31 agosto 2013

DIARY 2.0 | L'incontro di Tempra e Mitico - 01

Inauguriamo una nuova rubrica fatta di racconti. Parla di due protagonisti reali, Tempra e Mitico, romani, si incontrano e vivono una storia che di reale non ha nulla, costretti dalla calamita che li attrae loro malgrado, a viverla nell'unico modo cui sono capaci: il filo delle parole. Le  brevi situazioni che si ritrovano a vivere, diventano post-it che raccontano il non-vissuto nelle immagini della loro fantasia, post-it che ognuno di loro col proprio stile e la propria personalità lascerà all'altro, consapevoli che il filo che rende reale e li tiene sospesi. È l'attimo, fuggevole unico istante, concesso a loro di vivere insieme e che viene dilatato grazie al nutrimento che la parola arricchirà di volta in volta. Ogni istante diventerà una pennellata di colori e di emozioni, ampliata dall'immaginazione, nell'attesa che altri momenti brevi arrivino a renderla viva. 
Stupore, ironia e romanticismo si mescolano per celare il dolore della fine sempre incombente, come se vivessero in una bolla sospesa nell'aria che li sospingerà per quattro mesi in una storia impossibile, vissuta su una panchina, uno scooter, in un bar, alla fermata del binario di un treno. 
Dialoghi surreali e luoghi appannati in una storia di testa e sesso, molto testa e meno sesso, trasferito anch'esso nell'immaginario personaggio che corre in autostrada. 
Questa rubrica si chiama Diary 2.0 ed è a firma di Tempra e Mitico.
Parte da qui.

© brunifia

"Allora adesso siamo fidanzati!" irrompeva Mitico avvicinandosi con il viso al suo, sulla scala mobile.
Lei si fermava, sorpresa, si girava e lo guardava, quasi inciampava sul gradino che si muoveva.
Poco prima aveva acquistato un ombrello perchè la pioggia li aveva colpiti, e lei pensava ai suoi capelli, che arricciati sarebbero diventati mostruosi, non voleva. Perchè poi? Si sorprese a pensare, in fondo era uscita per recarsi ad una manifestazione contro la violenza del lavoro sui lavoratori, insomma, una cosa che sapeva molto di articolato e fuori costrutto... I capelli erano salvi, ma adesso che rispondere? Quel Mitico, come lo chiamavano in ufficio, rosso dentro e fuori più chiaro, forse lo aveva sorpresa più di quello che pensava, per questo, forse, quella volta alla festa della pensione gli era quasi saltata addosso per  fare la foto o lo invitava a fare Che Guevara... sto impazzita, pensava... mentre lui rideva sornione e dolce, con la voce calda e mostruosamente sigarosa. Era talmente vicino come non lo era mai stato che ebbe una leggera vaghezza... 
"No… dico, ora che siamo usciti da soli… siamo fidanzatai!"- "hihhihi" e rideva e si sganasciava... Mitico. 
Sembravano due scemi che saltavano la prima metro e che si smarrivano alla discesa non riconoscendo dove si dovevano recare. 
In quei pochi minuti le vennero in mente tutte le altre occasioni in cui ce l'aveva avuto vicino. Pioveva
sempre, tutte le manifestazioni cui avevano partecipato li avevano visti zuppi e felici, con i fischietti e il megafono… e una volta, addirittura, le aveva offerto un passaggio sullo scooter, anch'esso naturalmente Mitico, che cavalcava come su un destriero imbizzarrito.
Questo se lo ricordava molto bene, perchè scendendo aveva detto a se' stessa: "Col cavolo che ci rimonto", "Pauuura?? eh??!!" - "Macchè!" rispondeva riaggiustandosi il culetto. Ma questo era successo tanti mesi prima, tanti mesi prima… 
E ora che stava accadendo? - Dove stiamo andando? Intanto lui parlava: "ehh lo so ti sei fatta una idea di me, che sono un uomo impegnatissimo, nella vita e nel sociale, ma tu qualche mese fa mi hai lanciato freccette d'amore altro che, m'hai messo la polverina magica ogni volta che ti avvicinavi con le tue gonnelline fruscianti e ridevi, Dio come ridevi… non posso essermi sbagliato, eh che dici? Ci fidanziamo? O almeno... conosciamoci!" 
"Conosciamoci" ma che significa conosciamoci! già ti ho detto tutto, raccontato la mia vita, i miei figli, brevi accenni delle mie infrazioni sentimentali, passioni la natura, la fotografia, per la politica, insomma siamo ottimi amici, ma sei anche sei l'uomo perfetto e intoccabile… GIAMMAI!" e già gli alitava addosso il sapore di gomma alla menta con quel sorriso compiacente e smarrito. Non sanno come quel pomeriggio, dopo la riunione, riuscirono a ritrovare la strada che li conduceva al binario 12, smarriti, mani che si incrociavano di tanto in tanto, i visi paonazzi per essere usciti allo scoperto... e quel "conosciamoci" che rimbombava nel cervello.

Tempra
  
© brunifia

Foto, la scatta un sensibile fotografo in una metro romana: biondi, a 20 cm uno di fronte all'altra, le mani vicine che sembra stiano per agganciarsi. Intorno tante persone e una metro con le porte aperte dove le persone stanno per entrare o sono entrate, loro no, si guardano e stanno parlando.
Non si distinguono bene i volti, la foto è stata fatta con un 80 millimetri, ma i loro lineamenti, il loro modo di vestirsi, la posizione dei corpi suggerisce bellezza, e diversità.
Tutti entrano ed escono dalla metro e loro? Stanno là devono andare da qualche parte, ma non si muovono, parlano e si guardano, sono diversi da chi entra o esce per andare a casa, al lavoro o da qualche parte. 
Non se lo chiedono dove vogliono andare.
L’occhio del fotografo può leggere tutto questo, può cogliere l’attimo. Come un cercatore di funghi capisce dalla diversa altezza dell’erba la presenza di un Prugnolo, il fotografo riconosce la presenza, la particolarità, può indovinarne la razza dell’attimo, ha capito che lì in mezzo a quell’erba di pendolari c’è un amore.
Un vigilante ha notato quei due biondi che non entrano e non escono e stanno li, a fare che? Meglio controllare col microfono direzionale, non registrerà, ma è meglio essere prudenti.
Sonoro; Lui: "Mi piaci troppo, conosciamoci meglio. Di te mi piace tutto, gli occhi, il ridere, la passione, la forza. C’hai la Tempra".
Lei: "Mitico mi spiazzi. Davvero mi spiazzi. Non credevo, non potevo immaginare".
E così come l’ape guerriera gira intorno all’alveare a sprecare quasi tutto il suo tempo in un'inutile vigilanza, l’addetto alla sicurezza commenta sollevato con il suo collega guerriero, che non c’è problema sono soltanto due babbioni che vogliono appartarsi e giocano a fare gli innamorati.
Lui si chiama Mitico, lei si chiama Tempra cosa fanno nella vita e chi sono lo sa la ‘Rete’ il web 2.0.
Un grande fratello spontaneamente organizzato sta tracciando due biondi romani ma il regista occulto vuole saperne di più, non ha ancora identificato i gusti commerciali dei due, non capisce i servizi che potrà proporgli. Ha visto bene il fotografo e allora si deve orientare su agenzie di viaggio, fiorai, gioiellerie? O ha sentito meglio il vigilante e allora una pensione al mare, un bar, una panchina, una libreria, una scalinata al Colle Oppio?

Mitico  

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