22 agosto 2013

WHO ARE YOU | Simona Gennaro, una raccolta di attimi ed emozioni

Simona Gennaro, nata a Messina, la bella Zancle, città in cui tuttora vive. Anche lei è stata catturata dal nostro gruppo flickr. L'abbiamo intervistata per voi.
© Simona Gennaro

• Chi sei?

Sono una studentessa di Geologia, prossima alla Laurea -finalmente, dato che la aspetto da marzo!- prossima alla partenza per la specialistica! Mi piace conoscere, sapere sempre più. Sono anche una volontaria dei Giovani della Croce Rossa Italiana e, proprio grazie alla C.R.I., ho viaggiato spesso in questo periodo per frequentare un altro corso di formazione (stavolta per “Istruttore Nazionale di Protezione Civile”). Non sono molto abituata a parlare di me stessa, preferisco ascoltare, ma farò uno sforzo. Mi piace molto fare escursioni in giro per le montagne, in mezzo alla natura, ma amo la spiaggia ed il mare. Scendo in spiaggia quando sono triste o nervosa: guardare le onde mi rende serena e mi rilassa, mi fa stare bene, credo che non potrei farne a meno. Mi sono avvicinata alla fotografia quando frequentavo il Liceo, dove il Prof. Matteo Moraci organizzava ogni anno un corso di fotografia. Era un professore di inglese, fotografo e amante di quest’arte (www.flickr.com/photos/matteomoraci). Decisi di parteciparvi e lì è scattato l’amore verso la fotografia. Cominciai ad abituarmi a girare sempre con la mia digitale nello zaino o in borsa. Ad oggi, ovviamente non sono una fotografa professionista, anzi non sono nemmeno una fotografa forse. In realtà non ho nemmeno gli strumenti “giusti”. Niente reflex. Niente obiettivi super-mega-galattici. Solo la mia Nikon Coolpix L18, uno dei regali per il mio 18esimo compleanno, ho usato anche una vecchia analogica però, e mi piace. Niente grandi strumenti però. “Poca tecnica”, questo probabilmente è ciò che penseranno molti di coloro che vedono le mie foto su flickr. Non mi importa però, mi interessa ricevere critiche costruttive ma per il resto scatto e basta. Credo che non basti la macchina fotografica di ultima generazione per fare una “bella” foto, anche perché poi si pone pure questo problema. Io non credo che le foto debbano essere “belle” e basta, che siano belle è solo un accessorio, in realtà le foto devono riuscire semplicemente ad emozionare. Devono essere il disegno di un emozione! Nelle foto che faccio c’è ciò che vedo, ma non solo ciò che vedono i miei occhi, c’è soprattutto ciò che vede la mia testa. Quindi nelle foto ci vedo me stessa e il mio stato d’animo. Forse spesso mi sono nascosta dietro una foto per non cercare di spiegare come mi sentissi.
© Simona Gennaro
• La prima cosa a cui pensi appena sveglio?
Cosa devo fare oggi? … e poi, come uno zombi, mi dirigo verso caffè e biscotti.

• Di cosa hai una scorta?
Mmmh… di matite e colori a matita!

• Una parola o un'espressione che ami? E una che odi?
“Change yourself and act!”, è il motto della campagna “Climate in Action” della C.R.I., ma lo adoro perché credo si debba applicare ogni giorno nella propria vita. 
Odio l’espressione “tanto non cambia nulla”. Non capisco perché la gente non riesca a comprendere e a credere che un cambiamento in positivo sia possibile.
© Simona Gennaro
• Di cosa hai bisogno per essere felice?
Di sentire felici le persone che amo e saperle serene.

• In questo mondo le persone si dividono in?
Oneste, leali – Disoneste.

• Un politico, una popstar o un artista che ammiri particolarmente per vari motivi?
Un politico? Non scherziamo! 
Ammiro Renato Accorinti, neo-sindaco della mia città, per le battaglie che porta avanti da sempre. Poi per il resto, anche se non sono né popstar o artisti, Margherita Hack e Mario Tozzi, in quanto grandissimi divulgatori scientifici.
© Simona Gennaro
• Il luogo più importante di casa tua?
Il giardino.

• Tre posti dove non sei mai stato e che vorresti vedere?
Irlanda e Australia, mi affascinano da sempre, e poi India. 


• Pensando all'Italia, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Meglio che non lo dica…
© Simona Gennaro
• Quale città d'Italia ti attrae per il suo ambiente creativo?
Ferrara, ma Messina non scherza. Un po’ di amore per la propria città non guasta.

• Cosa volevi fare a 14 anni?
Ahahaha… la veterinaria!

• Cosa non indosseresti mai?
I pantacollant come fossero pantaloni. I pantaloncini, non vorrei mai utilizzarli, ho un avversione.
© Simona Gennaro
• Che cos'è per te la creatività?
La creatività è ingegno e fantasia, ma forse soprattutto saper guardare il mondo con gli occhi da bambino… sempre pronti a dire “Ohhh”.

• Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
Dipende da cosa ho in mente, ma scatto senza programmare la scena. L’ho fatto solo un paio di volte, ed i risultati non mi hanno soddisfatta molto a dire la verità.

• Che definizione hai per la fotografia?
Mi viene in mente la citazione: 
"Ma che tipo di uomo sei, in conclusione?" domandò Leo.
"Sono un clown -risposi- e faccio raccolta di attimi."
[Heinrich Boll, "Opinione di un clown"]

Ecco, la fotografia è una raccolta di attimi ed emozioni.
© Simona Gennaro
• Qual è il posto dove riesci a trovare più idee?
Non so, molto dipende dal mio stato d’animo.

• Che cos'è per te il lusso?
Credo sia l’eccesso. In tutto.

• Un film recente che ti è piaciuto? Perché?
“Quasi amici”, è una splendida descrizione dell’amicizia.
© Simona Gennaro
• L'ultimo libro letto?
“Le notti bianche”, Fëdor Dostoevskij.

• Una colonna sonora delle tue giornate?
Dipende dalle giornate, passo dai Metallica alla musica classica.

• Cosa o chi consideri sopravvalutato oggi?
La tecnologia.
© Simona Gennaro
• Con chi ti piacerebbe lavorare?
Mmmh… non saprei rispondere.

• Cosa provi quando rivedi alcuni progetti di due o tre anni fa?
Rivedo me stessa in quel periodo.

• L'ultima cosa che fai prima di dormire?
Rispondere agli sms.
© Simona Gennaro
• Progetti per il futuro?
Vivere.

• Link dove è possibile vedere quello che fai o dove seguirti?

• Una frase o un pensiero per concludere l'intervista?
“Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura.” - Paulo Coelho, “Brida”.

Siate dei giardinieri e curate il vostro giardino.
© Simona Gennaro

Roberto Arleo   

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