlo interrogare. Il suo vestito velato lascia intravedere i particolari dei seni. L’immagine ci dice, attraverso le sue sottigliezze, molto di più riguardo a Monica, la donna Monica, il suo vissuto, la sua storia. Ma chi è allora il personaggio ritratto? Si tratta di un ritratto di genere, dell’indagine su un individuo o piuttosto di proiettare la propria visione soggettiva, quella dell’artista prima, quella dell’osservatore poi, di cogliere tratti simili nella diversità, di arrivare all’essenza di questo viso così espressivo? Probabilmente può trattarsi di tutte e tre queste cose messe insieme, qui Roberta ci mostra, come in precedenza aveva fatto con altri lavori, la possibilità di proiettarsi al di fuori di sé, in quello spazio intermedio di messa a fuoco dove si intersecano le soggettività, in un gioco che continua a rinnovarsi e che non si esaurisce mai una volta per tutte.

Roberta Filippelli nasce ad Alghero nel 1967 dove vive e lavora. Artista multimediale, passa con disinvoltura da opere di grandi dimensioni (2005 “blau step medusa”, 2003 ”splaash vibrating waves”, per l’Aeroporto di Alghero), alla fotografia (2009 scatti di routine, a cura di Daniela Cotimbo, Villa Maria Pia, Alghero; 2008 umido sacchetto, a cura di Manuela Gandini, blublauerspazioarte, Alghero) all’illustrazione (2006 dialosien siresien, a cura di Valerio Dehò, blublauerspazioarte, Alghero). Dal 2000 anima blublauerspazioarte ad Alghero.

Gianni Nieddu (1957) ci presenta invece una serie di dipinti intitolata Gesti. In essa, vari elementi, che si tratti di sagome dalle connotazioni umane o segni di carattere più astratto, interagiscono direttamente con lo spazio della superficie pittorica di cui appaiono diretta conseguenza; immersi nella tela bianca, questi elementi sono connotati da una tensione che li protrae al di là dello spazio della rappresentazione. Sono per lo più dei segni lineari (realizzati con lapis, colore o con il bianchetto) tesi verso l’esterno della tela, spesso in opposizione con forme concluse e limitanti. Le sagome umane, ridotte a mera stilizzazione grafica, manifestano le conseguenze di un’umanità alle prese con la perdita di ogni ragione individuale, soggetti esistenziali di una ricerca collettiva. Tale natura condivisa, si manifesta particolarmente in alcune opere della serie dove questi agglomerati umani sembrano affannarsi in un moto convulso, senza però aver ben chiare le coordinate verso cui orientarsi, muovendosi in direzioni anche contrastanti ma pur sempre caratterizzate dalla stessa affannosa ricerca, da gesti e attitudini simili. Il tema del viaggio verso un altrove psicogeografico è rimarcato da elementi quali i palloncini che sfuggono verso l’alto o la barchetta nera che viaggia lungo una direttrice piatta, incapace di orientarsi nel mare delle possibilità. Tutti questi universi si affacciano nell’opera di Nieddu in maniera misteriosa, epifanie improvvise, sottotraccie di una sensibilità che attraverso l’arte cerca le sue vie di fuga, in cui il gesto non è mera rappresentazione ma elemento dinamico di reciprocità con il circostante.

Gianni Nieddu nato ad Alghero nel 1957 dove vive e lavora. Laureato in Giurisprudenza all'Università di Sassari, si accosta alle arti visive negli anni Ottanta. Affianca alla produzione pittorica quella di natura installativa. Mostre recenti: 2010 In the middle, a cura di Roberta Vanali e Ivo Serafino Fenu, Museo Man, Nuoro; 2008 Fragili sostegni, a cura di Manuela Gandini, blublauerspazioarte, Alghero; 2006 Pullman, rassegna “dialosien siresien”, a cura di Valerio Dehò, blublauerspazioarte, Alghero. Ha partecipato a numerose mostre collettive.

