17 dicembre 2013

INTERVISTA | Antonella Casazza: "Ho un’anima adolescenziale"

Le bambole di Antonella Casazza sono fragili bambine rinchiuse in una realtà che le circonda senza capirle e che divora la loro anima. Sono immerse in un sogno in cui l’autrice le incastra per non risvegliare se stessa. I luoghi che l’artista disegna sono nascosti negli occhi disarmati, spalancati di fronte a uno spettatore che non ha più tempo di fermarsi ad ascoltare le favole e cerca in fretta di ritrovarle ancora rinchiuse nei ricordi infantili.


L’arte di Antonella Casazza si declina in oggetti di utilità quotidiana, in bambole delicate tanto da essere intoccabili e sulle t-shirt, la tela non basta all’artista milanese che deve sperimentare nuove soluzioni per continuare a giocare con quei sogni di bambina che non riesce a dimenticare e che riproduce per spiegare la stessa natura di cui è fatta.


- Le tue ispirazioni sono dichiaratamente agli artisti più importanti della cultura pop surrealista, come hai conosciuto questa corrente artistica e cosa ti affascina di questa iconografia?
Sono onnivora di immagini, faccio tanta ricerca sul web. Anni fa mi sono imbattuta nella famosa opera di Mark Ryden The Angel of Meat e fu un colpo di fulmine, così sono venuta a conoscere la cultura pop surrealista.

Ho un’anima adolescenziale, ma nello stesso tempo sono una donna adulta, questa corrente artistica mi permette di guardare la realtà, con meno timore, attraverso un mondo onirico fiabesco, senza rinunciare al gotico e a volte anche al blasfemo, è come un’alchimia.


- Hai approfondito lo studio di Alice nel Paese delle Meraviglie nei tuoi lavori, quali sono le peculiarità della favola di Carroll che più ti appassionano?
Non ho dubbi: guardare il mondo con un’altra prospettiva! Ma anche la ricerca, la curiosità che spinge ad andare avanti, a non essere mai sazia, a voler sapere sempre cose nuove che aprono la mente; l’annullamento della logica "il tutto e il contrario di tutto" e per finire i giochi di parole.


- La tua arte si posa sulle t-shirt e diventa ironica ed è piena di dettagli legati alle tendenze kidult. Perché nell’arte è importante avere sempre uno sguardo fresco, addirittura infantile?

Per come la vedo io l’arte è anche ricerca e immaginazione e chi più di un bambino ha in sé queste due caratteristiche?


- Quali sono i temi e che vuoi approfondire nel tuo percorso artistico e quali sono i prossimi progetti?

Con Angelo Barile avevamo in mente un nuovo progetto artistico sempre in stile surreale e legato alla religione. Al momento si tratta solo di un’idea su cui stiamo lavorando.
Io sto preparando una serie di lavori più minimalisti, mi concentrerò per fare pulizia e sottolineare degli aspetti grafici molto legati al mondo infantile.

Link di riferimento: www.antonellacasazza.altervista.org


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