30 agosto 2013

INTERVISTA | Tatiane Araujo: “A New York mi sento viva”


Il dripping di Tatiane Araujo approda nuovamente a New York, dopo l’ultima performance live in occasione di Roma Vintage l’artista brasiliana è ripartita per gli States. Sempre in movimento, l’Araujo lega la sua arte alle movenze del colore e delle idee, le sfumature non le appartengono, lei sceglie le tinte decise e ne fa quello che vuole. 
La sua gestualità diventa un tutt’uno con tela su cui imprime la sua leggerezza dello spirito, è questo che le permette di esprimersi con la forza del gesto pollockiano e l’ha fatta selezionare come unica artista concettuale della collettiva Art & Music che ha ufficializzato il suo rientro artistico a New York. 
 La curatrice Esther Nash ha percepito la sua forza espressiva e seguirà la curatela del primo wall painting dell'artista brasiliana che inizierà a prendere forma il 29 agosto. Il murales permanente sarà ospitato da TownHouse Gallery di Brooklyn che diventerà il punto di riferimento di Tatiane Araujo.


• Di nuovo in viaggio: a New York ti sei rimessa a studiare e stai lavorando a nuovi progetti; raccontaci la tua ultima mostra nella città che non dorme mai.  
La mostra, che si è tenuta il 3 agosto a Brooklyn, organizzata da una casa discografica: Las Roaches Suite, è stata un’esperienza nuova, divertente e ha rispecchiato perfettamente lo spirito della Grande mela, ovvero fratellanza e unione di generi diversi. Cinque visual artists, djs e rappers si sono uniti per dar vita a questa prima e speriamo lunga serie di eventi.

• Cosa trovi in New York di così speciale da costringerti a tornarci per cambiare le tue diverse direzioni artistiche? 
Quest’anno torno a NY per la quinta volta. E proprio quest’anno ho capito davvero cos’è che mi piace realmente di questa città: le persone che la abitano.
New York è affascinante, architettonicamente sbalorditiva e offre tantissimo da tutti i punti di vista: arte, divertimento, spettacoli, gastronomia... Ma a renderla così speciale sono proprio i newyorkesi, pochi realmente nati qua ma tutti desiderosi di conoscenza e di interscambio culturale.
È una città dove vieni investito dalla voglia di comunicare, scambiare emozioni ed esperienze con il prossimo e questo succede ogni giorno: sulla metro, in fila per il bagno o al supermercato.
Io a New York mi sento viva e parte di un mondo che mi appartiene.

• Hai intitolato un tuo recente progetto artistico RAIZES, radici in portoghese, come se nonostante i tuoi continui spostamenti tu abbia bisogno di ricordare a chi guarda i tuoi colori da dove arrivi, quali sono le tue radici artistiche? 

Quest’anno è stato molto importante per me, ho iniziato a guardare dentro me stessa con spirito critico e sincero. Ho capito che per esistere tutti noi ci attacchiamo a un senso di appartenenza. Io l’ho trovato tornando a vivere a casa con mia madre dopo dodici anni di vita indipendente. Noi siamo fatti di Radici. Da qui parte il mio progetto: scoprire la mia appartenenza alla Terra. Le mie radici ora sono ben salde dentro me e posso viaggiare ovunque senza sentirmi mai persa. Questa scoperta mi ha regalato un senso di pace interiore e un’incredibile voglia di scoprire il mondo.
Le mie radici artistiche sono il Brasile, i suoi colori, la sua gioia, sono la mia famiglia matriarcale, l’amore e l’ammirazione per il coraggio e la forza delle donne. Le mie radici sono forti e dure, affrontano gioie e dolori, da qui il bisogno sempre più forte di trasmettere queste emozioni, è così quando dipingo su una tela, quando dipingo un corpo o una qualsiasi altra superficie, in quel momento pianto un po’ di me.

• Cosa c’è di strano e insolito nella tua arte, quel paradosso che appartiene solo a te? 
Bella domanda! In realtà sto ancora cercando di capirlo!
Quello che posso dire, dal mio intimo, è che da una parte nella mia esperienza artistica c’è una voglia disperata di libertà, come se io volessi gridare al mondo: “Ehilà io sono qui, e vorrei condividere con tutti il mio amore per la vita”.
Dall’altro lato, in ogni mio lavoro c’è una parte segreta, che solo io conosco e che non svelo mai a nessuno. È il mio posto magico dove nascondo alcuni lati del passato e alcune paure.
Rossana Calbi

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