28 ottobre 2013

L’ULTIMA COSA | Dostoevskij e il morbo comiziale

Nella prima parte del film Match Point scritto e diretto da Woody Allen si vede un misterioso Johnatan Rhys Meyers alle prese con il più celebre dei romanzi di Fëdor Dostoevskij: Delitto e Castigo. A ben vedere, in effetti, il sanguinoso modo con il quale il protagonista della pellicola di Allen uccide un’anziana verso la fine del film è lo stesso con il quale Raskol’nikov, il personaggio principale del romanzo russo, uccide la sua padrona di casa. Unica eccezione l’arma utilizzata: un fucile a canne mozze nel caso dell’attore irlandese, un’ascia nel caso del giovane russo.
È con questa curiosità che voglio arrivare a raccontare l’aneddoto che vede protagonista Dostoevskij e l’insorgenza di un male che lo accompagnerà per tutta la vita: egli (come anche vari personaggi delle sue opere) soffriva di epilessia, un male che gli antichi romani definivano “morbo comiziale”, dal termine comitium, poiché, qualora, durante un comizio nel foro romano, uno degli astanti fosse stato colto da un attacco epilettico, questo sarebbe stato visto di malaugurio e l’assemblea sarebbe stata subito interrotta.

Lo scrittore russo, per motivi politici, fu condannato a morte nella Russia zarista del tempo (siamo nel 1849) e quando si trovava ormai già sul patibolo, davanti a una folla di curiosi, con accanto il suo boia, un messaggero dello zar giunse con un messaggio di grazia per Dostoevskij: la pena di morte era stata commutata in obbligo di lavori forzati in Siberia. Immaginate ora cosa può succedere nella mente di un uomo che si trova davanti alla morte, quali meccanismi neuronali e fisiologici possono mettersi in moto quando in meno di un secondo si passa dall’inferno al paradiso. Difficile immaginarlo, lo so. Nel caso in questione egli fu colto dal suo primo attacco epilettico, il primo di tanti che l’avrebbero accompagnato per tutta la vita.
In realtà la grazia per il nostro scrittore era stata decretata già alcuni giorni prima del giorno della condanna, ma era usanza darne comunicazione poco prima dell’esecuzione, questo per far sì che il condannato accrescesse la sua fedeltà nei confronti dello zar.

Match Point non è l’unico film nel quale viene citato lo scrittore russo. Nella splendida pellicola del 2009 New York, I love you, che racchiude diversi cortometraggi che hanno come tema l’amore, uno degli episodi vede protagonisti Orlando Bloom e Christina Ricci. Quest’ultima racconta a Bloom un episodio della vita dello scrittore russo, accorsogli durante la stesura di Delitto e Castigo: non riuscendo a raccapezzarsi tra tutti gli innumerevoli fogli sparsi per casa, il suo editore gli inviò in aiuto una stenografa, Anna, che con immane pazienza riuscì a mettere in ordine tutti i fogli volanti dello scrittore. Da Delitto e Castigo fino all’ultimo grande I fratelli Karamazov, Anna rimase accanto allo scrittore per tutta la vita, prima come aiutante e segretaria, poi come moglie.
Esempio di come la vita di un’artista sia, essa stessa, un’opera d’arte.


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