12 marzo 2014

INTERVISTA | Elisa Rescaldani: “Dobbiamo andare oltre”


Un’estetica oscura quella della giovane artista milanese Elisa Rescaldani. Nei suoi lavori la decorazione diventa il motivo imperante di una bellezza che si consuma ma che rimane viva nella sua forma, il mutamento è ciò che quest’artista cerca di fermare almeno per un attimo, ma la descrizione non è breve e concisa, piuttosto è carica di particolari e di dettagli.
Elisa racconta la morte.
Nel tarocchi la Morte è il tredicesimo arcano, può anche non avere nome ma non indica la fine, indica il mutamento; così sfogliando i lavori della Rescaldani, vediamo un immaginario traumatico legato all’incubo, i dettagli si sovrappongono: fotografia, pittura, tutto si mescola per riportare in vita un’immagine che racconta la morte come cambiamento.


• Sei diplomata all’accademia di Belle Arti di Brera in decorazione applicata all’arredo urbano, come collocheresti le tue figure gotiche in un contesto cittadino?
Sono anche diplomata in grafica pubblicitaria ed editoria, questo tipo di formazione mi ha portato a esprimere un messaggio forte ed esplicito in un lampo. Si coglie subito il messaggio e poi si scruta e si cercano particolari dietro, in secondo piano; ecco sono d’impatto, forte impatto visivo (a volte anche emotivo). Non mi considero gotica ma barocca, ovviamente un barocco del nostro tempo che viaggia nell’entropia; quell’entropia da cui si fugge poiché raccoglie tutte le nostre più crude paure. Io ho deciso di affrontare le mie paure, di affrontare quel viaggio che mette a nudo tutti quei silenzi striduli, quella realtà metropolitana tra caos, frenesia, dolore sviluppo, tecnologia e ricerca.


• Usi pastelli e i software per creare immagini, come combini le diverse tecniche artistiche?
Contrapposizione. Questa è probabilmente la miglior definizione della mia tecnica che va dalle tecniche classiche come appunto le matite o l’acquerello a quelle più innovative appartenenti al digitale. Non c’è un ordine creativo preciso, sicuramente uso disegno, fotografia, foto-manipolazione e tecniche classiche, ma lasciamo un pizzico di mistero per quanto riguarda il mio processo creativo.


• In una delle tue mostre della scorsa stagione, Mettere a nudo il silenzio, hai presentato un progetto all’HulaHoop Club con l’artista Madame Decadent, descrivici il progetto e come è stato lavorare con l’artista dello Schwarze Traum.
Io ho amato lavorare con Madame Decadent, ne sono rimasta affascinata fin da subito. Eravamo complementari: due tipi di urlo differenti ma che riuscivano a convivere tra loro! L’idea è venuta a Togaci, lei ci ha visto lungo e ha voluto combinarci in un mix esplosivo.


• Stai affrontando un percorso di studio artistico sul concetto dell’entropia, quali forme userai per spiegare il concetto scientifico?
L’entropia è sempre presente, sono alla continua ricerca e sperimentazione perché ovviamente ho moltissima strada ancora davanti a me. Sto lavorando su dei progetti che porteranno le mie opere fuori dalla cornice. Continuo la mia ricerca sul corpo, l’estetica, il teschio, le paure e l’entropia: sono elementi costanti in continua evoluzione.
Dobbiamo andare oltre, non è un’ostentazione del superfluo, del barocco e del grottesco, ma una ricerca continua e assidua che sia in grado di esaltare la capacità di mutare, una morire per rinascere in nuova forma, una fenice.

Link di riferimento | www.elisacoreyrescaldani.tumblr.com


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