29 ottobre 2013

SCHELETRI D'AUTORE | Egon Schiele, il nudo al di la dell’anima

Nessuna opera d'arte erotica è una porcheria, quand'è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l'osservatore, se costui è un porco.
Egon Leon Adolf Schiele, meglio conosciuto come Egon Schiele è stato un pittore e incisore austriaco; svincolato da qualsiasi corrente artistica, è comunque considerato uno dei più tipici espressionisti europei.
Questi parte dal decorativismo di Klimt – che considera suo padre spirituale – irrigidisce successivamente la linea trasformandola nel mezzo più efficace per rendere il suo “io”altamente tormentato attraverso una visione del mondo in cui tutto è destinato alla decadenza, in cui tutto – come lui stesso sostiene – è “morto”.
Lo spazio è totalmente occupato dal vuoto: una sorta di tragica dimensione esistenziale dell’uomo, in continuo conflitto tra la vita e la morte. Con lui il colore va acquisendo una propria autonomia – lontana dalla realtà – e da al corpo una fisicità assurda promotrice di un’aggressiva distorsione fisica.
In questo modo la sessualità diventa ossessione erotica provocando non pochi problemi e assumendo un’altissima tensione emotiva: nel 1912 infatti, Egon è accusato di aver sedotto una ragazza di quattordici anni; viene incarcerato con l’accusa – di cui verrà a conoscenza solo a fine processo – di aver soltanto esibito le sue opere, considerate pornografiche dalle autorità dell’epoca.
I giorni trascorsi in cella, tuttavia, si trasformano in un’esperienza traumatica. Schiele decide di tornare a Vienna: qui, grazie all’aiuto del suo mentore Klimt, riesce a tornare alla ribalta sulla scena artistica: le opere di questo periodo sono numerose, si muovono dal ritratto alle figure nude caratterizzate dal noto disegno marcato e dal tratto rigido e sicuro, per alcuni quasi violento.
Egon Schiele, Nudo femminile, 1914
Nel 1914 sposa la sua ultima musa, Edith Harms. Il matrimonio gli dona serenità e cambia il suo stile artistico segnando il ritorno verso una rappresentazione più naturalistica.
Il 1918 è l’anno della fama: alla morte di Klimt è considerato il più grande pittore artistico, ma la sua carriera viene stroncata da un’epidemia di influenza spagnola e, nell’ottobre dello stesso anno – tre giorni dopo la moglie – muore all’età di 28 anni.
Egon Schiele è uno dei pittori più interessanti e ispirati del secolo, uno dei pochi in grado di superare lo sperimentalismo e raggiungere l’opera d’arte vera e propria. Forse la brevità della sua vita – impedendo l’ulteriore sviluppo della sua capacità pittorica – non ha permesso l’istantanea comprensione dell’effettivo valore di un’artista che, oggi, è totalmente affermato.


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1 commento :

  1. il mio pittore preferito, emozionante e coinvolgente all'infinito...

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