10 marzo 2014

INTERVISTA | Il Pistrice presenta «Squame»: “Nel nostro progetto editoriale, ogni artista lavora in totale libertà stilistica”


Tra Francia e Italia si muove una figura dal nome mitologico che nel mare delle immagini riesce a respirare nonostante l’acqua si presenti torbida o agitata: il Pistrice. In questo mare magnum di mostri pericolosi, tra galleristi millantatori, artisti improvvisati e editori incapaci di guardare al di là del loro naso, gli artisti si riuniscono e promuovono il loro lavoro nel migliore dei modi e delle possibilità. 
Si parte da un’idea, da uno stimolo e ci si mette a lavorare assieme perché, se non si vuole affogare, bisogna imparare a nuotare e, forse, non serve un salvagente ma una maschera per spaventare i veri mostri.
Il Pistrice, mostro marino della tradizione classica, è Francesca Protopapa illustratrice, grafica e ideatrice della fanzine «Squame»; in sette numeri il Pistrice ha raccolto nella sua rete immagini che raccontano lo stato dell’arte contemporaneo: colore, forme, idee nuove ed eterogenee in un volume piccolo e maneggevole, spillato semplicemente per non raccontare una storia, ma per rispondere a un tema. Nella copertina dell’ultimo numero Irene Rinaldi ha decorato un teschio con dei fiori per omaggiare i Dias de Muertos e l’arte di Frida Kahlo, indovinate qual è l’ultimo tema di «Squame».



• Un mostro marino che imperversava nella letteratura religiosa diventa il tuo nome d’arte, usi questa maschera per spaventare chi?
Per spaventare tutti quelli che parlano di crisi, di povertà intellettuale, di “si stava meglio quando si stava peggio”, di “tanto non cambia niente...”. Il Pistrice sfida i mari in tempesta, gli abissi più profondi e nuota al fianco dei pesci più piccoli che si dimostrano spesso essere i più coraggiosi.



• Hai inglobato tra le tue «Squame» illustratori e fumettisti molto diversi tra loro, nell’ultima uscita dedicata al Messico quali sono gli illustratori più diversi nello stile rappresentativo?
Sono particolarmente contenta di questo numero dedicato alla tradizione messicana proprio per la varietà di stili che offrono gli artisti partecipanti. In copertina, Irene Rinaldi ci dimostra come l’originalità può nascere anche dalle più tradizionali tecniche di handmade print, mentre Mëgaboy e Rita Petruccioli riescono a emozionarci anche attraverso il disegno digitale. Qualche pagina dopo, Hellofreaks, come sempre, ci conquista con il suo humor e il sapiente stile che ben si contrappone e al fine disegno a matita di un altro artista francese, Luché. Nel nostro progetto editoriale, ogni artista lavora in totale libertà stilistica su una comune tematica creativa che accompagna ogni pubblicazione.





• «Squame» è un progetto indipendente e autogestito, quali sono le sue prospettive future?
Il progetto «Squame» è nato come una fanzine d’illustrazione, sollecitato dal desiderio di creare una piattaforma dove potessi collaborare con altri artisti. La pubblicazione editoriale autoprodotta si è da subito avvalsa di un supporto web che presentasse e promuovesse al meglio il lavoro dei collaboratori. In seguito, grazie all’entusiasmo degli artisti e del pubblico, dopo due anni e 8 pubblicazioni, Squame si è da poco trasformato in vera e propria associazione. In pentola ci sono progetti pazzeschi per il futuro, non vi resta altro godervi il 2014 per scoprire di cosa si tratta!




• Sul tuo sito è presente una carrellata di librerie indipendenti: spazi in cui esiste ancora la figura del librario, non il semplice commesso delle catene, il libraio sa consigliarti quale scrittore sia quello più adatto a te in quel determinato momento e soprattutto non considera il lettore un semplice consumatore. Per promuovere la cultura in questo modo ci vuole coraggio, nei tuoi incontri in questa tipologia di librerie chi ti ha colpito di più per il suo spirito combattivo?
Spesso sono stati proprio questi librai a chiederci delle copie di «Squame», e questo perché molti di loro navigano su web e frequentano festival in cerca di pubblicazioni originali e artisti che difficilmente trovano il loro spazio nel panorama mainstream editoriale di oggi. Librerie come Scripta Manent a Roma e Solo a Milano stanno svolgendo un coraggioso lavoro nella divulgazione di progetti troppo spesso confinati in ambiti culturali underground. «Squame» è davvero felice di essere ospitata sui loro scaffali! Noi crediamo che il pubblico italiano non sia indifferente a tali proposte editoriali, ma che cerchi solo la possibilità di accedere più spesso a una varietà culturale selezionata come quella offerta da queste librerie.



Link di riferimento www.squame.net | www.ilpistrice.com


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