13 ottobre 2013

CITAZIONI | Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti

Si conoscono troppo bene le partenze, si fanno di continuo, come un allenamento a separarsi dalle persone che più si amano. Hanno il colore della solitudine e la malinconia dell’autunno.
© Fabio
Prende un foglio di carta e con quello copre il lato destro della fotografia. La metà sinistra della tua faccia ha l’aria ironica, spavalda. Sorride. Possiede l’aggressività delle donne capaci di farsi strada da sole. -Questa sei tu da fuori […] E’ come sei con gli altri, come hai imparato a stare in pubblico. Non dico che sia una maschera, ma è come un bel vestito, come la dizione con cui hai cancellato l’accento che avevi. E’ il modo in cui ti vesti per uscire, no? Questo invece è l’abito per stare in casa-. Sposta il foglio a sinistra e la ragazza della foto si trasforma di colpo. Il sorriso scompare. E’ diffidente, quasi minacciosa. Sembra anche stanca: stanca di trovarsi lì, stanca di essere guardata.
© nonplusultra22
-Abitare, abito, abitudine. E’ tutta roba che ci mettiamo addosso, tutti i nostri strati protettivi-. […] -Comunque, gli occhi sono dei bugiardi schifosi. E’ il frigo lo specchio dell’anima-.
© Carolina Conte
Massaggia le tempie di Sofia con le dita, cercando di ammorbidire i pensieri duri che la affliggono. -Che meraviglia-, dice lei, sotto l’effetto combinato di Caterina, della marijuana e delle gocce che sta prendendo per l’ansia.[…] Rimane lì sdraiata fino a perdere i sensi. […] Pensano che sia meglio così, che ci siano periodi nella vita in cui la lucidità non serve a niente.
© Alessandra Gregori
Una volta mi aveva detto di avere un unico vero talento, quello di riconoscere la fine delle cose.
© Carolina Conte  
Oggi il principio è: attacca di sorpresa e nasconditi subito dopo. Non affezionarti a niente. Piuttosto che rimetterci la pelle, è molto meglio prendere le tue idee, il tuo amore e i tuoi quattro stracci e portare tutto quanto altrove.
© Carolina Conte
 -Vuoi sapere i miei programmi per Natale?-, dice la ragazza. -Farmi molti bagni e dormire molto. Svegliarmi tardi e andare a letto presto. Non rispondere al telefono, rileggere Moby Dick, drogarmi fino agli occhi e cercare di dimenticarmi che è Natale. Ti basta così?-
© consuelo cocchini
Non ti eri mai accorta che, dalla stazione Centrale, i binari puntano verso nord, e per andare a sud bisogna fare il giro di mezza Milano. Per te era solo l’attraversamento di una palude urbana, la faticosa rincorsa necessaria prima di prendere velocità in campo aperto. Adesso invece riconosci i luoghi. Il ponte di via Padova, Lambrate, l’Ortica. Le torri di periferia logorate dal tempo […] i balconi incolonnati uno sull’altro, addobbati per la tua partenza. Poi la vista ti si appanna o è il tuo fiato che fa condensa sul finestrino. E solo quando te ne vai ti accorgi che le vuoi bene, a questa morsa nello stomaco che è la tua città d’inverno.


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