27 novembre 2013

IN VESPA | Se potessi spiegarlo a parole, non lo dipingerei, Peloponneso, Giorno 5

Oggi non ti dico niente, non ti descrivo niente, perché mi chiederai tu? Perché devi venirci, devi venire tu stesso a vedere cosa c’è qui, ad ammirare coi tuoi occhi, che se te lo dico non ci credi cosa vedo, e non ci credo neppure io a volte. Andare su su fino al cielo e una volta arrivato lì scendere giù giù fino al mare, attraversare i tanti tornanti montuosi che mi separano dai paradisi marini nascosti agli occhi di tanti (e saranno nascosti anche ai tuoi, se non vieni subito qui). Queste sensazioni mi fanno pensare a quello scrittore, disse: ho visto in faccia la felicità, le ho gridato sopra tutta la vita che avevo dentro!

Con splendide parole qualcuno ha scritto: esistono eternità cancellate in un istante, esistono istanti che rimangono in eterno. Ecco: di tanti di questi istanti il mio viaggio è intriso. Il pittore americano Hopper diceva: se potessi spiegarlo a parole, non lo dipingerei. Così io, se avessi le parole per dirtelo, non lo fotograferei.
Che sorpresa trovare chiuso il palazzo di Nestore! Così mi son detto: non posso lasciare i miei ascoltatori senza niente da raccontargli. Allora mi son fatto coraggio e sono andato nella vicina laguna di Gialova, famosa per la sua fauna (ottimo luogo per il birdwatching) e per il suo mare piatto adatto agli sport acquatici. Ma ciò che mi ha affascinato maggiormente è stato il paleokastro (vecchio castello).

Arroccato lì sulla cima di un monte, rudere eterno, cannocchiale di navi turche pronte a saccheggiare queste terre povere allora come ora. E ho scoperto una cosa nuova: nei castelli, o meglio, da quel castello, non si sente il rumore del mare. Un attimo prima le onde mi arrivavano nitide alle orecchie e, appena messo il piede all’interno di quelle vecchie pietre abbandonate, non ho più sentito niente, solo il rumore di qualche cicala a ricordarmi che ero ancora vivo. Ora capisco perché Nestore è vissuto così a lungo!
E mi hanno fatto sorridere quei romani a cui ho chiesto: “Is it difficult?” “Not so much!” “Ch’ha detto?” “Ahahah, italiani? Di dove?” “Roma”. È bello sentire Roma!

PS: e oggi ho fatto l’amore col mare. Mi mancano ancora il vento e il sole, con la terra lo faccio ogni giorno.


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