5 ottobre 2013

DIARY 2.0 | Al bar - 06

© brunifia
Stava seduta al bar, faceva freddo ormai, l'inverno era alle porte e le foglie cominciavano a tappezzare i marciapiedi di giallo. Sedeva e mangiava un mini cornetto. Alla fine del morso perfetto si accorgeva di lui che la guardava strafogarsi lussuriosa mentre si leccava le dita sbocconcellando e facendo i rumori tipici con la bocca... schioccava, sbavava, si leccava le dita, si sentiva libera di farlo, ostentava quella libertà per farsi guardare. Ogni tanto lui le passava il pollice sulle labbra e lei tendeva ancora di più il collo per farsi ripulire, volevano toccarsi e farlo con la marmellata in mezzo era intimo e divertente, si fondeva con il rossetto e lei lo lasciava fare, rendendosi conto solo allora di non aver offerto neanche un pezzo di cibo... era troppo tardi, rimaneva un solo boccone misero e salivato e lui apriva la bocca e se lo mangiava. Ci rimase male lei, aveva ancora fame, quella mattina aveva una voragine nella pancia, voleva le visciole con il cornetto intorno... Chiedeva scusa, ora, di non aver offerto per prima, ma che razza di maleducata sei? Pensava, ma era troppo libera in quel gesto egoista. Le persone decise nelle loro dinamiche danno l'impressione di sapere cosa volere dalla vita.

E lei voleva. Il cornetto. Quella mattina sembrava non poterne fare a meno, dolce, pieno di zucchero, si alzava e ne prendeva un altro, decisa e sicura verso il bar. Lui rimaneva a guardarla chiedendosi chi avesse fatto per primo il ballo, me o lei, si chiedeva, non mi posso essere sbagliato, mangia il cornetto con indifferenza ma mi desidera, l'ha sempre desiderato anche se non lo vuole ammettere. Ritornava alla carica. Allora? Hai ballato prima te o prima io? Da quanto tempo mangi il cornetto e da quanto non me lo offri? E perché e perché non a casa tua? E perché mi guardavi e dicevi che non era vero? Ti piaccio o non ti piaccio? Mi piaci, ma normalmente con chi mi piace faccio l'indifferente. Allora siamo a posto. Ti sono indifferente tantissimo. Ma no che dici? Eri nel mio mondo da sempre... ma no dai che vai a pensare... il cornetto finiva e lei rimaneva sospesa e irreale con la lingua allappata. Rideva e lo guardava.

Tempra    

© brunifia
E' una strana giornata di maggio. Il cielo è tutto uguale. Le piccole nuvole lo infittiscono e lasciano passare un riflesso di luce che fa immiopire gli occhi di Tempra.
Lei si mette gli occhiali da sole, ma quando il suo compagno le parla, lei li toglie e socchiudendo gli occhi lo guarda.
Visti da fuori sembrano due quasi vecchi che giocano a fare gli adolescenti; si scrutano languidamente, si tengono le mani sopra il tavolinetto del bar.
La signora che passa davanti al baretto all'aperto, dove Tempra sta spiegando la vita al suo compagno, li guarda con disapprovazione prima di entrare in chiesa per la messa mattutina.
Se sentisse i loro discorsi, la signora farebbe un bagno nell'acquasantiera.

Tempra sta spiegando al suo compagno come deve essere la fase dei preliminari nel sesso, e visto che lui non capisce, gli sta indicando le sue zone erogene.
Lui, frastornato e un po' intimorito dall'attenzione che la cassiera e il barista stanno prestando allo spettacolino cerca di ripetere a memoria il contenuto dell'ultimo discussione del gruppo d'ascolto sulle problematiche del sesso a cui ha partecipato, e dice che se SEL, che ha organizzato l'evento, sostiene che i preliminari sono importanti sì, ma se ne può fare a meno, un qualche motivo ci sarà?
E poi mica ci si vorrà far credere che Franco, il coordinatore del gruppo, è frocio? Fosse così bisognerebbe riscrivere tutte le tesi dell'ultimo congresso su "Sesso e conflitto di classe. La rivoluzione non si ferma davanti ai buchi".

L'aria continua ad essere dolce.
Le piccole tensioni tra Tempra e Mitico sembrano sciogliersi nel loro desiderio, si fiutano l’amore addosso.
Si alzano dal bar e si avviano allo scooter, devono raggiungere la loro prima volta.

Il compagno di Tempra fa per mettere in moto, ma mentre manovra scivola e cade rovinosamente a terra e riceve lo scooter pieno sulla gamba destra.

Da quella stessa bocca, prima delicata e dolce, escono tutti i nomi dei santi personaggi del Paradiso di Dante aggettivati con le pene dell’ultimo girone dell’inferno.

In un attimo tutta la poetica preparazione primaverile al sesso, svanisce in improperi che salgono di tono e scemano di riferimenti aulici.

Mitico    

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