19 settembre 2013

WHO ARE YOU | Paola Faravelli, improvvisamente mi è venuta un'idea

Fotografi originali dal nostro gruppo flickr, oggi dedichiamo la rubrica "Who are you" a Paola Faravelli.
Buona lettura.
All I need was love (na na na na na) © Paola Faravelli

• Chi sei?
Mi chiamo paola faravelli [in minuscolo, ci tengo] sono nata ad Edimburgo in Scozia e da almeno un milione di anni vivo a Diano Marina, un paesello come tanti sulle rive del mar ligure. 
Il mio mestiere "vero", quello con cui guadagno i soldi per intenderci, è vendere case, tristissimo, lo so. Però si può trovare un senso anche nello scrivere un annuncio immobiliare, se ti piace la scrittura, e far fotografie ad un bilocale anni sessanta, se ti piace fotografare. 
La mia libertà [che mi è costata qualche affare in meno, ma #chissenefrega] è sempre stata quella di proporre case come piaceva a me, un po' fuori dagli schemi. 
Ma insistere con questo personalissimo modello, ha fatto sì che, grazie al boom dei social network, le mie attitudini si rivelassero all'improvviso utilissime, portandomi oltre i confini del paesello in cui vivo, e ben oltre il mio mestiere di agente immobiliare.
Io trovo che la rete sia meritocratica, se vali qualcosa, vai avanti, altrimenti: puff. 
Ciò detto, mi piacciono i libri, e li leggo anche, mi piace respirare affannosamente l'aria caldissima mentre scalo in mtb il gran premio della montagna sulle mie amate colline. Mi piace la musica, ma a chi non piace? E amo il mio cane, Brasco, che quando posso porto con me.

Bloggers © Paola Faravelli

• La prima cosa a cui pensi appena sveglio?
Che bello, non sto pensando a te! [n.d.r. l'ex]

• Di cosa hai una scorta?
Tisana al finocchio.

• Una parola o un'espressione che ami? E una che odi?
Blandamente.
Ma anche no.
Chi non ha scarpe © Paola Faravelli

• Di cosa hai bisogno per essere felice?

Di una giornata in giro per la Liguria a far fotografie.


• In questo mondo le persone si dividono in?
Quelli che cantano a squarciagola in macchina e quelli che invece no.

• Un politico, una popstar o un artista che ammiri particolarmente per vari motivi?
Come politico mi è piaciuto Hollande per come ha portato avanti la questione dei matrimoni gay. In generale ammiro i personaggi pubblici che si battono per qualcosa correndo il rischio di essere travolti dal dissenso del pubblico pagante. 

Come flight with me © Paola Faravelli

• Il luogo più importante di casa tua?

Il tappeto della sala, è lì che vivo.

• Tre posti dove dove non sei mai stato e che vorresti vedere?

New York, Stoccolma e tutti i posti che sembrano alla fine del mondo.


• Pensando all'Italia, qual è la prima cosa che ti viene in mente?
Casa mia.
Foto da cesso © Paola Faravelli

• Quale città d'Italia ti attrae per il suo ambiente creativo?
Nessuna in particolare, oggi con il web si può lavorare con chiunque da qualunque posto del mondo [vedi i progetti di Mikaela Bandini partiti da Matera]. Sono le persone a fare la differenza.

• Cosa volevi fare a 14 anni?
Volevo fare Raffaella Carrà.

• Cosa non indosseresti mai?
Una minigonna e le scarpe con il tacco [motivo per cui non sono riuscita a fare Raffaella Carrà].
Gabbiani © Paola Faravelli

• Che cos'è per te la creatività?
Interrompere tutto, ma proprio tutto, perché improvvisamente mi è venuta un'idea.

• Da cosa trai ispirazione per i tuoi progetti?
Le persone e le loro storie sono fonte di ispirazione, ma in maniera particolare mi piace mischiare i linguaggi. Io credo che ovunque si possano trovare spunti interessanti, spesso è solo la piattaforma "sbagliata" a rendere invisibili dei messaggi fantastici.

