domenica 31 luglio 2011

SUNDAY OF FLICKR | Down by the sea

baignade dangereuse
thewhitestdogalive
Démodé
lafides
l'uomo del molo
primaveragenzia
pretty in mad (Cinderella of lomo)
.Will be Friends or Lovers?
EmanuelePoki
E passiamo spesso il tempo così, senza utilità (quella che piace a voi) senza utilità (perché non serve a noi)
dragov
Non so dove me ne andrò, cosa inventerò..
<3 Revolution
Una selezione settimanale delle immagini pubblicate sul nostro gruppo Flickr.
Un brainstorming di immagini per trovare ispirazione!
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sabato 30 luglio 2011

MADE ME SMILE | Advertising shopping bags


Mi sveglio, esco e non so cosa indossare. Indossare qualcosa rappresenta quello che sono, probabilmente anche il mio stato d'animo.
Ecco una valida alternativa con le borse da shoopping.






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venerdì 29 luglio 2011

DESIGNER JEWELRY | Il filo di [1+2=8]

Pochissimi gli ingredienti: un semplice filo di cotone e un’idea curiosa. Questo basta ai designer di [1+2=8] per dare vita ad anelli e bracciali spiritosi, perfetti per l’estate (e non solo).
La lavorazione segue un processo artigianale in cui i fili di cotone, una volta resinati, garantiscono alle creazioni resistenza e facilità nel lavaggio. A voi poi la scelta cromatica: è possibile infatti, su ordinazione, creare anelli e bracciali abbinando i vostri colori preferiti.

Dietro [1+2=8] si nasconde un team esuberante di giovani designer impegnati nella progettazione di oggetti unici di design attraverso l’utilizzo di materiali semplici ed essenziali.
La loro produzione si snoda tra complementi d’arredo indoor/outdoor e oggettistica per la casa e la persona.

Per saperne di più, è online il negozio virtuale con tutta la loro produzione: www.unopiudueugualeotto.info
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giovedì 28 luglio 2011

OSPITE BLOG | Atelier Designtrasparente di Emiliano Brinci e Francesca Soluzioni

Emiliano Brinci e Francesca Soluzioni = Atelier Designtrasparente
L'Atelier Designtrasparente è gestito unicamente da Emiliano Brinci e Francesca Soluzioni
Vediamo insieme chi sono e di cosa si occupa.

