12 luglio 2013

RIUSO | Senzapiombo, dalle due ruote all'architettura e viceversa

Senzapiombo, è questo il nome che i due architetti, Raffaello Buccheri e Marco Tripi, hanno scelto per il loro originale e insolito progetto. L'idea è stata geniale, trasferire le proprie conoscenze nel campo dell'architettura al mondo delle bici mantenendo come principio di base il riuso. Architetti siciliani, catanesi per la precisione, che hanno deciso di dedicare una parte del proprio tempo a un'attività molto particolare: il recupero delle biciclette.
Senzapiombo 01 - foto di Salvatore Ferrara
Senzapiombo è una riflessione sulle biciclette, sul mondo delle due ruote a propulsione umana, che non è difficile da immaginare come una possibile applicazione in altre discipline, in primis proprio quella dell'architettura.
Senzapiombo 02 - foto di Salvatore Ferrara
Recuperare, smontare, sgrassare, lubrificare, lucidare, calibrare, comporre, confrontare, innestare, testare, progettare, selezionare solo i pezzi migliori. Questi gli obiettivi di questa insolita officina. 
Avete presente quelle biciclette da corsa obsolete, i telai solitari parcheggiati e dimenticati da un’innovazione industriale che programma l’obsolescenza in tempi sempre più brevi?
I creativi di Senzapiombo si impegnano nel cercare le combinazioni più adatte per riabilitare i pezzi ritrovati negli archivi del rigattiere e riproporli nella meccanica di una nuova due ruote.
Senzapiombo 03 - foto di Senzapiombo
Senzapiombo è il concetto della «parola stessa “bicicletta” che ad analizzarla bene contiene nella sua struttura la parola “ciclo”, processo sostenibile che ritorna periodicamente al punto d’inizio invece di dispiegarsi linearmente nel processo segmentato dall’usa e getta».
Senzapiombo è il «risultato di innesti imprevedibili ed irripetibili».
Senzapiombo 04 - foto di Francesco Trovato
Senzapiombo 05 - foto di Senzapiombo
Le Senzapiombo, come i progetti di architettura, sono pezzi unici ed irripetibili, poiché nascono di volta in volta da contingenze sempre diverse.
Queste le parole di Raffaello: 
L'idea non è stata tanto quella di fare biciclette "fighe, o alla moda" (vd. l'ormai sconfinato mondo delle fixed...), ma quello di applicare l'affascinante pratica del riuso (non del riciclo) ad un oggetto mai stato così attuale: la bici. Come saprai la bicicletta, in questo momento, è una sorta di simbolo della sostenibilità; un simbolo condiviso da tutti, anche da chi non la usa. C'è da dire che alle nostre latitudini non è un'affermazione facile. La totale assenza di spazi ciclabili e la grande densità di traffico carrabile, per non parlare dei forti dislivelli, rendono questo tipo di mobilità un'impresa anche per gli esperti. In questo senso è veramente complicato diffondere questo messaggio di sostenibilità. Al contempo è più facile diffondere il messaggio della sostenibilità che c'è dietro al riuso, che cerchiamo di applicare in maniera ossessiva su ogni parte della bici. Riuso ma anche piccolo artigianato e self-made. Spesso lavorando alle bici ci piace coinvolgere maestranze locali. La pratica del riuso che stiamo applicando alla bicicletta, potrebbe essere applicata anche ad altre discipline, prima fra tutti l'architettura. Ci comportiamo con le bici allo stesso modo con cui ragioniamo ad un progetto di architettura. Fare bici è, per noi, un vero e proprio progetto di architettura. Committente, vincoli economici, selezione del materiale più adeguato, senso dello spazio e della proporzione.
Senzapiombo 01 - work in progress
Senzapiombo 01 - work in progress
Adesso che il progetto è stato spiegato in maniera chiara ed esauriente non resta che passare alle fasi esecutive per realizzarlo.
  • Si inizia con un grosso lavoro di ricerca locale per reperire tutto quello che è abbandonato, dimenticato e apparentemente non più privo di vita. Giriamo rigattieri, cantine, mercatini dell'usato, e invitiamo i nostri conoscenti a reperire carcasse e/o pezzi di bici in oblio nei loro garage. L'augurio è che vengano a trovarci persone con le loro bici dall'aspetto inutilizzabile a chiederci di rimetterle in vita, piuttosto che spendere gli stessi soldi per comprarne una nuova.
  • Fotografiamo e documentiamo i "ritrovamenti", iniziando a fare una prima selezione. Buttiamo molto poco, perché le bici sono tutta meccanica e a volte basta cambiare una molla o un paio di viti per riavere il pezzo come nuovo. Quello che non è utilizzabile viene ulteriormente smontato facendo un'ulteriore selezione. Di ogni bici cerchiamo di riutilizzare quanti più pezzi possibile, non per ridare lo stesso aspetto di prima alla bici, ma perché i pezzi di una bici è come se già si conoscessero. A volte gli facciamo fare nuove amicizie! 
  • Senzapiombo 03 - work in progress
  • Progettiamo la bici. Studiamo che taglio deve avere in base ai ritrovamenti e al committente. Cerchiamo di partire dal reale, non compriamo tutti i pezzi necessari e li assembliamo. Quando facciamo un progetto di architettura partiamo sempre dai vincoli, mai dal foglio bianco. Crediamo fermamente che solo dai vincoli e dalle limitazioni possano nascere idee veramente risolutive. 
  • Progettiamo la bici. Studiamo che taglio deve avere in base ai ritrovamenti e al committente. Cerchiamo di partire dal reale, non compriamo tutti i pezzi necessari e li assembliamo. Quando facciamo un progetto di architettura partiamo sempre dai vincoli, mai dal foglio bianco. Crediamo fermamente che solo dai vincoli e dalle limitazioni possano nascere idee veramente risolutive.
  • Senzapiombo 03 - work in progress
    Senzapiombo 04 - work in progress
  • Si fanno le fotografie. Anche queste seguono un progetto. Ogni senzapiombo è fotografata da un fotografo diverso, in maniera tale da farne uscire aspetti sempre diversi. Insieme al fotografo scegliamo delle location che rispecchino sia la senzapiombo in questione, che l'idea di tutto il progetto. Le foto dovrebbero quindi rappresentare un'ulteriore esplorazione delle nostre città e del nostro territorio. Sono generalmente spazi di risulta, abbandonati, sottoutilizzati o spazi utilizzati ma non al massimo delle loro potenzialità. A questo proposito pensiamo di realizzare una mappa con le location dei servizi fotografici per rendere questi posti raggiungibili agli interessati. La fotografia diventa quindi il "primo atto" di riabilitazione delle location scelte.
  • Senzapiombo 05 - work in progress
    Tutte le creazioni della ciclofficina Senzapiombo nascono in un anonimo appartamento di Siracusa. 
    Di seguito tutti i riferimenti per chi vuole saperne di più.

    Link di riferimento
    Roberto Arleo
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