16 luglio 2013

ALLESTIMENTO | Ritratto di una città #2. Arte a Roma 1969-2001 - Mostra al MACRO di Roma

Una timeline di 45 metri corre sulla parete più lunga della Sala Enel del MACRO. Un percorso costituito da foto, video, manifesti e documenti, a cui si può aggiungere altro materiale tramite una postazione interattiva, da cui è possibile consultare un archivio virtuale, sviluppato in collaborazione con Repubblica.it in costante aggiornamento. Si arricchisce così la mappatura geografica e storica delle realtà artistiche Romane di questi quaranta anni. Moltissimi sono gli artisti coinvolti che continuano ad essere determinanti nel contesto culturale Romano.
Timeline su parete della Sala Enel. MACRO. © 2013 Fiorella Bonifacio.
La mostra è divisa in decenni e, all’interno di questi periodi, in temi raccontati da gruppi di artisti, legati fortemente al contesto storico e tra loro. Ogni tema è rappresentato da alcune opere, all’interno di sale aperte e contigue.

Timeline e sale espositive della Sala Enel. MACRO. © 2013 Fiorella Bonifacio.
Gli artisti, le cui opere sono esposte nella sala “Struttura, luce e superficie”, (anni Sessanta) sono mossi dalla ricerca che lascia alle spalle la materia carica di riferimenti esistenziali, che aveva dominato il decennio precedente. Prendono vita nuove forme di ibridazione tra pittura e scultura, tra colore, superficie e volume.
Tale ricerca di una nuova spazialità, inaugurata da Lucio Fontana, porta ad una progressiva rielaborazione della pittura in chiave ambientale e oggettuale, con un’attenzione per la spazialità e per la luce. Puntellature, forature, inserti di elementi tridimensionali, flessioni del supporto stimolano nuove modalità di percepire l’opera, che acquista plasticità, rapportandosi con lo spazio circostante.
Enrico Castellani. Superficie bianca. (1962). Acrilico su tela. © 2013 Fiorella Bonifacio.
Le tensioni al rinnovamento linguistico e la nuova attenzione verso le dinamiche sociali si palesano nelle opere esposte in “Forma e ideologia” (Anni Sessanta). Ciò è fondamentale per comprendere la relazione tra nuove forme artistiche e contenuti politici. Questi artisti creano immagini attraverso il filtro di una sensibilità orientata dai mass media e dal linguaggio pubblicitario, di cui colgono icone e strategie simboliche. Con una sensibilità pop, orientata in senso prevalentemente politico e ironico, si servono spesso di configurazioni sintetiche, di sagome semplificate: sintesi efficaci di identità individuali ma soggette, al tempo stesso, a processi di moltiplicazione seriale.

Renato Mambor. La difesa. Calcio balilla (1970). Smalto su legno. © 2013 Fiorella Bonifacio.
“Nuovo alfabeto per linguaggio e materia” (anni Settanta), è la sala animata dalle opere di artisti italiani, europei e americani di diverse tendenze: dalla Process art all’ Arte povera, dall Conceptual art all’ Arte ambientale. Questa nuova dimensione estetica scopre nella materia lo strumento ideale per “raggiungere quel punto in cui solo il linguaggio agisce” (Barthes), dando vita così ad azioni e processi mentali in cui lo spettatore è coinvolto in senso psichico e sensoriale.
Sol Lewitt. Open Cube Five part variations n.5 (1973). Alluminio e smalto. © 2013 Fiorella Bonifacio.
Gli anni Ottanta, in “Disegno allegorico e allegorie scultoree”, vedono come protagonista il recupero della pittura, del disegno e della scultura, assumendo per alcuni artisti una declinazione allegorica, che trova nella forma letteraria della scrittura, e in particolare nella poesia, un’essenziale fonte d’ispirazione. La densità concettuale della poesia si specchia nella leggerezza della carta, delle matite, dei pastelli, nelle sfumature cromatiche che velano le opere, negli elementi urbani che diventano icone metafisiche, negli immaginari di natura espressionista.

Felice Levini. Cielo né intimo né nostalgico. (1981) Pennarello indelebile su PVC, bacchetta magica, vetro e acciaio. © 2013 Fiorella Bonifacio. 
In “Disegno analitico” (anni Ottanta), si notano gli artisti che, alla fine degli anni Settanta e nei primi Ottanta, in pieno clima postmoderno e nel contesto di una rinnovata attenzione per il medium pittorico, dopo la smaterializzazione concettuale, attingono al passato in termini formali e stilistici. Questi, volgendosi verso l’arte rinascimentale, manierista e neoclassica, recuperano la figurazione e il disegno. Si avvalgono della citazione, come recupero della iconografia neoclassica e rivisitano miti e storie della letteratura antica e rinascimentale: la pittura cosiddetta “colta” o “anacronista”. Nasce l’esigenza di provocare attraverso la tradizione. Si sviluppano due correnti: una parte dal puro sentimento di revival, pur conservando riferimenti al presente; l’altra vede la pittura come strumento per la riflessione analitica e metalinguistica.

Stefano Di Stasio. Senza titolo. (1979). Olio su tavola. © 2013 Fiorella Bonifacio.
“Memorie quotidiane e nuove iconografie” (anni Novanta), ospita quegli artisti che concentrano le loro ricerche, seguendo codici espressivi eterogenei, su ricordi, gesti e azioni appartenenti alla sfera quotidiana o rieleggono iconografie fortemente consolidate all’interno dell’immaginario collettivo. Ne nascono così di nuove, che attingono tanto al mondo contemporaneo, quanto alle icone del passato.

Adrian Tranquilli. Calimero – The Big Bang, Sarajevo, Yugoslavia, 1992. (1998). Tecnica mista. © 2013 Fiorella Bonifacio.
Il crocevia di culture e flussi artistici che portano Roma ad intensificare i rapporti con l’Europa dell’Est e con l’Estremo Oriente, si denota all’interno di “Visioni internazionali” (anni Novanta). Molti artisti concepiscono progetti specifici per la città e instaurano con essa un rapporto costante e duraturo. Fa da protagonista la Performance art che, talvolta, coinvolge lo spettatore, facendolo diventare esso stesso performer, in certi casi, accompagnata da video.

Sükran Moral. Bordello. – Hamam. – The Morgue. (1997). © 2013 Fiorella Bonifacio.
Uscendo dalla Sala Enel ci si imbatte in “Voci indipendenti” (anni Novanta). Attraversando fotografia e scultura, questi artisti intraprendono una sperimentazione per lo più su un unico medium, di cui riscoprono purezza e nuove forme.


MACRO
Via Nizza, 138 - Roma
Dal 16 maggio – 15 settembre 2013
Da martedì a domenica dalle 11.00 alle 21.00
Link di riferimento

Fiorella Bonifacio   

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