11 marzo 2014

PROGETTO DI TESI | Libro o e-book? Che fine farà l’odore dei libri? Di Martina Bosica

Quello che segue è l’abstract della tesi di Martina Bosica presentata lo scorso ottobre come Diploma di Secondo Livello afferente al dipartimento di arti visive all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Il tema è estremamente attuale nell’era di e-book che spopolano nella rete e allora, perché non cercare di sfruttare la tecnologia per un rilancio dell’editoria? Se siete curiosi leggete un po’ cosa ci propone Martina.


«Ho già avuto modo di trattare, un mondo, affascinante, quale quello dell’editoria che da sempre accompagna la crescita culturale degli individui e proprio perché esso costituisce un patrimonio incommensurabile per il genere umano e il suo genio creativo, trovo giusto chiedersi se sia possibile, nel mio piccolo, contribuire ad un nuovo impulso del mercato editoriale attraverso delle soluzioni o suggerimenti originali. Già, perché la mia tesi dimostra come questo mondo stia subendo un calo a causa di nuove proposte tecnologiche.
La questione, a mio avviso, non dovrebbe esaurirsi in un semplice scontro tra questi due ambiti, il che comporterebbe la necessaria e inevitabile eliminazione dell’uno a vantaggio dell’altro. Al contrario io credo fermamente che sia possibile trovare un modo di cooperazione e interazione tra questi due mondi ugualmente affascinanti.
Nello studio che ho già affrontato sull’editoria con la tesi di primo livello, si denotava la necessità di conferire alla rivista stessa, da sempre strumento comune d’informazione, un significato più profondo che andasse al di là di quello puramente estetico, coinvolgendo il lettore in tutta la sua sfera logico-emotivo.
Questo obiettivo è ciò che ha determinato il mio attuale studio dove è evidente la messa in gioco, attraverso il digitale di una più totale partecipazione del lettore che da passivo si fa attivo nella sua abilità tecnologica, scoprendo così nuovi orizzonti e arrivando, magari, per fino a meravigliarsi delle sue infinite capacità, grazie al nuovo compromesso di stampa e digitale.
Scrivere una tesi di laurea sull’e-book e sull’editoria digitale è piuttosto complicato. Prima di tutto perché la maggior parte delle cose che sono state scritte: dati, statistiche, descrizioni di prodotti o servizi legati all’editoria informatica, previsioni etc. potrebbero, nel giro di qualche mese, subire un’evoluzione improvvisa o essere addirittura informazioni obsolete. In secondo luogo, perché gli e-book, i libri digitali, sono ancora oggi un prodotto, o meglio, un fenomeno culturale ed economico ancora difficile da inquadrare anche se di grandissima portata.

Questi oggetti digitali hanno fatto la loro comparsa già intorno agli anni settanta con l’avvento dei primi progetti di digitalizzazione e lo sviluppo delle tecnologie informatiche e, anche chi non frequenta o sfrutta abitualmente la rete, è almeno una volta, incappato in documenti digitali scaricabili gratuitamente o meno dal web, insomma, in quelli che, già da diversi anni, vengono chiamati e-book.
Dal momento in cui questi libri elettronici hanno fatto la loro comparsa nel web ed hanno cominciato a diffondersi, il dibattito che si è spesso scatenato è stato quello relativo alla potenziale relazione conflittuale tra libri stampati ed e-book.
Se si vanno a rileggere tutti gli articoli, saggi ed interventi legati al periodo che va dalla seconda metà degli anni Novanta fino ai primi anni del 2000, è facile notare come si tenda a sottolineare solamente l’aspetto legato ad un’eventuale (o certa) futura “morte del libro a stampa”, piuttosto che analizzare come vengano costruiti questi file testuali elettronici, quali siano i canali di vendita o di download privilegiati e se esistano o meno dei supporti adatti per la loro fruizione.
Di fatto, anche ora, è impossibile prendere una posizione rispetto agli interrogativi circa il futuro dell’editoria, non soltanto perché al momento non si hanno ancora delle certezze o prospettive accettabili, ma soprattutto, perché la stessa idea di e-book - nato come antagonista rispetto al libro cartaceo - risulta spesso errata.
È importante capire che gli e-book non sono stati pensati come un’opzione alternativa ai “libri” ne rappresentano l’evoluzione stessa, quello che sta cambiando non è quindi il significato del libro, né il suo ruolo o il suo valore, ma piuttosto il “formato” che ne determina le caratteristiche intrinseche e le modalità di produzione, distribuzione e utilizzo.»

