7 ottobre 2013

MOSTRE | Zhang Huan tra Oriente e Occidente

Sotto un cielo che a Settembre si presenta spesso limpido, con le nuvole bianche da cartolina, sono state allestite le opere di Zhang Huan.

Siamo al Fortebelvedere, e qui, che il tempo sia limpido o tempestoso, lo spettacolo è sempre assicurato. Riaperto dopo 5 anni, torna ad essere casa del contemporaneo ospitando fino al 13 Ottobre la mostra “L’Anima e la Materia”, eccezionale lavoro di Zhang Huan, artista cinese, le cui opere si fondono con un sapore orientale dal gusto Tibetano.
Il maestro della cenere con poesia avvicina Oriente e Occidente in nome di un’universale ricerca spirituale superiore al tempo e ai confini culturali. Una delle opere che incuriosisce e attrae dapprima è la gigantesca statua a più braccia e teste, ivisibile anche dalle mura esterne.


I tre volti scolpiti, due del Buddha, uno dello stesso artista aprono lo sguardo del visitatore a riflessioni su quel comune desiderio di sacro che accompagna la storia dell’umanità, dove le immagini che evocano il mistico, sono più che mai dipendenti dalla materia, dunque sono umane anch’esse. Ma nella rinnovata fortezza medicea troviamo sculture esposte anche di Cenere, bronzo e marmo bianco. Tornano le divinità e le figure spirituali di riferimento dell’artista, Confucio, Gesù, Buddha, insieme all’uomo, all’eroe della vita quotidiana e alla natura.
All’interno del Forte c’è : Taiwan Buddha (2010), una monumentale installazione composta da due parti alte più di 5 metri, un calco in alluminio da cui viene realizzata la statua in cenere; Ash Buddha particolare per il fatto di non essere protetto da nessuna forza esterna ed essere così destinato a disgregarsi e dissolversi durantela mostra. Metafora della precarietà dell’essere umano, in una riflessione sui concetti di vita e di morte nella filosofia buddista, ma anche della possibilità di una continua rinascita.

Con Zhang Huan, uno dei massimi protagonisti dell’arte dei nostri giorni, ritorna l’uso della cenere, questa volta stesa su grandi tele di lino dove prende forma un’evanescente Ultima Cena, in relazione con la scena di Confucio che insegna ai suoi seguaci.


Grazie all’apporto del lavoro di questo grande artista cinese si aggiunge complessità e interesse ulteriore alla dialettica tra antico e contemporaneo, tra passato e presente, tra occidente e oriente.


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