Emiliano Brinci
Artigiano/designer dalla mente curiosa. Così amo definirmi. Romano immatricolato ’77 e omologato per viaggiare in Italia e in tutto il mondo, anche nelle cappelliere degli aerei. Specializzato nell’industrial ed exhibition design, alla continua ricerca di novità e idee che appunto rigorosamente sul mio fido moleskine. Questo, ovviamente, prima di riversarle nei miei due blog: Designtrasparente e Designdigitale. E tra un post e l’altro, il fascino che subisco per tutto ciò che è arredamento e design continua a crescere, un po’ come la mia collezione di tazze. Passione, questa, che presto mi costerà un garage. Che poi, tutto sommato, visto il mio sogno di diventare famoso come Starck e collezionare come lui moto d’epoca, un garage potrebbe tornarmi utile...
Oplà, portariviste portatile e richiudibile realizzato con due fogli di metacrilato di diverso spessore
Francesca Soluzioni
Tecnico, progettista e artigiana.
 Libera professionista da subito dopo gli studi, nel 94 cambia indirizzo e inizia il suo percorso nel mondo delle materie plastiche, ma é solo nel 2005 che unisce la sua formazione con quanto acquisito sul metacrilato e crea Soluzioni di Francesca, un laboratorio di lavorazione del plexiglas.
 Con l'Atelier Designtrasparente oltre alla produzione del singolo pezzo inizia quella seriale, per allargare poi il campo all'exhibition e all'interior design.
Turbina, lampada composta da 16 lamelle e da 2 cilindri in metacrilato 
L’Atelier Designtrasparente è nato dall’esigenza di unire le nostre due menti curiose in un progetto comune. Ci siamo conosciuti nel 2004, quando per motivi di lavoro abbiamo cominciato a collaborare sporadicamente. Io progettavo stand per un società di Roma, Francesca invece aveva aperto da poco il suo laboratorio di lavorazioni di materie plastiche.
Due percorsi progettuali diversi, ma con molti punti in comune. In quel periodo la mia passione per questo materiale si stava affermando, mentre per Francesca era ormai una certezza di vita. Io inserivo continuamente nei miei progetti oggetti, pareti, complementi ed espositori in metacrilato e Francesca con la sua pazienza e professionalità, mi supportava nella realizzazione e verifica di quello che la mia mente perversa partoriva! Questo è stato il nostro approccio e l’inizio della collaborazione. Progettando insieme, confrontandoci e parlando ogni giorno, abbiamo notato che avevamo in comune la passione per la ricerca, la sperimentazione e la cultura del progetto. Abbiamo capito di essere due artigiani/designer. Artigiano non inteso semplicemente come una figura con abilità tecnica e manuale, ma colui che persegue per sé e per la propria personale soddisfazione, la ricerca dell’opera quasi perfetta, del buon lavoro fatto con arte, intelligenza, sapienza manuale e conoscenza, che va contro la mediocrità e il “basta che sia fatto”. Artigiani/designer perché quando progettiamo lo facciamo con la mente legata alla mano, che significa avere il controllo delle nostre azioni nel corso della fase creativa per una sicura qualità del prodotto finale.
Specchio Puzzle, realizzato con una lastra di plexiglass specchiato e inciso nella parte posteriore con un motivo personalizzabile
A volte le passioni non si possono spiegare. Abbiamo sempre avuto un interesse particolare per le materie plastiche. Ci affascinano le forme rigorose che si possono realizzare con semplici lavorazioni, contrapposte alla vivacità dei colori e ai vari gradi di trasparenza disponibili. Tutte caratteristiche intrinseche del metacrilato e delle materie plastiche in generale.
Ma non ci poniamo limiti o vincoli in questo senso, anzi, se proprio dobbiamo dirla tutta pensiamo che non esista un materiale per eccellenza, adatto per qualsiasi produzione, piuttosto ogni materiale ha una sua peculiarità , che il designer deve interpretare, capire e sperimentare.
Ci piacerebbe riuscire a realizzare un oggetto progettato talmente bene che i nipoti dei nostri nipoti, tra 200 anni, utilizzeranno ancora!
Attualmente stiamo lavorando a molti progetti. Il primo è una serie di orologi in metacrilato, che presenteremo in anteprima al MACEF di Milano dall’8 al 11 settembre prossimo. Orologi ispirati al viaggio e al lavoro svolto dal maestro Bruno Munari.
Il secondo progetto è l’apertura, a settembre, del nostro nuovo showroom. Un luogo, dove progetteremo, realizzeremo e venderemo, il nostro design… trasparente in plexiglas.
Il terzo e ultimo progetto - ma non per importanza - è la ricerca di nuovi rivenditori per ampliare la nostra rete di vendita.
Cestino Monclere, realizzato in polipropilene
Se volete seguire Atelier Designtrasparente potete farlo nel modo che ritenete più opportuno, sono molto social 2.0!

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mercoledì 27 luglio 2011

MUSICA | Paolo Benvegnù (+ Manuel Lieta) al Carroponte

Sesto S. Giovanni (Mi) 25 luglio 2011
Paolo Benvegnù  al Carroponte - Credits: Andrea Vitali
Andare a sentire Paolo Benvegnù live è sempre un'esperienza positiva.
Belle canzoni, una band in cui tutti suonano tutto nel modo più naturale possibile e la grande simpatia di Paolo, creano un mix perfetto per una serata perfetta.
Ma andiamo con ordine.
In apertura, il nuovo progetto di Manuel Lieta, leader degli ex Stardog (che comunque sono sul palco con lui, quindi non si capisce perché cambiare nome): cantautore semplice e un po' banale, che personalmente non mi ha fatto impazzire, ma che porta a casa il suo set.
Alle 22.30 salgono sul palco Paolo e i suoi musicisti, eleganti e sorridenti.
Il concerto si apre con "Il nemico", pezzo tratto dal secondo disco "Le Labbra", dal testo bellissimo ed evocativo; a seguire, alcuni pezzi del nuovo disco "Hermann", uscito a febbraio di quest'anno, tra le quali "Il pianeta perfetto", "Moses", "Love is talking", "Andromeda Maria", "Il mare è bellissimo", alternati a pezzi più vecchi, cantati a squarciagola dal pubblico, come "Cerchi nell'acqua" (in una bellissima versione con i fiati), "E' solo un sogno", "La Schiena", "Io e il mio amore" (canzone di punta del progetto ‘Il paese è reale’ degli Afterhours), e "Troppo poco intelligente", pezzo affascinante degli
Scisma, ex band di Benvegnù, che si trasforma in un siparietto comico divertentissimo: Paolo cita "Alejandro" di Lady Gaga, mentre gli altri si divertono a improvvisare soli tamarri.
Tutto il concerto è accompagnato da proiezioni di video e immagini, ispirati all'essere umano (dalle macchie del test di Rorschach al periodo di gestazione umana), curate da Mauro Talamonti e Francesco Prosperi, due protagonisti della video arte contemporanea.