Il lavoro di Enrico Piras (1987), intitolato Building on ruins, è un’opera complessa che prevede numerosi elementi declinati in due percorsi parralleli che si intersecano. Su un tavolo, realizzato in maniera approssimativa con cavalletti e assi trasversali, l’artista dispone le documentazioni che hanno caratterizzato la sua ricerca. Come dei veri e propri diari di viaggio, Piras testimonia le sue esplorazioni nelle periferie sarde alla ricerca di ruderi appartenenti ad aree dimesse; un videoproiettore proietta una collezione di documentari e video amatoriali in cui si mette in risalto il controverso rapporto tra uomo e lo stereotipo della natura selvaggia: si tratta per lo più di video di safari, panorami esotici, scenari da epopea western. Sulla parete, un dittico di fotografie il cui titolo è “Cowboys don't cry”, vede un individuo intento nell’emulare le gesta di un cowboy mettendone in risalto il carattere ironico e grottesco. Il titolo è rimarcato dalla stampa, posta in basso rispetto alle foto, che riprende testualmente l’omonimo film western-trash, proprio a voler sottolineare la natura fittizia, cinematografica, evocata in relazione alla concretezza che sembra invece caratterizzare il dittico. Infine, poggiati tra il pavimento e la parete, una tavola di legno e un vetro (anch’essi reperiti durante le esplorazioni), due immagini che fanno parte di un vecchio libro di zootecnica con particolari anatomici di un cavallo e un poster arrotolato di un panorama tropicale. Attraverso questo paragone tra attitudine quotidiana e immaginario consolidato Piras ci mostra come l’esperienza non ha una natura statica ma si plasma a seconda dei contesti, può in ogni momento trasformarsi in luogo di cognizione sensibile e intelligibile, nuovo ponte proteso verso quello zenit che caratterizza l’esistenza nella sua complessità.

Enrico Piras, nato a Cagliari nel 1987 diplomato all'Accademia di belle arti di Sassari, vive e lavora a Cagliari. Principali mostre personali: Chasing grounds, Nuoro 2010, Erratici, Cagliari 2009. Ha partecipato a numerose mostre collettive.

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giovedì 5 maggio 2011

EVENTI | Piazza 2.0 Doppio Senso - Moa Casa 2011

ChiArtigiani_Designer & 
Cosa: Piazza 2.0 
Dove: Nuova Fiera di Roma - Ingresso EST - Pad.2 - 
Quando: dal 30 aprile all' 8 maggio 2011
Orari: 16.00 - 21.00 (feriali) 10.00 - 20.00 (sabato e festivi)
Biglietto: 7 euro nei week-end
Perchè: perchè finalmente a Roma c'e' qualcosa di nuovo da vedere

ConceptEmiliano Brinci, Michele Fanfulli, Francesca Soluzioni
Art directionarch. Michele Fanfulli
Exhibit & Graphic designEmiliano Brinci, Michele Fanfulli
Allestimento strutture espositive: Puntodifuga Legnoedesign
Contattidoppiosensoad@gmail.com -  Blog - Facebook -Twitter