«La diffusione della rete ha introdotto l’abitudine della lettura online e ha indirizzato sempre più persone a servirsi di strumenti ed applicazioni informatiche, modificando rapidamente le proprie abitudini culturali. La produzione editoriale digitale che in questi ultimi anni, e specialmente nel 2010 con la distribuzione di titoli digitali di largo consumo, ha cominciato realmente a muovere le fila anche in Italia, non è quindi una scelta dettata a priori, piuttosto una volontà di rispondere concretamente e nei modi più diversi alle nuove esigenze del pubblico. Anche la lettura sta cambiando rapidamente e, di nuovo, il successo ottenuto dai dispositivi di lettura negli ultimi tre anni ne è la prova evidente. Gli schermi e i display sono praticamente ovunque e qualsiasi utente, dal più esperto di tecnologia al più restio, ha continuamente a che fare con delle interfacce. Quindi, a questo punto, discutere o meno del valore della carta, dei libri stampati e della loro estinzione, potrebbe non avere del tutto senso, soprattutto se consideriamo che un’eventuale scomparsa della cultura su cellulosa potrebbe essere dettata proprio dagli stessi utenti e da una progressiva perdita di interesse nei suoi confronti. Ad ogni modo, come ribadito anche in precedenza, è troppo presto per fare considerazioni di questo tipo e la situazione si farà sicuramente più chiara in futuro.
L’approccio che ho cercato di tenere durante la scrittura di questa tesi non è quello di considerare “editoria” ed “editoria digitale” come due cose separate o antitetiche ma, piuttosto, capire che il destino dell’editoria digitale sembra essere segnato, o meglio, che l’editoria digitale è il futuro dell’editoria, il suo spontaneo proseguimento. Questa tesi non ha assolutamente il proposito di presentarsi come qualche cosa di profetico, piuttosto, è una sorta di inchiesta o reportage che punta dritto ai fatti per vedere, da dove è partito questo fenomeno di “conversione al digitale”, chi sono stati i principali fautori, come ha reagito la nostra nazione e quali potrebbero essere le immediate conseguenze di uno sviluppo sostanzioso dell’editoria digitale rispetto alla tradizionale stampa.
Si partirà quindi, dopo una veloce panoramica di presentazione sull’e-book (attraverso lo studio delle “definizioni”, dei formati attualmente disponibili per la creazione di testi digitali e della loro tutela), con una breve presentazione di quella che è stata - fino ad ora - la storia dei dispositivi di lettura e-reader, dai primi anni Ottanta fino ad oggi, e quali siano state le aziende fulcro di questa grande crescita di vendite legate all’e-book e ai contenuti testuali elettronici, cercando di capire perché, a partire dall’inserimento di alcuni modelli di e-reader (specialmente basati su tecnologia e-paper e quindi con display non retro illuminato), l’utilizzo di apparecchi informatici (diversi dai computer o dai notebook) abbia cominciato a diventare un’abitudine o una possibilità allettante anche per la lettura d’intrattenimento e svago. Si passerà poi ad analizzare quali siano state, in concreto, le mosse commerciali delle case editrici e degli store online italiani per favorire l’inserimento dell’e-book all’interno della filiera distributiva dei prodotti digitalizzati, quali siano le problematiche ancora da rivedere e quali potranno essere gli scenari futuri in Italia. Si concluderà poi con una piccola panoramica legata al diritto d’autore applicato ai libri elettronici e
all’introduzione dell’e-book nel mondo della formazione e della scuola pubblica.
Il progetto della rivista che ho creato, mira, in conclusione, a dimostrare gli innegabili vantaggi che si possono ottenere dalla realizzazione di un lavoro che sfrutta l’esperienza della stampa con le innovazioni della tecnologia del futuro.
Credo di aver ampliamente dimostrato, nel corso della mia tesi, quanti siano gli innumerevoli vantaggi che ci sono continuamente offerti dal progresso tecnologico non solo in termini di salvaguardia dell’ambiente, di risparmio economico, ma soprattutto nel nuovo coinvolgimento emotivo e mentale che la tecnologia può produrre rispetto al “vecchio”cartaceo.
La parola d’ordine allora diventa meravigliare, stupire e suscitare quella suggestione che sono l’Arte originale può evocare.
Ecco perché il mio progetto coinvolge l’intera sfera sensoriale, dal tatto all’udito, come solo i mezzi tecnologici ci consentono di fare.
E’ evidente che il mio lavoro implichi una spesa economica non indifferente per la sua attuazione, ma che la rende un’opera unica e creativa al tempo stesso, a tutela aggiungerei, di una sua “banalizzazione” o eccessiva “commercializzazione”.
Bisogna tornare a stimolare il pubblico di lettori, giocando con la tecnologia, la maestria artigianale, il pop-up e semplici elementi interattivi che siano però in grado nella loro fusione di produrre un risultato “ricercato” e mai scontato.»
Volete vedere gli "effetti speciali"? Questo qui sotto è il video!




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