19 agosto 2013

ARCHITETTURA | Art Nouveau Fiorentina

Firenze, da sempre capitale del Rinascimento. Nulla da aggiungere né tantomeno da obiettare, non foss’altro che nasconde un lato, uno stile che non ti aspetteresti di vedere: l’art nouveau, altrimenti noto come stile liberty. Firenze vista nei dettagli si scopre ancora oggi testimone di questo movimento che si fece corrente artistica tra la fine dell’800 ed il primo decennio del ‘900. 
Questo stile estroso è possibile rintracciarlo in diversi punti dello spazio urbano. Un patrimonio che, disseminato nelle varie vie di Firenze, si mimetizzi nei luoghi e nei quartieri più diversi. 
Siamo in Borgo Ognissanti, e a pochi metri dalla chiesa, troviamo il capolavoro dell’architetto Michelozzi. 

Stiamo parlando della casa Galleria Vichi (realizzata per conto di Argia Marinai Vichi) che, completata nel 1911, ancora oggi resta uno dei più importanti e affascinanti esempi di Liberty. Si caratterizza per il suo verticalismo, la straordinaria commistione di pietra artificiale, acciaio e vetro che adorna la facciata, e gli estrosi adornamenti esterni, come le aquile che tengono i lampioni e i due dragoni all'altezza della grondaia aggettante che coronano la facciata.
Le facciate laterali, contornate da fasce grigie, affidano la loro caratterizzazione, più che agli episodi decorativi, all'originale disegno delle aperture: sul lato ovest un portoncino concluso a semicerchio, con tre finestrine circolari; sul lato est, oltre a due strette aperture disposte verticalmente, un arco acuto raccorda le porte-finestre del pian terreno e del primo piano.
In via XX Settembre, nel quartiere dello Satuto, abbiamo poi il Villino Galeotti Flori, risalente al 1915. Fu una delle ultime opere dell'architetto Michelazzi, in una zona residenziale edificata da pochi anni lungo il Mugnone. Facilmente riconoscibile dalla facciata dal doppio ingresso e dal rivestimento in pietra artificiale e laterizio a vista.
In via della Robbia, alle spalle di Piazza Donatello troviamo invece il Villino Ciuti. Si caratterizza per la terrazzina decorativa all'ultimo piano e dalle numerose e dettagliate decorazioni in ceramica alle finestre e al sottotetto.
Villino Ravazzini, considerato “fratello minore” del Broggi Caraceni, si trova a pochissimi si trova a pochissimi passi dal noto villino in via Scipione Ammirato. Sempre realizzato da Michelazzi, fu terminato nel 1907. Separato dalla strada da due cancellate in ferro battuto è tra i più eleganti e rigorosi edifici liberty, andando incontro ad una crescente rivalutazione critica negli ultimi decenni.
Spostandoci in piazza Tasso e viale Petrarca, troviamo Villino Giulio Lampredi. Realizzato anche questo da Giovanni Michelazzi fra il 1908 e 1909, è caratterizzato da una facciata tripartita impreziosita dalle colonnine a sbalzo con dragoni ornamentali, dai tre balconcini del primo piano e dai numerosi dettagli decorativi.
Andiamo adesso fuori Firenze, precisamente a Calenzano, dove si trova Villa Matilde, considerata uno dei migliori esempi di architettura eclettica all'interno della produzione liberty toscana. Fu costruita dall'architetto fiorentino Dante Fantappiè ad inizio '900, avvalendosi della collaborazione di grandi artisti cittadini per la realizzazione del grande parco, che rimase però incompleta.
In realtà lo stile liberty a Firenze era molto più diffuso. Ma le guerre nel corso dei primi del ‘900 hanno abbattuto gran parte delle ville presenti in città. Nonostante tutto queste poche testimonianze fanno in modo che, lo stile ispirato al linearismo e ornati vegetali e floreali, assuma sempre più importanza e bellezza, donando alla città una piccola nicchia di arte del secolo scorso.

Mariangela Grippa   

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