Dopo un'ora e mezza di live, i ragazzi scendono dal palco, e i fan aspettano il consueto bis (manca all'appello la struggente "Il mare verticale"), che però non arriva, poiché sono le 00.03 e a mezzanotte tutto deve fnire. Probabilmente, l'unica pecca di tutto il concerto.
Quello che resta, però, è un grande cantautore, impeccabile e divertente, che di questi tempi è difficile (impossibile) da trovare.

+ paolo benvegnù
+ carroponte
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martedì 26 luglio 2011

EVENTI | What a wonderful breakfast

Un invito postato sul mio profilo Facebook.

Evento: Wonder Breakfast Farewell Party.
Luogo: Cubo in via della Moscova, 28 a Milano.
Decido di farci un salto.
Appena arrivo, l’atmosfera appare piacevole, c’è chi beve birra, chi uno spritz e chi di tanto in tanto rivolge lo sguardo verso un grande schermo che proietta immagini del progetto Wonder Breakfast: workshop realizzato da ventuno studenti di architettura provenienti dal New Jersey Institute of Technology di Newark, in collaborazione con alcuni giovani designer dell’istituto NABA di Milano. Il gruppo è in Italia per una vacanza-studio finalizzata all’osservazione, riflessione e discussione sugli aspetti tradizionali di una prima colazione italiana consumata in un qualsiasi bar della penisola, e farà tappa, dopo Milano, anche a Roma e a Siena.
Wonder Breakfast gioca sul rovesciamento delle aspettative visive e gustative, introducendo nuovi rituali e modalità di relazioni sociali. Il risultato è una performance che suggerisce un’idea internazionale e contemporanea di prima colazione. Ma in che modo? Voglio saperne di più. Incontro Matthew, giovanissimo studente americano, dai grandi occhiali neri e dall’aria un pò naïf, che mi racconta tutto sul suo primo workshop.

Da dove nasce l’idea del progetto Wonder Breakfast e in che modo si è sviluppata?
Wonder Breakfast nasce da un’indagine sulla cultura italiana e più precisamente sugli aspetti tipici della vostra prima colazione. Questa settimana trascorsa a Milano ci ha permesso di osservare riti e relazioni sociali che avvengono durante questo particolare momento della giornata. Il materiale raccolto è stato documentato attraverso video, foto, interviste. All’osservazione poi è seguita una discussione aperta in cui abbiamo scoperto che in Italia la prima colazione rappresenta una vera e propria istituzione culturale. Partendo da qui abbiamo sviluppato il nostro concept confrontando le abitudini italiane con quelle americane, sovvertendo luoghi comuni di entrambe le culture e rovesciando le aspettative degli ospiti selezionati per sperimentare l’essenza del progetto.

Come avete sovvertito il rito della prima colazione?
Prima di tutto gli “strumenti” della colazione sono stati invertiti: il piano del tavolo, sorretto da una base non molto alta, si è trasformato in uno spazio riservato a più sedute, mentre le sedie imbandite hanno sostituito la funzione del tavolo. Anche il modo di servire ai “tavoli” è cambiato: il servizio è stato eseguito dagli studenti con estrema precisione quasi come seguisse una ferrea disciplina militare. È stato fondamentale mantenere le distanze dagli ospiti per evitare di dare suggerimenti su come dovessero agire e interagire durante la sperimentazione. Infine il menù, suddiviso in una portata italiana e una americana, è stato completamente stravolto: i piatti non erano quello che sembravano, il dolce è diventato salato e così viceversa.

