19 ottobre 2013

DIARY 2.0 | Quando i minuti fanno la differenza - 08

© brunifia
Possibile che fossero le ventitrè e diciotto le ore del suo invio? Questo si ripeteva alle tre e quarantanove del 12 di maggio di quel lontano 2013 mentre il mattino faceva giorno alle tre e cinquanta, il cane ululava sul balcone al richiamo di un azzuffamento in altri luoghi. Perché ella alle ventitrè e diciotto era lì, pacchettino di crackers sbriciolato sulla tastiera del vecchio computer, quarta tazzona di orzobimbo fumante annacquato, foto postate sul sito di condivisione dell'epoca. E se si trovava lì avrebbe potuto invece che coprirsi con la copertina a righe... ma questa é un'altra cosa... Questo si domandava consultando le impostazioni del profilo alla ricerca dell'ora legale solare di Greenwich. Si accorse anche che mentre girava lo sguardo a destra alla rincorsa di altre minchiate, si accorse che mentre digitava, la bozza salvava alle ore 1.55, e aveva impiegato cinque minuti a digitare il messaggio... cioé 3 e cinquantasei, cioè ora. Perciò 23 e diciotto più due uguale 1 e diciotto. Ma l'una e diciotto é già dodici maggio e non più undici maggio. Basta. Decise che era arrivato il momento di sincronizzare la sua vita. Ormai era improcrastinabile. Avrebbe dovuto nel profilo controllare l'ora dell'antica città italiana di Molariasanta e sincronizzarla con quella della città italiana Roma zona Eur Colombo, vicino la Latrepel, dalle vetrine non trasparenti, dove lui la prese da dietro costretti da una fitta pioggerellina battente, un lontano inizio pomeriggio, circa le tredici e quaranta: "Se famo un panino o un pezzo di pizza?".
Ecco, se si fosse trovata seduta ad un tavolo di un bar, col solito orzo in tazza grande a guardare negli occhi un cornetto con la marmellata, se fosse stato quel momento, avrebbe risposto alla richiesta: "Che stai a pensà?".
Avrebbe risposto con l'estasi di chi sta per dire una cosa ispirata: "Sincronia... Sincronia... Sincronia... sto a pensà alla sincronia..." cui sarebbe seguito uno sgranamento di sguardi: "Spiegate mejo, so complicato, che stai a dì? Parla (...zzzo...) ogni tanto fai l'occhi truci che non capisco... parla... che abbiamo tempo prima del pulizer, magnate sto cornetto ma parla".
"Si, certo", avrebbe risposto seria e concentrata, "devo procedere a sincronizzare la mia vita, l'orologio del mio vecchio computer mi inganna e non potremo mai vicendevolmente colloquiare con le dita nel silenzio dell'una e diciotto."
Sorrise soddisfatta mentre tirava un calcio al gatto che puzzava vicino a lei ronfando con il culo in calore.
"Pussa via" gli disse. Erano le quattro e ventuno, bozza salvata alle... rispondi te!

Tempra  

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