14 settembre 2013

DIARY 2.0 | Quando l'amore chiama - 03

© brunifia
Rideva, rideva. Ma che ce sarà da ride. Che stronzo, rideva e scassava, sentire il corpo così pieno di bombe lo autorizzava a scassare tutto.
Il soggetto si chiama Mitico e da poco ha scoperto di essere innamorato; testa, sesso, affinità c’è dentro tutto; se non fosse che lei separata, stanca di unioni e con figli, si potrebbe dire che ha incontrato la donna della sua vita. Ma questo è un altro discorso.
Stanotte è ad una cena con gli amici e dopo un incontro di 10 minuti con la donna della sua vita ha cominciato a messaggiare CoreLei per sfogare la frustrazione di non poterla mostrare alla vita.
CoreLei dorme, CoreLui è brillo, è lucido e brillo.
Msg CoreLui ‘Dormi?’
CoreLei si sveglia, urta la lampada che cade e si rompe; neanche la luce.
A tastoni cerca il telefonino e invece trova la faccia di Alice che si sveglia quasi piangendo.
‘Ma che... mamma stai bene? Hai fatto un brutto sogno?’
‘No ho ricevuto un msg e non trovavo il telefonino. Mi sono un po’ spaventata’
'Fosse uno stalker', la voce di Anita, è spaventata, troppe pubblicità sulla violenza sulle donne; ‘Mamma segnaliamolo ai carabinieri, domattina andiamo e facciamo un esposto, non si sa mai. Ma scusa lo sai chi è?’’
‘Si lo so chi è, non ti preoccupare è CoreLui, è ubriaco e siccome mi ha prestato un libro che dice di amare molto, si sente autorizzato a sconfinare nella confidenza. Non ti preoccupare è innocuo e non ci vuole fare del male’
‘Sei sicura? Non è che ti sei messa in qualche impiccio e dici questo per non farmi preoccupare? Guarda che ho anche degli amici che non si fanno scrupolo a parlare con tipi del genere’
‘Ho detto che non ti devi preoccupare, e grazie per l’offerta, ma non è come pensi. Ora rimettiamoci a dormire, se ci riusciamo’
Smette di ridere CoreLui, come se avesse immaginato la conversazione tra madre e figlia, la sensibilità non gli fa difetto, ma non riesce a smettere di essere felice, un idiota, ma felice.

Mitico  

© brunifia
Dormiva. Profondamente. Lontana. Sognava, forse. Fase REM.
Un piccolo bip e lucina nella notte profondamente buia. Sonno. Coscienza.
Ha fatto bip, no... sonno, no bip, leggi. No sonno, no bip, leggi.
Il cervello continuava nel limbo alternato.
Vinceva coscienza.
Apriva gli occhi a stento. Sms luminoso: Dormi?
Risposta interiore: dormivo! Hai sbagliato tempo!
Un istante per rendersi conto che:
- aveva finito il credito (eppure aveva avvertito lo sveglio)
- dormiva
- poteva decidere.
Ok: decideva: lo faccio.
Velocemente un help dal cell: tic tic tic tic tic... "Operazione non disponibile per il cliente selezionato"
Si arrendeva.
Da un lato le dispiaceva dispiacere.
Dall'altro lato 2 piaceva sentirlo.
Dall'altro le piaceva far friggere.
Vinceva piaceva sentirlo.
Srotolava lenzuola, si alzava, apriva computer, attendeva, password, clessidra girava, attendeva, collegava: "inviare sms da web".
Minuti passavano.
Frenesia ora.
Dormiva prima, ora febbre.
Sms da web: "non ho credito, mi chiami o apro mail?"
Risposta: "Apri mail"
Apriva mail: "Ciao, sono cotto volevo sentirti, puoi tornare a dormire."

Tempra  

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