• Che definizione hai per la fotografia?
In generale un'arte, la capacità fare proprio un attimo e regalarlo all'infinito. Per me, invece, il culo di schiacciare il pulsante* [otturatore] al momento giusto.
L'appendice © Paola Faravelli

• Qual è il posto dove riesci a trovare più idee?
Al bagno! Assolutamente. *avevo scritto cesso, ma mi pareva brutto.

• Che cos'è per te il lusso?
Non chiedere il prezzo.

• Un film recente che ti è piaciuto? Perché?
Io che adoro i film, non so cosa scrivere. Ho visto Molto forte, incredibilmente vicino. Bello, ma il libro di più... Quindi ti rispondo: American Life, di Sam Mendes. Ha quattro anni, spero valga ugualmente. Mi è piaciuto perché è on the road, e io adoro i film on the road, perché racconta in maniera leggera [ma non troppo] di cose in cui potersi riconoscere, perché gli attori e il regista sono speciali. E soprattutto, lo ammetto, perché finisce bene!


• L'ultimo libro letto?
Sto leggendo Il metodo della bomba atomica, di Noemi Cuffia, nota in rete per il suo blog letterario "Tazzina di Caffé". A differenza di American Life, dove tutto scorre, qui ogni frase [forse ogni parola] è ricercata, intensa, sofferta. Mi piacerebbe saper scrivere come Noemi.
La pettinatrice © Paola Faravelli

• Una colonna sonora delle tue giornate?
Da parecchi anni la mia colonna sonora è un mix di pezzi scelti random da itunes. Da qualche mese è diventata un mix di autori, scelti da me su spotify. E quando dico mix, intendo che in ufficio, Mariarosa [la mia socia] ed io, passiamo da Jacques Loussier a Caterina Caselli senza battere ciglio.


• Un sito che tutti dovrebbero visitare?

Io giro solo tra i blog, i siti vecchio stile magari in flash, esistono ancora? Comunque non saprei, sono assolutamente random, spesso mi lascio affascinare da un link che intercetto su twitter, non ho preferenze particolari.

• Cosa o chi consideri sopravvalutato oggi?
Trovo sopravvalutati alcuni di nuovi guru del social marketing. Spesso riciclano nozioni di psicologia di vendita che da noi in Italia sono arrivate negli anni novanta, ma che in America esistono dagli anni cinquanta. 


• Un aneddoto indimenticabile legato alla tua attività?
Beh, proprio indimenticabile non so, io certamente non me lo scorderò più. La volta che ho sbagliato il prezzo di una villa di un milione di euro, con il possibile acquirente che in un orecchio mi sussurra, ma lei mi aveva detto... Naturalmente ho negato tutto! Comunque la villa non valeva la cifra richiesta dal proprietario.
Leaving on © Paola Faravelli

• Con chi ti piacerebbe lavorare?
Siccome mi piace molto scrivere, il mio sogno sarebbe incontrare un bravo editor. Mi è piaciuta molto Dalia Oggero che ho sentito con Marcello Fois ad Anteprime 13.

• Cosa provi quando rivedi alcuni progetti di due o tre anni fa?
Spesso li trovo bellissimi, addirittura come se non li avessi pensati io!

• L'ultima cosa che fai prima di dormire?
Mi metto il bite, perché digrigno i denti.


• Progetti per il futuro?
Al di là della mia agenzia immobiliare, penso a qualcosa di pragmatico come migliorare nel mio nuovo "mestiere" di relatrice in ambito utilizzo dei social network [in particolare di twitter], e qualcosa di più supersonico come scrivere un libro. La fotografia non è un progetto, perché ormai fa parte del mio essere paola.

Tutto ciò che conta © Paola Faravelli

• Link dove è possibile vedere quello che fai o dove seguirti?
Faccio talmente tante cose, che la cosa più semplice è il link ad about me: www.about.me/paolafaravelli e quello di twitter: www.twitter.com/paola_faravelli

• Una frase o un pensiero per concludere l'intervista?
Ho sempre letto, soprattutto nei mantra in power point che ricevevo a natale [dopo aver mandato affanc... chi me li spediva, ora non li ricevo più], che l'importante è credere nei propri sogni, ché solo così si potranno realizzare. Ma ho sempre pensato che fossero parole prive di significato, invece era solo sbagliata la piattaforma di diffusione, perché questa è l'unica verità assoluta in cui continuare credere, nonostante i power point!


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