La prima cosa che mi sono chiesta, osservando la sperimentazione, è se possiamo etichettarla come design. Proviamo a includere Wonder Breakfast in una categoria. Che nome le daresti?
Credo che sia più una performance di communication design. Questo concetto per noi rappresenta l’osservazione dell’atto comunicativo - non necessariamente verbale - che si esprime in uno specifico ambiente culturale. Il nostro intento è quindi quello di analizzare il processo di comunicazione di una cultura individuale in rapporto con un’altra cercando di ridisegnare l’interazione tra le due. Non abbiamo la presunzione di cambiare il processo comunicativo tra realtà così diverse tra loro, vogliamo solo sperimentare questo stravolgimento per comprendere meglio entrambe.
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lunedì 25 luglio 2011

DESIGN | Curt, sedia a sdraio by Fabian Bernhard and Thomas Burkard


La semplicità è un fattore non poco trascurabile nel design, ci sono aziende che hanno fatto di questa caratteristica il proprio punto di forza.
Curt è una sedia sdraio, disarmante per il modo in cui è presentata, non c'è bisogno di spiegazioni per usarla, si potrebbe dire che è a prova di stupido.
Verrebbe da pensare che possa scivolare, ma questo problema viene risolto dal sivestimento antiscivolo rosso. 
Rilassante e attraente, cos'altro si potrebbe chiedere di più dalla vita?



+ bernhard burkard
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domenica 24 luglio 2011

SUNDAY OF FLICKR | A beautiful girl

Questo è il primo articolo che publichiao con l'etichetta "Sunday of flickr"
Godetevi la selezione della settimana.


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sabato 23 luglio 2011

ARCHITETTURA DEL GUSTO | Cheese cake made in Ikea


Dal freezer fatela scongelare un bel pochino e magicamente sembrerà ritrovare la freschezza dei boschi svedesi, la torta cheese dell’Ikea con marmellata di fragole (?), magica alchimia di gelo e freschezza (… forse), comunque il colore é unico!


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venerdì 22 luglio 2011

PROTAGONISTI | Bruno Munari quello che vendeva calze per lampade


Chi è Bruno Munari? Me lo sono chiesto anch'io più volte. Molti si dividono tra l'inquadrarlo nella categoria designer o artista, altri lo definiscono creativo e il dubbio non ha più motivo di esistere.
Mi piace molto il curriculum che ho trovato su internet ripreso da un catalogo di Zanotta:
Quello nato a Milano nel 1907.
Quello delle Macchine inutili del 1930.
Quello dei nuovi libri per bambini del 1945.
Quello dell'Ora X del 1945.
Quello delle Scritture illeggibili di popoli sconosciuti del 1947.
Quello dei Libri illeggibili del 1949.
Quello delle Pitture negative-positive del 1950.
Quello delle Aritmie meccaniche del 1951.
Quello delle Proiezioni a luce polarizzata del 1952.
Quello delle fontane e giochi d'acqua del 1954.
Quello delle Forchette parlanti del 1958.
Quello delle Sculture da viaggio del 1958.
Quello dei Fossili del duemila del 1959.
Quello delle Strutture continue del 1961.
Quello delle Xerografie originali del 1964.
Quello degli Antenati del 1966.
Quello della grafica editoriale Einaudi.
Quello dell'Abitacolo del 1971.
Quello dei giochi didattici di Danese.
Quello dei Messaggi tattili per non vedenti del 1976.
Quello dei laboratori per bambini al museo del 1977 e di tutti gli altri laboratori in altri paesi.
Quello della Lampada di maglia del 1964.
Quello del corso di design alla Harvard University del 1967.
Quello premiato col Compasso d'Oro, con una menzione onorevole dell'Accademia delle Scienze di New York.
Quello premiato dalla Japan Design Foundation per l'intenso valore umano del suo design.
Quello del premio Andersen per il miglior autore per l'infanzia.


Sicuramente, Munari è stato un artista, un grafico e un designer. Apprezzo molto i prodotti di design come il posacenere Cubo del 1958 (che ormai è un regalo che faccio a tutti gli amici fumatori) e l'Abitacolo del 1971.

Tra i vari libri, ce ne sono moltissimi e sicuramente tutti meritevoli, non sono da perdere Arte come mestiere e Da cosa nasce cosa. Un designer che si rispetti dovrebbe averli in libreria.

Per me Bruno Munari è tra i maestri (pionieri) dell'industrial design, a condizione che non si confondano i progetti di design con quelli di artista.

Quello che è scomparso nel 1998, ma che ha lasciato insegnamenti ancora molto validi sia per artisti che per progettisti.

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