Proprio in questi giorni è in corso il Moa Casa e l'evento più interessante è sicuramente la piattaforma di incontro Piazza 2.0 Doppio Senso nato da un'idea dei designer Emiliano Brinci e Francesca Soluzioni di Atelier Designtrasparente e dell'architetto Michele Fanfulli
Doppio Senso vuole essere una piattaforma di incontro per dare voce e visibilità al tema dell'artigiano/designer. Per creare una rete relazionale con laboratori artigianali, piccole e medie imprese, attività commerciali, studenti, istituzioni interessate allo scambio e alla ricerca di nuovi canali culturali e commerciali aperti al valore del design. Per sviluppare strategie, servizi e prodotti che ben si legano alle tecniche di quasi auto-produzione con cui la maggior parte degli artigiani/designer si confronta e realizza le sue idee, e che si ritiene essere ricchezza piuttosto che limite.
L’esigenza di un mix tra materia e creatività, manualità e ricerca, estro e produttività, sta facendo nascere la figura dell'artigiano/designer, con l’obiettivo di unire le due personalità.
Tecnologicamente al passo con i tempi, utilizza computer collegati a macchine laser o a controllo numerico, il cad diventa il linguaggio comune, ma rifinisce il prodotto manualmente. E’ tradizionalmente padrone della materia, ma sa risolvere esigenze di mercato per rispondere a bisogni e desideri dei nuovi consumatori.
Diventa fondamentale l’edizione limitata di piccole serie e collezioni, l’uso di materiali tradizionali ed innovativi e la loro commistione per creare una nuova estetica contemporanea.
Queste maestranze e menti creative dimostrano come progettare con la mano legata alla mente permetta di continuare a pensare da artigiano. Senza per questo rinunciare a sperimentazione e ricerca, in linea con l'eredità preziosa del design italiano fondata sul rapporto tra azienda-laboratorio come sistema produttivo flessibile e designer come sperimentatore dotato di forti codici figurativi autonomi.
Una delle specificità della storia del design italiano è proprio il poter dare nome e volto ai titolari delle principali aziendelaboratorio.
Una nuova richiesta di autenticità e trasparenza da parte dei consumatori, ridà importanza ad un ruolo che l'artigiano/designer riesce ad incarnare al meglio in quanto riconoscibile come individuo con cui confrontarsi.
Diventa strategicamente importante la divulgazione di tale cultura del progetto, per far conoscere al grande pubblico la propria realtà creativa e produttiva, altrimenti invisibile, svincolandosi dalle restrizioni dettate dai processi della distribuzione industriale.
E' proprio il desiderio della comunic/azione attiva di idee e risultati che spinge l'artigiano/designer, dopo l'esperienza tradizionale e distinta, a presentarsi autonomamente con propri siti e blog, usando al meglio le potenzialità dei social networks per creare contatti diretti con il proprio pubblico e posizionare al meglio i propri prodotti sul mercato.
Il punto cardine è ancora la possibilità di offrire una buona qualità ad un basso costo ed oggi l’artigiano è un tecnico capace di ri-produzioni.
Convinti che innovazione sia anche trovare modelli di business migliore e delle potenzialità di un simile contesto, capace di valorizzare talento e talenti locali, ma anche di dialogare con le varie realtà del design internazionale, Doppio Senso cerca e crea inedite opportunità di visibilità per gli artigiani/designer. Si sperimentano nuovi canali di distribuzione: mostremercato in gallerie e fiere, exhibit reali e virtuali, eventi, temporary shop collettivi, corsi e workshop di formazione.
In occasione di Moacasa Primavera 2011, l'architetto Michele Fanfulli, art director dell'evento, ed Emiliano Brinci e Francesca Soluzioni di Atelier Designtrasparente saranno nuovamente insieme per presentare Piazza 2.0 Doppio Senso, dove andranno in scena oggetti della produzione di artigiani-designer e case histories di bloggers ed aziende.
Tra eventi di food design e conversazioni intorno a tè, caffè e pasticcini sul tema del “fare rete” e della creazione del personal branding, sabato 7 Maggio dalle 15.00 alle 18.00 si cercherà di capire insieme a designer, blogger e aziende del settore cosa significhi essere Artigiani/Designer 2.0 e come realizzare il proprio businnes, sfruttando al meglio i nuovi mezzi di comunicazione sociale e noi saremo presenti.
Gli artigiani/designers di Doppio Senso, oltre al talento creativo con la presentazione della loro produzione, dimostreranno anche la loro capacità di fare networking sfruttando i social networks e cercando di raggiungere in maniera più semplice e diretta il consumatore/individuo "mettendoci la faccia".

Ecco l'elenco dei designer che parteciperanno:


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