18 dicembre 2013

INTERVISTA | Stefano De Longhi: “L’arte è un sistema di comunicazione evoluto”

Una chiacchierata lunga in piena notte sugli artisti italiani proposti dalla rivista d’arte americana «Hi-Fructose» con un consiglio imperativo: “Devi vedere i lavori di Ericailcane, sono certo che ti piacerebbero”. E le sue belle parole sui colleghi più conosciuti: “Luciano Civettini è una persona gentilissima sempre disposta a spiegarti le sue tecniche e a insegnarti qualcosa”. L’ammirazione e lo stupore nei confronti del maestro, suo conterraneo, Saturno Buttò: “Rimani sempre basito dalla sua gentilezza e dal rispetto che dimostra nei confronti degli artisti emergenti.”
Stefano De Longhi non riesce a fare a meno dell’arte e lo fa con una peculiarità che è più unica che rara: l’umiltà. Sempre disposto a crescere artisticamente e a imparare si approccia all’arte con la massima modestia, un aspetto che in pochi anni lo hanno portato dalle sperimentazioni più concettuali a un approccio più figurativo. Un esempio di come pur vivendo in provincia si possa sfruttare il web per studiare e approfondire e non perdersi in mille polemiche inutili e poco produttive. Stefano De Longhi ha tutta la caparbietà veneta, e la voglia di lavorare che contraddistingue le sue origini, a cui aggiunge un quid che gli accende lo spirito e di cui non può fare a meno: la passione per l’arte. 
Bionergetic Inside
- Sei di Bassano del Grappa, qual è la realtà dell’arte nella provincia veneta?
Qui nel vicentino ci sono molti artisti, alcuni sono davvero degni di nota.
Mancano delle istituzioni per la promozione e il sostegno dell’arte come possono essere quelle che ci sono a Venezia o a Milano.
In mancanza di queste, però, ci sono collettivi di artisti che organizzano degli eventi artistici a volte anche molto importanti come ad esempio l’Infart (evento che si svolge dal 2007 a Bassano del Grappa e coinvolge street art e musica, ndr).
I Am in Seventh Heaven
- Nella serie We Are What We Buy trasformi gli oggetti del consumo quotidiano in piccoli personaggi che rappresentano la nostra trasformazione in piccoli mostri senza più la capacità di pensare. Ma se si consumasse più arte in cosa ci trasformeremmo?
Ci trasformeremmo in persone migliori: l’arte è un sistema di comunicazione evoluto, con essa si possono esprimere concetti ben più ampi e profondi che usando il linguaggio comune.
Quindi se si consumasse più arte probabilmente il limite di utilizzo del nostro cervello che è stato scientificamente testato al 20% magari salirebbe al 40 o 50%.

Natura
- Dal collage ai pastelli, i tuoi ultimi lavori analizzano un femminile diviso in scelte bilaterali, tratti sottili per scansionare un volto o uno spirito?
Lo spirito. Ciò che mi ha sempre appassionato nella raffigurazione visuale in generale è l’espressività.
In realtà questa è sempre stata la mia ricerca artistica, solo che prima mi inventavo sgorbietti e mostriciattoli più o meno probabili, adesso introduco questo concetto con il ritratto.

I Am the Queen of the Skyes
- Espansioni/contrazioni, collettiva presso il Forte Carpenedo di Mestre, è l’ultima mostra a cui hai preso parte e vede tra i suoi partecipanti Nicole Voltane, l’artista che tesse le trame del cielo, so che ami confrontarti con lei: raccontaci la sua arte.
Nicole è un’artista poliedrica in quanto la sua ricerca spazia dai materiali con i quali crea le sue installazioni, ma anche luci e suoni.
Quando osservo le sue creazioni ho l’impressione come di trovarmi di fronte a qualcosa di vivo, che vuole comunicare ed esprimere un concetto o dei sentimenti.
Link di riferimento: www.stefanodelonghi.com

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